giovedì 15 aprile 2021

Salviamo lo schermo, ma da che? L'apoteosi dell'informatica inutile

Tanti anni fa, eravamo ancora tutti i giovani e spensierati pseudo informatici. In realtà, quello che facevamo era semplicemente infilare il dischetto di avvio del DOS, accendere il PC, aspettare che partisse il tutto pregando che non comparissero errori inesplicabili, inserire il dischetto del nostro videogioco preferito, scrivere il nome dell'eseguibile e farlo partire. Ma, per la solita storia per cui una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, ci credevamo "esperti di computer" (o almeno così ci etichettavano i vecchi bisognosi di una storia di enfant prodige in famiglia).

gli esperti.


In tutto questo, avevamo di fronte a noi senza saperlo uno strumento estremamente dannoso. E non sto parlando dei nocivi travasi di bile causati dagli inevitabili malfunzionamenti del videogioco del giorno sul nostro computer, che in quegli anni diventava irrimediabilmente obsoleto molto rapidamente, sto parlando dello schermo. 

lunedì 12 aprile 2021

King's Quest VI - Heir Today, Gone Tomorrow

Eccoci di nuovo cari amici! Sembra esserci nei giochi Sierra una costante, dal mio punto di vista: e cioè il fatto che prima ancora di esperirli dal vivo, me li ero sorbiti sorbiti interamente tramite gli screenshot presenti sulla fecale stampa di settore. Che nello stesso numero proponeva sia la recensione (entusiastica, ma col caveat che la Lucasfilm, al cospetto della quale i fecali recensori erano soliti scannare vitelli grassi di ogni natura) che la soluzione. Come ammazzare in poche pagine la longevità di un prodotto, praticamente.

e vissero tutti felici e contenti [/SPOILER]

La differenza principale tra Space Quest IV (ci avete presente, no? Ho persino spezzato l'articolo in due per manifesta orchite) e King's Quest 6 è che per il gioco di oggi non ci ero mai stato così tanto a "sbavare", per usare un termine caro ai cazzari che imbrattavano la carta patinata delle pubblicazioni Xenia. 

lunedì 5 aprile 2021

Jagged Alliance

Una delle cose che mi lasciano sempre un po' perplesso è l'uso di eufemisimi quando si tratta di lavoro, a ogni livello. Quando ci sono dei problemi non si dice mai la problemi ma "challenges" o "opportunità per miglioramento".  Insomma posso essere d'accordo sul fatto che le parole formano la realtà che ci circonda, ma questo è veramente un coprirsi gli occhi di fronte a una realtà oggettiva, e cercare di lucidare la merda con la cera del successo. 

Per i più pigri esiste anche in versione calzanetto

Poi chiaramente ci sono anche cose di un'ipocrisia sconcertante come quando a un certo punto, mi pare alla fine degli anni 80, i netturbini iniziarono a chiamarsi "operatori ecologici", i giardinieri pubblici iniziano a farsi chiamare "manutentori del verde", i bidelli si chiamano "collaboratori scolastici" (nella mia scuola elementare le bidelle si facevano chiamare "dade" per ragioni a me ignote) e via stronzeggiando.

lunedì 29 marzo 2021

lunedì 22 marzo 2021

Scatta la viulenza con l'ex videogiocatore (Prima Parte)

La violenza non è mai la soluzione. Ce lo siamo sentiti spesso dire, e personalmente ci trovo una certa verità in tutto questo. D'altra parte il bushido ci dice che il miglior duello che si può vincere è quello in cui non si combatte, è quello in cui il nostro avversario coglie, dall'aura che emaniamo, il nostro ki, la nostra energia vitale, e quindi si ritira di buon ordine non prima di averci dato un bell'inchino. Sulla carta (rigorosamente stampata con tecnica ukyo-e) tutto questo ha molto senso, ma che succede quando il tuo avversario è una specie di subumano il cui massimo livello di espressione è "UNF FIGAFIGA UNF", è legittimo ritenere che l'unico modo per metterlo al proprio posto sia o lasciar perdere tutto oppure prendergli la testa e sfregargli il muso contro la propria merda, un po' come un cane che ci ha cagato sul tappeto.

Dava veramente un tono all'ambiente, quel tappeto!

Insomma, io mi sono trovato alcune volte a fare a sberle con certa gente, e la maggior parte delle volte non ne sono fiero di quello che ho fatto. In molte più occasioni mi sono trovato a tremare di rabbia facendomi nella testa film estremamente splatter in cui certa gente la sventravo a mani nude.

lunedì 15 marzo 2021

Sensible Soccer

Non sono molto a conoscenza dei memi relativi ai videogiochi e ai gamer contemporanei, sono rimasto molto indietro da questo punto di vista e visto anche che il mio giorno ha soltanto 24 ore, non ho la voglia né il tempo né l'energia di spingermi a fare un'investigazione su questo universo. Una cosa però posso dirvi a proposito di quelli che come me erano videogiocatori bambini o adolescenti negli anni 90, e cioé che sostanzialmente in generale eravamo persone che di problemi seri non è che ne avessimo tanti. Uno dice "Ma che meraviglia! La spensieratezza, e quante belle opportunità per fare delle belle cose per la propria crescita interiore!" e avrebbe ragione, in teoria. Ma un'altra cosa che ho imparato nei miei quasi 40 anni di esperienza è che molte persone se i problemi non li hanno, se li creano. Banale, lo so: ma se vogliamo dare una spiegazione pseudoscientifica a tutto questo, è mia convinzione che il cervello abbia tendenza a funzionare sempre a un quantitativo di giri al minuto che stia all'interno di un certo intervallo. Che se va troppo piano fa po-po-po-po-po e si spegne. Se gira troppo forte, invece, va tutto a puttane. Immaginate, che ne so, un motore fuoribordo, ok? Se sta fuori dall'acqua l'elica gira gira gira gira, e senza la resistenza dell'acqua, girando troppo a vuoto il motore si surriscalda e fonde.

po-po-po-po

Allo stesso modo, il cervello di certe persone, o gira troppo poco e allora ci si rincoglionisce del tutto, oppure gira troppo a vuoto e ha bisogno di essere immerso in un fluido che crei attrito e che gli permetta di girare alla giusta potenza.

giovedì 11 marzo 2021

Crea con il tuo PC - Lezione 1

"Ehi, Pìcci! Problems?" Così chiedeva un clone di Stefano Gallarini lunedì con il suo computer malamente renderizzato che scalpitava perché non aveva software ed aveva l'equivalente informatico delle cosiddette "palle blu". Beh, al momento in cui scrivo questo articolo io non so onestamente se Aliens Colony ha stimolato il vostro interesse, ma poco mi importa, perché ha stimolato il mio. Ravanando in punti nascosti del deep web ho trovato alcuni dischetti della raccolta originale "Crea con il tuo PC" e non ho potuto, sempre comunque evitando le famigerate bruschette di nostalgia ma con a certa curiosità, riprovare le sensazioni di che cazzo facessi al PC quando avevo detto no ai videogiochi. Grazie, deep web! Ovviamente, i miei dischetti sono stati vittima del mariekondismo genitoriale che per fare un po' di spazio nella casa del V.P. non si fa problemi a buttare al macero tutto ciò che era del vostro Ex Videogiocatore, un po' come certe foto del regime di Stalin in cui le persone sgradite venivano cancellate via, e chissà che Baffone, fosse nato qualche anno più tardi, non si sarebbe dilettato con Crea con il tuo PC.

Ehi, Pìcci! проблемы?

Dunque è con una certa emozione che vi mostro gli screenshot che verranno, che ammetto di essere di parte nei miei articoli, e ammetto di serbare una certa preferenza nei confronti degli articoli che mostrano giochi o programmi rari o introvabili, piuttosto che rigiocare a cose di cui trovate panegirici più o meno ovunque: secondo me un blog dovrebbe essere un posto per scoprire qualcosa di nuovo o riscoprire qualcosa di perduto da tempo, non uno sterile esercizio di conferma dei nostri preconcetti. Dico bene?
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