lunedì 8 novembre 2021

Dinotopia

Uno dei più grandi misteri che avvolgono il mondo dell'infanzia è per me la fascinazione che hanno i bimbi per i dinosauri. Uno dice "Sono grossi", sì, ma anche le balene sono grosse e non è che le si caghi tanto. Uno dice "Sono estinti e misteriosi" vero, ma anche il tilacino è estinto, e se chiedo che cos'è un tilacino tutti dicono "ah boh". "Oh che due coglioni anche tu, eh, sono semplicemente fichi!" e in effetti avete ragione, il dinosauro come concetto è ESTREMAMENTE fico, ma il perché l'inconscio collettivo lo ritenga fico è una cosa che mi sfugge! Quello che posso dire è che Spielberg non si è inventato niente, perché quando tutti venivano nei calzoni per Jurassic Park io e i miei amici Ivano e Porro, che eravamo hipster ante litteram, sbadigliavamo perché dove cazzo erano quelli là quando noi ci pasticciavamo felici coi Dino Riders? I Dino Riders! Quelli si che erano dinosauri, con l'elmo psicomagnetico, i cannoni, e il movimento motorizzato a pile "Torcia"!

e un cartone animato che faceva stracagarissimo

Ecco: i miei figli, che non hanno né visto Jurassic Park ne hanno giocato con i Dino Riders, a loro volta ritengono i dinosauri esternamente fichi come concetto, quindi mi chiedo se non sia qualche altra istruzione di base cablato nella parte più rettiliana del nostro cervello, quella dei riflessi condizionati più basilari che hanno, come unico scopo, quello della sopravvivenza. Chissà! Magari lì è conservata una memoria ancestrale di quando i nostri antenati dei nostri antenati dei nostri antenati dei nostri antenati magari avevano qualche scaglia in più, denti aguzzi, e sangue freddo! O le piume.

lunedì 1 novembre 2021

Rebel Assault 2

"Nel paese degli orbi il guercio è re", mi viene in mente quando ripenso a questo gioco. Lo so che detesto proverbi e ogni forma di saggezza popolare contadina espressa sotto forma di motti di spirito testati per cent'anni da una commissione di saggi che, in questo caso, andava in giro a cavare gli occhi a intere popolazioni salvo uno che veniva accecato parzialmente, e verificare se quest'ultimo fosse nominato sovrano per acclamazione. Adesso che cosa c'entra tutto questo con Guerre Stellari ve lo spiego, ma è un po' legato alla mia storia personale, un po' legato al gioco in sé. 

Hail to the king

Cominciamo dalla parte di storia personale, vi va? Insomma, questo gioco lo presi originale, assieme a The Dig, in edizione economica "Edicola di CTO". Il negozio era gestito dallo stesso tizio che aveva il negozio attaccato alle Poste in cui avevo visto Need for Speed durante un periodo di astinenza ludica, e ora che ero sprofondato nella sfiga il negozio si era spostato alla frazione del Vecchio Paese dal nome abbastanza ridicolo. Ciò non mi impedì di passarci e di appropriarmene, sempre per lenire ol senso della sfiga che mi avvolgeva, e sopra stare 'sti giochi tutto il pomeriggio.

lunedì 25 ottobre 2021

The Dig

Per un lunghissimo periodo di tempo, direi dal 1988 fino al 1998 (e in 10 anni a quei tempi nell'informatica è cambiato TUTTO) le avventure della Lucasfilm/Lucasarts hanno scatenato vistose erezioni nelle fecali redazioni della fecale stampa di settore. Un po' per asservimento, un po' per fanboyismo, un po' per ragioni che non sappiamo, c'era questo comandamento per cui, quando dallo Skywalker Ranch cacavano in una scatola di cartone il risultato era sempre qualcosa per cui stracciarsi le vesti piangendo di gioia come se fosse la seconda venuta del Messia.

 o la prima comparsa della fregna, fate voi

Poi a proposito di messiiii (ci sta come plurale?) la cosa iniziò a rompersi nel 1992, quando il venerato santone Ron Gilbert mandò tutto affanculo perché gli uscivano pochi soldi, lasciando un grandissimo "cliffhanger" sulla saga di Monkey Island. 

lunedì 18 ottobre 2021

Heimdall 2

L'avevo promesso? Onestamente non ricordo di averlo promesso. Un secondo che controllo. No, in realtà non l'ho promesso che ci avrei rigiocato, ma tant'è. Mi sembra giusto rigiocare al gioco di oggi, pur essendomi dovuto sorbire il prequel. Un trattamento del genere (fare almeno due giochi uno il seguito dell'altro nel giusto ordine) l'ho riservato soltanto a saghe ben più note, ma si sa, questo blog non è un'osservazione completamente acritica e priva di polarizzazione da parte mia. 

Che cosa sto dicendo? Ah semplice. Dopo aver giocato per la prima volta al primo Heimdall in questa sede, ora tratto il seguito. Chi di voi ha una memoria eidetica per le puttanate noterà che ho scritto nell'articolo su Litil Divil che a Heimdall 2 non ci ho giocato. Ebbene, era un errore, ovviamente, a Heimdall 2 ci ho giocato un po', in un periodo non tanto distante da quello in cui mi intristivo coi giochi "lenitivi" delle ultime settimane. In realtà, non usavo Heimdall 2 per lenire la sensazione di sfiga, ma era una fase precedente: un semplice passatempo da sorbirmi quando i compiti a casa erano pochi, nel freddo della camera in cui stava il PC, nella casa del Vecchio Paese scarsamente illuminata dal malaticcio sole invernale della bassa padana. Ad alzare il riscaldamento si davano più soldi ad Acoser (di lì a poco Seabo) e quindi un maglione di lana in più e via andare, con il naso che potrebbe staccarsi da un momento all'altro perché è praticamente congelato. 

Raffreddamento del pc alla maniera della Misteriosa Anima Russa™

E dunque, quando penso a Heimdall 2 mi viene in mente il freddo nelle ossa. 

giovedì 14 ottobre 2021

The Ultimate Tabboz Simulator

 Per la rubrica "Atelier culturale" di oggi, cari amici, impariamo qualcosa che il mondo accademico non sempre insegna. Oggi impariamo a stare al mondo. Sotto questo unico "ombrello", imparare a stare al mondo, erano raggruppati tutti quelli che adesso vengono chiamati gli soft-skill, ovvero tutto ciò che non è strettamente necessario allo svolgimento di un lavoro o che non può essere perfettamente valutato con un voto a scuola. Eh sì, perché come già detto più volte in questa sede, a un certo punto della mia pre-adolescenza mi sono scoperto essere un grandissimo sfigato, totalmente incapace di rapportarsi agli altri. Oddio, non è che io sia mai stato particolarmente popolare, per carità. In qualche modo, prima di quella che io chiamo la grande biforcazione, e che lo psicologo francese  Christophe Dejours chiama la sovversione libidinale, diciamo che un minimo simpatico anche per la semplice ammirazione che il mio essere un enfant prodige suscitava negli altri miei coetanei.

Molto libidinale anche la pettinatura

Esistevano logiche quasi calcistiche, per cui certi miei compagni si vantavano che io fossi in classe con loro e non nelle insopportabili classi degli altri. Questo accadeva di solito ai saggi di Natale o di fine anno quando davo sfoggio delle mie capacità musicali coltivate, grazie anche a PIANOMAN.COM

lunedì 11 ottobre 2021

TFX

"Giochi a cui avevo giocato e a cui avrei voluto giocare" è il requisito per essere, ogni lunedì mattina, oggetto di un'articolessa prolissa, autoreferenziale e un po' autocommiserante sul blog dell'Ex Videogiocatore. E poi sono giochi come questo qui di oggi. Ci ho giocato, ma cascasse il mondo se non mi ricordo dove caspita lo avevo reperito. L'articolo su TFX avrei voluto scriverlo da un bel pezzo. Anzi, forse volevo scriverlo ancora dai tempi in cui ai miei articoli mi riferivo chiamandoli "recensioni" (cosa che non sono).

Insomma, non mi ricordavo proprio dove lo avessi trovato e quindi lo rimandavo, e rimandavo, e quindi ora cosa è cambiato? Beh, semplice, ho fatto un lavoro di regressione entrando in uno stato di trance che mi ha fatto riscoprire come mai fossi certo di averci giocato e come mai non ricordavo altro. 

tipo così?

No, in realtà vi sto prendendo per il culo: non ho fatto nessuna regressione, nessun trip acido con flashback incluso. 

lunedì 4 ottobre 2021

Afterlife

Visto il nome e il contenuto del videogioco di oggi, magari molti di voi si aspettano che parta con un pippone infinito di riflessioni sulla vita, sull'aldilà, e sul perché in realtà La Divina Commedia è un'opera politica il cui autore snocciola tutti i suoi sentimenti di vendetta mai sopiti. Beh, in realtà questa è una scelta che avevo ponderato per tipo 2 secondi, ma poi ho lasciato perdere, sopraffatto dal tavò. In realtà, commenti danteschi a parte, che non essendo io sufficientemente toscano non posso permettermi, è sempre andare a infilarsi in un ginepraio quando si toccano certi argomenti legati alla religione e alla politica. Lo avevo già detto tipo un'era geologica fa, nell'articolo su Space Crusade (ve lo ricordate?)

una pacata discussione di religione e politica


Quindi, di andare a toccare temi come la teologia sinceramente non me la sento, anche perché si rischia sempre di fare la figura del ragazzino di prima liceo che scrive sul diario qualcosa che crede incredibilmente profondo, e una ventina d'anni dopo lo ritrova, lo legge e dice "Mamma mia, che coglione." Quindi no, niente di tutto questo.

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