lunedì 25 gennaio 2021

Ultima VI - The False Prophet (Prima Parte)

Partiamo subito da una premessa: quello di oggi non è il gioco più bello di sempre, perché è del 1990 e il vero gioco più bello di sempre (che alcuni di voi hanno intuito scavando a fondo nel blog) uscirà solo due anni dopo.
Il gioco più bello di sempre (secondo me) è ovviamente lo Stefano Accorsi Simulator


Però una cosa si può dire sul gioco di oggi, e cioè che è uno di quelli che più hanno influito su di me, sulla mia personalità. Mi rendo conto, mentre sto scrivendo queste parole, della sfiga che trasuda, ma insomma: la settimana scorsa ho esplicitato la mia sfiga di adolescente che all'improvviso si è scoperto completamente solo, oggi voglio fare un passo indietro e parlare del pensiero magico che permeava il me stesso preadolescente, prima di venire preso a calci nelle palle dalla realtà.

lunedì 18 gennaio 2021

F1 Manager Professional

Per quanto detesti il sentimentalismo applicato a mezzi per svagarsi, non posso negare che anch'io qualche volta associ ai videogiochi dei momenti della mia vita belli o brutti. D'altra parte lo scopo ultimo di questo blog è rivisitare questi ricordi e, alla bisogna, disfarsene etichettandoli come "merda". Un esercizio sullo stile di Marie Kondo, insomma: si svuota un cassetto, si tira fuori un paio di calzini alla volta, ci si chiede: "mi rendono felice questi calzini?" se sì, si tengono, se no, si buttano. Già feci, forzato da mia mamma, un esercizio del genere con i miei vecchi floppy disk, ed è per questo che mi ruga che alcune cose (pochissime, in realtà) per me sono tuttora introvabili: diciamo che almeno mi sto convertendo a una visione del mondo molto più orientata al wabi-sabi, e il fatto di non avere tutti i contenuti dei vecchi dischetti del club della rana, o l'introvabile EUROTap, typing tutor della Olivetti arrivato assieme al mio pc diventa un'accettazione della transitorietà della vita.

"Indovina dove ho infilato i tuoi dischetti, stronzo"

Vabbè. Il gioco di oggi è un caso particolare di queste associazioni a ricordi non troppo belli. Sia chiaro, non è niente di particolarmente grave, eh. Però il gioco di oggi lo associo a quando scattò qualcosa nella mia testa che mi fece capire che una parte di me si era irrimediabilmente rotta. "I coglioni?" chiederete voi. Beh, voi scherzate, ma potreste aver ragione. Insomma, ci avete presente, no? Vi dedicate anima e corpo con grande entusiasmo a qualcosa e siete lì che state facendo del vostro meglio e a un certo punto, tutto d'un tratto, arriva la sberla: non so se sia per l'effetto Dunning-Kruger in cui finalmente entrate in quella fase in cui vi rendete conto che non sapete assolutamente niente, vi viene la botta di depressione.

lunedì 11 gennaio 2021

La bisca clandestina di quel bischero dell'ex videogiocatore

I momenti dell'anno in cui, nella mia famiglia d'origine, si giocava a carte erano principalmente due. Uno era in piena estate, e l'altro era in pieno inverno. Si può dunque dire che le mezze stagioni (che per inciso non ci sono mai state) non siano, a casa ex videogiocatore, considerate il momento più propizio per il gioco delle carte. Il passatempo delle carte comunque è sempre stato visto come qualcosa che c'è da farsi solo quando non ci sia assolutamente nient'altro da fare, e anzi giocare a carte quando si potrebbe fare qualcos'altro di più produttivo era visto come un peccato, secondo solo allo "stare con le mani in mano", che è un'espressione che ho sempre odiato perché presuppone che si abbiano almeno tre mani. 

Io non posso stare fermo con le mani nelle mani

Sto divagando? Sì, sto divagando.

giovedì 7 gennaio 2021

Laboratorio di estetica vaporwave con Rainbow Paint / Paint it!

So che so che può sembrare strano, detto così adesso, ma tanti anni fa in un computer il mouse era un optional. Questo per il semplice fatto che una volta acceso il computer ci si trovava di fronte alla schermata dell'MS-DOS, qualcosa in cui bisognava scrivere i comandi a tastiera e tanto bastava: eri solo tu e lo schermo nero con la scritta bianco, al massimo grigetto, ma questo l'ho detto in dettaglio nell'articolo di qualche tempo fa a proposito di TREE.COM. E insomma, non è che mi piace tanto ripetermi. Ma penso che sia importante, per chi non avesse vissuto quegli anni, sottolineare il fatto che tante cose che adesso vengono date per scontate, al tempo, beh, non lo erano per niente. 

Quindi, sia nel mio primissimo computer, l'Olivetti PC 128S a 8 bit. Che nel mio primissimo computer IBM compatibile ovvero l'Olivetti PCS 86, il mouse di serie non c'era. In entrambi i casi mi fu acquistato separatamente, e se devo essere sincero ero veramente troppo piccolo per ricordare con chiarezza le mie fatiche per capire come funzionasse il mouse. Immagino, per una persona che non ha mai provato prima i movimenti del mouse, non sia proprio facile fare la cosiddetta azione di punta e clicca: ho visto molti vecchi di merda trovarsi di fronte al mouse e sollevarlo, pensando che spostando il mouse verso l'alto la freccetta andasse verso l'alto. Beh, in effetti ha senso. 

Guarda la freccetta! Non l'è bellissima?

Può essere che sia stato così anche per me al tempo, ma non ve lo so dire. 

lunedì 4 gennaio 2021

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