lunedì 28 febbraio 2022

L'ultimo conàto - Sin & Half-Life

Ci ho provato, molte volte. Non so se fosse dovuto al fatto che sentivo il bisogno di essere parte di qualcosa e mi ostinavo su quella cosa, o magari ero stupido, o semplicemente non so, forse sentivo che l'unica cosa a cui mi ero aggrappato per anni mi stava sfuggendo di mano, e quindi dovevo riattaccarmici con le unghie e i denti, superando con la sola forza di volontà quella sensazione di nausea unita alla fitta lancinante nel punto in cui il naso si attacca alla fronte. Non ve lo so dire. Di fatto, a novembre 1998 uscì un numero di TGM che presentava una nuova razza di sparatutto in prima persona (la dicitura "Clone di Doom" aveva già smesso di avere senso). Era il numero 113, e in copertina aveva 'sta roba qui:

graphic design is my passion

In realtà diciamocelo, TGM avrebbe potuto mettere uno stronzo fumante in copertina e tutti noi l'avremmo acquistata senza problemi. Però, per tutti quelli (e sono tanti) che dicono che il 1998 è stato l'anno più bello di sempre per il gaming (dissento, ma per i miei problemi di stomaco che ben sapete) questa copertina è un'eiaculazione vera e propria. 
Cazzarola, si stava vivendo la storia! Stava uscendo Half-Life, che è successivamente diventato quello che è diventato, e chiunque avesse un minimo di percezione di come andavano le cose si stava rendendo conto che sì, accidenti, stavamo vivendo la storia! Tutti? Proprio tutti? Proprio tutti tutti? Sicuri sicuri? Dai che lo sapete che screenshot sto per pubblicare, vero amici? Ebbene sì, la storica cantonata, qualche mese prima, di Mauro "il Barone" Bossetti! Agevoliamo lo screenshot non proprio nitidissimo...

succhiatevi la trama

Ora, siamo tutti d'accordo sul fatto che Half Life non è propriamente "finito nel dimenticatoio in una batta incredibile", ma oh! Chi lo sa, magari quel giorno Bossetti era abbastanza scoglionato e non era nel mood giusto per capire che effettivamente aveva qualcosa in più. Poi in realtà il fecale redattore di TGM medio era perennemente scoglionato e mai nel mood giusto di lavorare. A uno viene da chiedersi come abbiano fatto ad adattarsi al mondo reale quando è giunto il momento di crescere, ma poi ci si documenta un attimo su quello che sono andati a fare i fecali redattori della stampa di settore e si capisce che sono persone che non sono mai cresciute fino in fondo: se da una parte possiamo dire "oh che bello, sono in contatto con il loro lato bambino", dall'altra parte possiamo risponderci "ma che cazzo, stanno scappando dal loro lato adulto". Quale delle due cose sia la più aderente alla realtà non lo so. Ma tant'è, le ultime notizie che si hanno del Barone è che è andato a vivere in Brasile a tradurre giochi (la localizzazione è spesso il rifugio dell'ex redattore, in effetti, sperando che faccia meglio dell'arcifecale CTO, ma ci vuol poco). Uno si chiede anche se, con quel cognome, Bossetti non sia scappato dall'Italia per evitare associazioni molto poco confortevoli.


Beh, no, ok, sto esagerando. Fermo restando quanto ritengo odioso come un fatto di cronaca venga trasformato in un macabro reality show. Detto questo, se ci focalizziamo sul trafiletto in questione, emergono tutti (ma proprio tutti) i peggiori luoghi comuni, i più idioti tic verbali di quella combriccola di fancazzisti: uno fra tutti, "invenzione inutileT", come "roba da ridereT". Io mica l'ho mai capito cosa volesse dire quella T alla fine. Un nonsense tipo Giorgio Bracardi, quando nei panni del portavoce del Presidente Del Consiglio più iconico della Seconda Repubblica, gli diceva "Tbbravo! Tbbravo! La T dà forza al discorso." Ovviamente tutto questo mi faceva molto ridere (senza T) perché ero un idiota. Oh beh! Comunque, è inutile che faccia lo sborone col senno di poi: che Half-Life avrebbe sfondato lo avevo mancato pure io e non solo Bossetti. Infatti, quando ancora non avevo il masterizzatore e l'amico Alessandro C. (quello dei cazzi disegnati sul libro di filosofia col pennarello indelebile) aveva messo su una piccola impresa di duplicazione giochi a partire dei CD "Twilight", mi chiese se preferissi Half-Life o Sin, e io ovviamente scelsi Sin, che aveva preso solo un punto in meno (95% contro 96% del gioco della Valve) ma aveva due grossi vantaggi rispetto al rivale. 

parlo ovviamente delle sopracciglia ad ala di gabbiano

Eh sì, il fatto che il gioco puntasse sulla popputa nemica me lo aveva venduto. D'altra parte, storie di alieni e dimensioni parallele? Ma che due coglioniT! Meglio impersonare un nerboruto figaccione dalla configurazione etnica piuttosto equivoca, le treccine rasta, il pizzetto stretto à la "Salvo Veneziano" e occhiali di protezione tondi, piccoli e con la lente blu scuro, che ha questo eterno rapporto di amore-odio-tensione coitale irrisolta con la suddetta cattivona decisamente sul popputo! È tutto così fine secondo millennio che mi sento abbastanza male. Adesso mando la sigla. Sigla!

Sin (Ritual Entertainment, 1998) 


Che poi andrebbe stilizzato come "SiN" (tipo "RidereT"), anche se sul cd che mi passò Alessandro C. il mio compagno di classe Geppetto lo scrisse in maniera molto arzigogolata, come si soleva fare sugli altrui diari, specie quando la persona in questione un po' ci piaciucchiava. Io questi disegni non ero in grado di farlo ma facevo quello che so fare meglio: scrivevo. Scrivevo, scrivevo, scrivevo e non escludo di aver tentato di fare umorismo di stampo bossettiano. Inutile dire quanto possa avere concluso in quella maniera. Ma insomma, il gioco ce lo avevo, eravamo peraltro alla fine della scuola (Giugno 99) e ricordo che ero tornato a casa dai gavettoni al parco vicino al liceo che avevo voglia di giocare a 'sto gioco, e ho finito la giornata abbracciato alla tazza. Mi sa che i miei avevano pensato che avessi bevuto. Bah. Comunque i Ritual qui sono alla loro prima prova completa dopo un pacchetto di missioni per Quake chiamato "Scourge of Armagon": e non sono mica dei pesi piuma. Tra loro c'è Mark Dochtermann, Jim Dosé e Richard Gray detto "Levelord", tutti veterani della Apogee/3D Realms nel frattempo andata in modalità vaporware perché in quel periodo aveva iniziato ad annunciare Duke Nukem Forever. Beh, insomma, garanzia di qualità, no? 


E quanto è "fine anni 90" questo inizio, eh amici? Quanto è "Era Attitude"? Ho sentimenti molto contrastanti qui: che questa fosse un'estetica che mi faceva cagare già al tempo, in quanto amante dell'ordine, non ne ho alcun dubbio, ma onestamente, ne sento la mancanza? A volte sì, non lo nego. Forse mi manca l'ingenuità che c'è dietro, ecco. Non lo so. Però ecco, questo è esattamente quello che vi aspettereste da un gioco del 1998.


Maial (come dicono a Ferrara)! C'è pure l'intro in FMV! Non l'avevo mai vista, perché come si sa, da un Twilight queste sono le prime cose ad essere cacciate via a calci nel culo. Tutto il guazzabuglio futuristico di concetti chiave della trama (a cui comunque non arriverò) sfuma prima sulle mammelle e poi sugli occhioni bovini della malvagia Elexis Sinclaire (la sovramenzionata cattiva popputa). Che mi rendo conto ora di quanto fosse abbastanza inquietante: nel sequel, il poco conosciuto Sin Episodes, Elexis è modellata sulla fotomodella bondage canadese Bianca Beauchamp, e devo dire che il risultato è migliore di questa bamboccia qui. In un caso di vita reale che supera l'arte, le tette erano ancora più grandi. Ma pur essendo reali avevano l'aiutino di chirurgia plastica, ecco, quindi è inevitabile chiedersi: che cos'è reale? Non lo sappiamo. 

"Quanti poligoni, che realismo!" "Qui non si bada a spese, dottor Grant"

Della trama comunque non si capisce un cazzo, quindi iniziamo a giocare...



...puttana miseria, ecco qual era il problema di 'sto gioco! I caricamenti! Pensate che la gif l'ho pure velocizzata, per il recente problema di Blogger per cui non si vede nulla che abbia più di 1000 fotogrammi, ma mi ricordavo la discesa di coglioni nell'aspettare che sta cazzo di barra si riempisse. Intanto leggo la trama su TGM come spiegata da Fabio Simonetti con l'aiuto di Stefano Gaburri. Ora lasciatemi fare un piccolo coming out: al di là del noto video col maritozzo, bigné e roba tonda col cioccolato, sia Simonetti che Gaburri mi stavano simpatici allora e non mi stimolano il vaffanculo nemmeno adesso che ci ho 40 anni. Dopo magari ci torno, eh. Dicevamo, la trama.

Praticamente Elexis è una biotecnologa con problemi di megalomania che ha inventato un "SiErO gEnIcO sPeRiMeNtAlE" che impedisce alla gente di invecchiare e magari gli allunga pure il cotonno, ma siccome è appunto megalomane, coi soldi fatti crea pure una droga che causa mutazioni nelle persone trasformandole in mostri, e il suo obiettivo è di trasformare tutti quanti i mostriciattoli per dominare la nuova razza umana così modificata. Che l'allarmismo sui potenziali danni delle biotecnologie sia un topos molto comune negli anni 90 lo notiamo pure dal fatto che la trama è esattamente uguale (al netto delle tette) a Rise of the Dragon, un adventure difficilissimo della Dynamix pubblicato dalla Sierra, roba che si moriva o si finiva in cul-de-sac come niente. E insomma, l'idea pure lì era questa droga che trasformava la gente in orridi mostri però tutti la volevano, e dietro c'era questa oscura società segreta fatta di stereotipi cinesi che voleva dominare il mondo. Piccola curiosità: il protagonista di Sin si chiama John Blade, il protagonista di Rise of the Dragon si chiama William "Blade" Hunter. Coincidenza, ne sono certo. E insomma, l'allarmismo diffuso nello zeitgeist degli anni 90 per quelli che col DNA giocano a fare Dio (inserite qui il gesto che mima una pugnetta roteando gli occhi) è rimasto nel sostrato culturale di chi era adolescente in quegli anni e non è mai uscito mentalmente da quello stato di adolescenza, e quindi ora cerca di dare un senso alla vita facendosi venire i vermi nel cervello frignando sui social media. Certo, ritengo che l'esposizione prolungata a facebook e ai soloni di youtube faccia infinitamente più danni che qualche cc di mRNA così fragile che va tenuto a -30 gradi per impedire che si disfi da solo, ma d'altra parte io non so un cazzo e non ho la faccia di tolla per ostentare sicurezza su cose che non so, né per fingermi sorpreso di fronte a incredibili banalità, altrimenti sarei Joe Rogan e vi indicherei senza problemi chi incolpare per i vostri fallimenti.


Beh, cominciamo! La cosa bella di Sin è che ci sono i sottotitoli. Voi non li leggete perché ho ridotto la risoluzione per non far esplodere la pagina, ma i sottotitoli ci sono, giurin giurella. Un ragazzino "l337 H4x0r" sta grattandosi i coglioni a una scrivania futuristica con un computer non molto futuristico di fianco (case tower, monitor CRT, che pittoresco!) e grazie a questo prodigio della tecnologia riesce a capire che c'è una rapina in corso nella ridente cittadina di Freeport. Il capo della squadra HARDCORPS della polizia di Freeport, John Blade, è intento nel suo quotidiano giro di ispezione degli ascensori, compiacendosi di quanto cazzo sono grandi, capaci di contenere un armadio PAX già montato, che il ragazzetto gli rompe le palle all'interfono. Nota di colore: il ragazzetto si chiama "JC Armack" (e un po' gli somiglia anche).


Insomma, fine del godimento mattutino del potente ascensore: Blade si reca di corsa, forte dei suoi piedi oversize, all'eliporto della polizia, tutto questo mentre JC lo guarda con gli occhi a cuoricino dal suo ufficio, in cui è appeso un poster dello stesso Blade. Ci sta: nei poliziotteschi "ANNI 70" in tutti i commissariati c'era il ritratto ufficiale di Giovanni Leone.


Dal Leone (Giovanni) passiamo al piccione, ed è molto carina l'immagine della ridente Freeport attraversata da un leggiadro ed innocente favazz-oh! Beh, che ci sia gente che proviene dalla 3D Realms si vede con il bel momento splatter che riduce il piccione a un ex piccione da due cattivoni che stanno per prendere una bella lezione da Blade, che evidentemente è un grande amante dei piccioni. Mia nonna, invece, avrebbe fatto fuori Blade per questo, visto che fosse per lei i piccioni andrebbero sterminati, visto che fanno la cacca che corrode la grondaia (e un po' anche perché Blade ha la pelle color sporcaccino)


Ah, ma che è questa? Una sequenza in cui si spara dall'elicottero, senza andare in giro? Beh, bellissimo, questa sì che è una nuova generazione di sparacchini! Mi piace anche molto l'entrata in scena con il "Surprise" del tamarrissimo Blade. Ecco, onestamente, che credibilità avrebbe uno che si concia così nel 2022? Ok che Sin è ambientato negli anni 2030, ma sinceramente dubito che l'estetica farà questi passi indietro. O forse sì! Chi lo sa. Noi comunque diamo giù di mitraglietta e falciamo un po' di cattivoni. 


JC ci fa presente via radio che è meglio non bucherellare i civili. Ok, ma dove sono i civili? Io vedo solo gente vestita di nero, anche ad alta risoluzione. Per non saper né leggere né scrivere li falcio, sottolineando così l'importanza di vestirsi con colori bene abbinati, e non tutto nero che è una cosa per sfigati che vogliono scimmiottare la cultura della Silicon Valley. Elizabeth Holmes di Theranos vestiva sempre tutta di nero per darsi un tono e avete visto com'è finita. Meglio una come Elexis, che se ne frega completamente del patriarcato e non deve mettersi il dolcevita nero e parlare col vocione per scimmiottare Steve Jobs, si veste da dominatrice sadomaso e fa il cazzo che le pare. Io una persona così la rispetterei, non fosse che è una psicopatica che vuole far fuori tutti quanti, ma ecco: fa il suo lavoro con gioia e non certo con senso di inferiorità, e soprattutto la capacità tecnica ce l'ha e non è un'arraffona come la Holmes. Che poi della Holmes la cosa che penso di detestare di più è come, anche dopo l'arresto, i giornali continuino a farle metaforiche fellatio: penso a un articolo del sopravvalutato ilpost.it che dice "La storia della fondazione di Theranos, per come la raccontava Elizabeth Holmes al momento del suo successo, cominciò con Holmes piccolissima: già da bambina, Holmes mirava a costruire grandi cose. A sette anni disegnò la sua prima macchina del tempo, a nove dichiarò ai suoi genitori che sarebbe diventata una miliardaria." E se non vi sono uscite le palle dal buco del culo leggendo la parte in grassetto, forse dovreste chiudere un attimo internet e farvi una passeggiata.


Vabbè, mentre finisco di falciare i cattivoni torno un attimo su Fabio "FBS" Simonetti e Gaburri: come ho detto, non riescono a starmi sui coglioni. Sarà che erano gli unici che sembravano non prendersi sul serio, in quella combriccola di sfigati. Perché hai voglia a dire che sei PaZzErElLoH finché vuoi, ma è questione, come direbbe un qualsiasi allenatore di Serie A in conferenza stampa, di "atteggiamento". Se te la tiri, trasuda da quello che scrivi. Per esempio, il trafiletto di Bossetti che ho menzionato precedentemente è lì che fa uscire autocompiacimento da ogni pixel di quel cazzo di effetto retino di sfondo che ha ammazzato molte più diottrie dei lettori delle tette dell'antagonista di questo gioco. E Marco Auletta? Ve lo ricordate quanto si piaceva? Persino gli altri redattori lo pigliavano per il culo. Sull'esperienza personale che ho avuto coi Bovas (in particolare con uno dei due, l'altro era ok) ho già scritto qui. Taccio per decenza su Reynaud e Stefano Silvestri che sembrava che avessero sulle spalle il destino del mondo perché dovevano fare uscire la rivista in tempo per fine mese. Poi chi c'era? Ah sì, il tizio depresso che gestiva la posta. Non il Raffo (ammetto che quando prese più piede stavo perdendo interesse io), quello prima...come si chiamava, ah sì! "XAM" Svanoni! Che era oggetto di scherno per il suo atteggiamento remissivo da parte di uno dei due Bovas (quello che mi stava antipatico). Almeno così mi fu detto dal membro dei Bovas in questione via IRC. Ma Gaburri e Simonetti no, li trovavo decenti. Poi magari un giorno rileggo una vecchia copia e mi viene voglia di cagargli nel frigo. Ah, ma chi sto prendendo in giro? Ora che il blog è agli sgoccioli col cazzo che torno a leggere quella roba. Mi manca proprio la motivazione.


Intanto abbiamo spazzato via tutti i nemici e Blade scende dall'elicottero per entrare dal tetto. Bella la visione in terza persona. Per ora, lo stomaco è  a posto.


Ed eccoci nella banca, "Robbery in Progress" ci dice il narratore elettronico. Grazie, narratore elettronico. Siamo comunque nel 2037 e la banca viene rapinata alla vecchia maniera, buco nel caveau, pesanti sacchi con sopra il simbolo del dollaro e tutto quanto. Non lo sapevate che al giorno d'oggi le rapine alle banche si fanno per via informatica, con phishing, ingegneria sociale per appropriarsi di un wallet, doppie entry sul blockchain, download degli NFT e ... oh! Ma magari questo è un futuro in cui tutta quella merda è stata regolamentata fino all'oblio! Magari le criptovalute sono state abbandonate perché sono una disgustosa speculazione basata sul nulla! Mamma mia, al netto delle mutazioni genetiche questo futuro è un'utopia più che positiva! 


Cazzarola, ci sono pure i bancomat funzionanti! E interattivi! Meraviglioso, meraviglioso. Alla fine della terza superiore avevo di nuovo il sense of wonder che avevo alla fine della terza media, con Duke Nukem 3D. E la stessa sensazione di grande sfiga e di totale incapacità di riuscire a convincere qualche ragazza che fossi sufficientemente passabile da diventare il suo morosino. Però, devo dire, giocando a Sin non avevo il nodo allo stomaco per l'angoscia che avevo tempo prima. Sarà che mi ero sistemato un po' meglio la testa in occasione della telefonata col me stesso del futuro. O sarà che il nodo allo stomaco me lo dava il 3D.


Ah però, però! Visto che roba? I nemici prima di tutto non sono sprite ma sono in vero 3D, e soprattutto i danni sono localizzati! Se sparo in testa si insanguina la testa, se sparo in una gamba si azzoppa, insomma, fighissimo eh, per i tempi. Ora presumo sia una roba scontata, ma appunto era una razza nuova. Ma quanto sono glamour i guantini di Blade?


Beh, non mi sento di dire che "si vede la mano del maestro" (Levelord) ma almeno il livello è abbatanza realistico. Cioè, se mi dicessero che questa è una banca ci crederei. Certo, le sezioni circolari sono un po' troppo ottagonali ma oh! È il motore di Quake 2 questo. Almeno non ha il difetto fondamentale che a suo tempo trovai a Quake 2 (a cui praticamente non giocai): i colori pastellosi, che immagino fossero un eccesso di compensazione al marroncino color vomito di Quake 1 (a cui giochicchiai sul 486, e scattoso com'era pareva di giocare a Dungeon Master). Bah! Alla versione test di Quake 3 arena ci giocai un po' di più, invece, provando una delle mie pochissime esperienze di deathmatch online, coadiuvato da un modem a 56k. Del gioco in sé non ricordo nulla, ma ricordo di averlo provato in un tardo pomeriggio invernale molto buio, e non so perché ma i tardi pomeriggi bui, con la luce flebile dell'abat-jour con lampadina a mezza candela creano un'atmosfera intimista e accogliente che rende i ricordi migliori. Non so perché. Forse in quel periodo ero più tranquillo. Era il 1999 e scoprivo Internet, che mi sembrava una cosa bellissima, e in un certo qual modo mi dava l'idea che forse un modo per uscire dal panopticon del V.P. c'era. Non so, sto facendo dietrologia, probabilmente. Il fatto è che non ricordo molto di quel momento, se non appunto dei flash di benessere. Va anche detto che giocare a qualcosa in un pomeriggio assolato è molto meno socialmente accettabile di giocarci quando fuori c'è nebbia e si gela, quindi c'è anche la questione del senso di colpa. Ha senso quello che scrivo? Non lo so.


Però c'è un'altra cosa che mi sovviene a proposito di Fabio "FBS" Simonetti: al tempo teneva una rubrica in cui potevamo mandare le cheat dei giochi che trovavamo. Beh, io mandai un trucchetto proprio per Sin: avevo scoperto sfogliando con ACDSee (bruschette!) tra i dati del gioco pure un file immagine che recava la texture di una donna ignuda. Praticamente, rinominandola nel modo giusto avevamo ottenuto una skin di Elexis che poteva andare in giro per i deathmatch con la mercanzia di fuori: andava a sostituire la skin di Elexis in costume da bagno che veniva usata pure in una sequenza stile "Alvaro Vitali" in cui potevamo sbirciare, tramite telecamere a circuito chiuso, la nostra antagonista mentre si pasticciava nella vasca da bagno. FBS mi pubblicò l'intervento, facendomi passare per un porco, e disse "Bravo [vero nome dell'ex videogiocatore], sono diventato un tuo fan!" la conclusione è che se FBS legge questo blog sappia che per me è ok.


Vabbè, in tutto questo riusciamo a raggiungere l'ingresso principale della banca. E allora uno dice: che cazzo sei andato sul tetto? Non potevi farti calare direttamente nell'ingresso? Cari amici, dovreste saperlo: le sequenze di intermezzo rendono tutti più stupidi.

Poco dopo.


Ah, fine primo livello! Abbiamo trovato il capo dei rapinatori che è scappato in un cunicolo, e quindi dobbiamo seguirlo senza aspettare i rinforzi, perché noi siamo John R. Blade, mica cazzi! Beh, non so. Io un po' di schifettino ce l'ho, devo dire, quindi chiudo qui, anche perché per l'articolo di oggi mica abbiamo finito qui. Quindi chiudiamo e passiamo oltre. So che alla fine siamo ancora al preambolo e non abbiamo avuto nulla a che fare con Elexis, ma onestamente, importa? No. A me no, almeno. Fortunatamente sono sufficientemente anziano da non esaltarmi più con delle tette poligonali, e questa ragione sarebbe sufficiente per dire che invecchiare non è poi così male. Dunque? Eh niente, prossimo gioco!

È merda? Oddìo, è fatto bene, e il difetto principale sono i caricamenti. Penso fosse anche pieno di bug ma ci ho giocato troppo poco per trovarli. Diciamo che è ok: non ci si perde, la grafica non è color merda, i personaggi sono tamarri ma nel contesto hanno senso, senza infamia e senza lode. Direi "In dubio pro merda", ma non me la sento. Fallacia dei non-costi sommersi, visto che tra Sin e Half-Life avevo preso Sin? No, è piuttosto blando ma non lo definirei merda, dai. Sono buono, oggi.
Ci rigiocheresti? No.
E quali sono i sintomi? Meno peggio del previsto, un po' di nausea, nessun male all'attaccatura del naso, bevendo molto e tenendo le gabole disattivate (per qualche ragione, con l'invincibilità sto più male, magari è il senso di colpa) un livello senza abbracciare la tazza riesco a farlo. Dipende dal livello.

Half-Life (Sierra/Valve, 1998)

Che Bossetti avesse scritto una stronzata si era capito sin dal fatto che Half Life fosse finito in copertina, anche se con meno evidenza di John R. Blade. Ma insomma, che fosse una roba abbastanza epocale per quelli con lo stomaco foderato di cuoio era evidente. Poi in quel numero TGM cercò pure di portare nell'hype pure l'uscita di Shogo - Mobile Armor Division, che aveva la particolarità di avere l'estetica da Manga (YAHWHN) e che nessuno si cacò di striscio. Beh, oh, sticazzi di Shogo, concentriamoci su Half Life. Ora, cari amici, oggi è la prima volta in vita mia che gioco ad Half-Life. Vi chiederete come sia possibile. Non lo so, ma così è, e mi danno l'anima, direbbe Catullo, ma io non sono catullo e l'anima non me la danno minimamente. Lascio a voi tutte le battute sul fatto che la donna amata dal poeta veronese che non lo ricambiava si chiamasse Lesbia, io ho smesso con questa deplorevole abitudine da quel dì lontano. Beh, insomma, è la prima volta per me ad Half-Life, ci credereste? Che videogiocatore sono? Un ex videogiocatore, ma questo già lo sapevate. Nel 1998 stavo iniziando a smettere a giocare ai videogiochi altrui. Ho provato a fare i miei, e ovviamente non posso rigiocarci perché sennò capireste chi sono, ma d'altra parte rigiocare ai giochi fatti da me non credo mi aiuterebbe tanto nell'autoanalisi, se non per trarre la conclusione che ero un coglione. Sto cercando di  dire, con tutto questo, che i giochi che ho creato io sono conseguenza delle mie esperienze e dell'effetto che hanno avuto sulla mia psiche, nonché delle predisposizioni naturali che avevo: a me, in questa sede interessano le cause. Magari un giorno farò un blog sui giochi fatti da me, ma molto più probabilmente no. Di certo, posso garantire che ad Half-Life, come ho detto, non ci ho mai giocato, e a questo punto sono estremamente curioso, e un po' intimorito: non vorrei trovarmi come la Signorina Silvani in uno dei film più recenti e più brutti della serie, quando finalmente consuma un rapporto con Fantozzi e dice "Ma che me sò persa! Che me sò persa!". Che tristezza, ragazzi. Sigla!


Ah, penso che questo fosse il canto del cigno della Sierra, no? No? Oh! Invece salta fuori che la Sierra ha continuato a pubblicare giochi fino al 2008? Mamma mia, il cazzo che me ne frega proprio eh!  L'ultima cosa decente che è uscita era Larry 7, a cui non rigiocherò perché se faccio tutte 'ste battute sulle tette di Elexis di Sin, non oso immaginare come mi ridurrei con un gioco con le gnocche in alta risoluzione (ma bidimensionali)!Comunque bello il logo della Valve della prima ora, con un tizio che ha un rubinetto piantato nell'occhio. Ogni tanto con i rubinetti ci litigo, specie quando mi sono trovato a sostituirli e la parte più difficile era chiudere quelle cazzo di valvole dell'acqua calda e fredda per staccare i tubi, che sennò si bagnava ogni cosa. Hai voglia a darci di WD-40 quelle valvole maledette non giravano, e almeno fossero state ergonomiche come questa qui. Ok, fermo subito la reprimenda, che non c'entra nulla, in effetti. La curiosità mi brucia.


Ah ecco. Un bell'inizio in medias res. Tutto interattivo, niente full motion video! E diciamocelo, a che serve il full motion video se deve essere come quello che abbiamo visto su Sin? E anche su Carmageddon, se è per questo. In effetti, è molto più film interattiva questa presentazione, con un tour scenografico del centro di ricerca "Black Mesa" nel Nuovo Messico, che una sequenza di immagini cazzute incollate l'una all'altra. Ok, mi ha preso bene, ecco.


Ora voi direte: la risoluzione è bassa! Beh, sì, amici, ma come ho detto delle gif animate (che poi in questo caso sono webp) a 640x480 sono pesanti come la malannata, e sinceramente di convertirle in webm o mp4 e metterle coi controlli come se fossero video, beh, tavò. Spiacente. Ma tanto se siete qui è molto probabile che a differenza mia ci abbiate già giocato ad Half Life, e magari lo sapete pure a memoria. Comunque, bello: durante l'intro possiamo andare in giro per il trenino che ci accompagnerà al posto di lavoro, tutto questo mentre i crediti vanno in sottofondo. Confermo, molto più film interattivo questo di tanti altri.


Certo, se mi avessero detto al tempo "i primi 5 minuti del gioco sei lì bloccato su una monorotaia che pui al massimo girarti intorno e non puoi nemmeno sparare disegnando un cazzo coi buchi dei proiettili, e non puoi nemmeno skippare la sequenza", avrei detto qualcosa tipo "Ah ma che due coglioni! Chissà che cose fondamentali ci saranno in questi cinque minuti per costringermi a sorbirmela! Molto meglio Sin, allora!" Ma in realtà non è così, ora voi potrete dire che Sin l'ho scelto per via delle tette, ma in realtà avevo visto come erano disegnati i personaggi in Half Life e sarà che lo screenshot erano stati presi male ma mi parevano deformi, oltre che tutti uguali. Molto meglio la attitude di John R. Blade rispetto all'anonimo e muto protagonista.


Beh, è evidente che al tempo non capivo molto. Il fatto è che quel panzone di Gabe Newell non ha torto quando dice che Half Life è stata una risposta al fatto che gli sparacchini in prima persona puntassero tutti allo sboroneggiamento e basta.  "Non conviene più investire nello sviluppo artistico, nelle storie valide, nei sentimenti. - ha (presumibilmente) detto Newell - approfittiamo però degli aspetti positivi. Le nuove tecnologie ci permettono di fare cose entusiasmanti nel campo del software interattivo." Che poi, le nuove tecnologie si fa per dire: in realtà Half Life usa un motore di Quake 1 pesantemente modificato, ed è forse per questo che i personaggi sono quel che sono.


Personaggi, si diceva: il protagonista si chiama Gordon Freeman (e questo lo sapevo pure io nella mia ignoranza) e non lo vedremo mai in faccia se non nella schermata di caricamento, fortunatamente molto più leggera di Sin. Sapevo pure questo. Non sapevo che avesse 27 anni ...

li dimostra tutti

...né che fosse un fisico teorico. Che fosse uno scienziato lo sapevo, ma fisico teorico? E va a lavorare in un posto dove si fanno esperimenti? Ah, beh, un classico: io per esempio sono uscito dall'università che non avevo la più pallida idea di che cosa fosse SAP, e per una decina d'anni scarsa dopo l'università ho lavorato su SAP, e programmare in ABAP resta comunque il lavoro più divertente che abbia mai avuto. Tutto questo per dire che entrate e uscite dall'accademia con certe aspettative, poi uscite da quell'atelier culturale di merda e la realtà vi prende a minchiate in faccia e o vi adattate o vi rannicchiate in posizione fetale e tornate nel fetido e putrescente utero dell'Alma Mater e per i successivi 30 anni vi trovate a subire le peggiori umiliazioni da parte di orridi e corrotti baroni dall'intelligenza estremamente sopravvalutata. Poi c'è chi questa scelta la fa spontaneamente, tipo un paio di miei cugini che hanno deciso di dedicarsi alla ricerca, e siccome sono molto intelligenti la parte dell'umiliazione l'hanno minimizzata e ora mi si dice che sono felicissimi, e allora bevo un bicchierino di Petrus Boonekamp alla loro salute, ma soprattutto per sistemarmi lo stomaco.


Oh, sempre sia lodato: siamo arrivati al capolinea dopo ben più di cinque minuti. Non male, non male. E adesso? Adesso aspettiamo che il vitocatozzo di turno ci sblocchi la porta e attraversiamo questo ponticello...


....AAAAAAAAH. Niente, ci siamo buttati dal ponte, ma siccome sono furbo avevo salvato e quindi non devo rifare tutta 'sta messa cantata. Bravo, me.


Intanto dobbiamo assistere all'apertura della porta, e insomma, se questi sono i centri di ricerca della fantascienza, ammetto che i centri di ricerca che ho visto io sono infinitamente più fatiscenti, e sembrano tutti avere avuto il loro periodo di gloria negli anni 60 o 70,, sempre con quei vetri con la patina marrone, e  quell'aspetto in cemento retrofuturistico che pare uscito da una dispensa Giunti-Marzocco con la rilegatura ad anelli. È un'estetica che amo molto, ma se penso a quanti fondi vengono bruciati in cose che non servono a un cazzo e che potrebbero essere usati in ricerca, beh, mi scendono un po' i coglioni.


Ecco, quello che dicevo, gli scienziati piuttosto generici e peggio ancora le guardie, hanno delle facce veramente strane, che anche per il tempo parevano un po' obsolete. Certo, apprezziamo il fatto che muovano la bocca quando parlano, però, ecco, meh. Altra cosa che non mi fa impazzire è che non ci sono sottotitoli. Capisco l'immersione, ma metterli almeno facoltativi no? Cazzarola, io tengo il volume al minimo e sono troppo pigro per alzare il culo e andare a prendere le cuffie che uso al lavoro!  E poi, se uno fosse sordo che fa? Questo, caro Newell, si chiama "Ableism"! Lo trovo molto discriminatorio. Comunque, visto tutte quelle schermate blu sui vari monitor? E la luce rossa? Oggi è uno di quei giorni in cui va tutto storto, mi sa! Bisogna fare quello che i francesi chiamano chômage technique!



E invece no, siamo pregati di andare a raccattare la tutina da lavoro, perché come ho scritto prima, nulla è più "uplifting" per un brillante giovane neoassunto che andare a sporcarsi le mani, un po' come accadde al vostro Ex Videogiocatore, che con una prestigiosa laurea all'Atelier Culturale di ingegneria si trovò a insegnare SAP PM a operai di un impianto energetico-industriale  che lo guardavano con sprezzo dicendo che manco avevano il cellulare, col cazzo che avrebbero imparato SAP, quella roba da crucchi, che l'ha ideata la Merkel per romperci i coglioni (era il 2008)! Alla fine, dopo aver provato ingenuamente a sopiegare come mai SAP avrebbe migliorato la loro vita lavorativa fcilitando e organizzando le operazioni di manutenzione, gettai la spugna e dissi "Lo dobbiamo fare perché lo vuole l'azienda. O si impara SAP o ci rompono i coglioni e nessuno vuole rotture di coglioni, giusto?" Improvvisamente si misero tutti sull'attenti. In tutto questo mi spiace che non ho mai avuto la tutina corazzata antiradiazioni che ha Freeman.



Vabbè, allora andiamo a lavor-oh! Un terminale ha fatto il botto!, tipo il sinistro filo di fumo che fece un 386 su cui stavo facendo uno stupidissimo programma in Turbo Pascal durante le eccezionali ore di Fisica al liceo in cui facevamo dei programmini idioti che applicavano formule in maniera estremamente decerebrata. La professoressa, una delle persone più soporifere che abbia mai conosciuto, cacciò un urletto spaventato e chiamò il bidello/tecnico dei computer con cui si scherzava sul fatto che avesse una liason (non era vero, ovviamente). Costui parlava a voce molto bassa e quello che si comprendeva quando parlava erano solo rumori di fondo incomprensibili, ma era molto simpatico, e alla fine sui di lui ci feci pure un videogioco che circolò solo nella mia classe: fossi stato alle medie avrei avuto uin gran ritorno in termini di  popolarità, ma ero al liceo, era il 1996, insomma, ero fuori tempo, ecco.. Qui, però, a differenza del tecnico di laboratorio, non ci penso minimamente a risolvere i problemi di questi due vecchi di merda e mi fiondo al lavoro, fingendomi superoccupato come facevano, in un'era precedente, quelli che giravano per i corridoi dell'ufficio con un plico di fogli sottobraccio. Chissà che fanno ora che c'è il telelavoro. Probabilmente un cazzo.


Insomma, il nostro laureato in fisica teorica si accinge a esercitare le sue capacità di fisico teorico.... premendo un pulsante che accende una cosa che gira. Probabilmente anche i coglioni di Gordon girano molto.


Insomma, schermate blu, computer che esplodono, direi che è un'ottima giornata per fare un esperimento di fisica che coinvolge dei fulmini, no? L'esperienza del noto eiaculatore precoce dottor Lester K. Chaykin ! stata completamente positiva, no? 


Ah, ecco qui l'altra parte del lavoro di Gordon: prendere un carrello e spingerlo nel mezzo del turbine quantistico o sa il cazzo cosa. Le conseguenze, sono,  come dire, inattese! Certo, i suoi superiori si potranno lavare le mani dell disastro dicendo "Ah... è stato il cacchione!". Caccuione era il termine con cui venivo designato io e un altro stagista alla mia prima esperienza di lavoro in Italia Il cacchione era quello che faceva tutto il lavoro mentre la sua responsabile stava tutto il giorno a guardare il sito di  Repubblica lamentandosi del fatto che il presidente del consiglio  storpiature della parola "orchidea" per prendere per il culo la scarsa avvenenza di un'ex presidentessa dell'Azione Cattolica. Che al di là delle personalissime opinioni potssiate avere sui personaggi in questione, puttana miseria, sei lì per lavorare, fai qualcosa e non sbuffare ogni volta che il cacchione ti chiede aiuto. Era una persona con dei problemi, ecco.


NEl frattempo tutto è andato a puttane ed è venuto buio, e magari oggi è il compleanno di Gordon ed era tutta una montaturaa ed arriva la torta da cui esce la spogliarellista tipo il film con Steven Seagal non ancora obeso. Avete presente? Era una di quelle che aveva poi fatto Baywatch, ed era uscita dalla torta senza accorgersi che erano tutti morti. Ho sempre trovato quella scena piuttosto ridicola. Però devo dire che mi rendo conto che probabilmente la vera ragione per cui Half Life ha avuto più successo di Sin è stato il fatto che i caricamenti sono rapidissimi, e tra un livello e l'altro praticamente non c'è soluzione di continuità.


No, purtroppo non è così, ci siamo trovati in una dimensione parallela piena di strani  creaturi, e ora che siamo di ritorno a Black Mesa, è tutto andato a puttane! Ah, sì! Al netto dei morti possiamo prprio dire che ora somiglia molto di più a un centro di ricerca reale!


Beh, comunque devo dire che il fatto che il motore sia di Quake 1 un po' si vede, dal fatto che le strutture tonde o tondeggianti sono in realtà ottagonali al massimo. Per 'sta cosa John Romero aveva rifatto da zero Daikatana. O era George Broussa(r)d con Duke Nukem Forever? Beh, non lo so. Ma un po' ammetto che mi dispiace come la Sierra sia riuscita a strappare il predominio sugli sparacchini tredì ad Apogee e id Software. E lo sapete perché? Beh, semplice! La Sierra non distribuiva i suoi giochi come shareware (e quindi completi)! Soltanto demo giocabili e non interi episodi. Che peccato, che peccato. Intanto evitiamo di farci fare a fettine dal laser come in quella scena del film di Resident Evil (Ci avete presente? Che impressione) o come Udo Kier in Johnny Mnemonic (Ci avete presente? Che ridicolo). Che poi io in realtà il film di Resident Evil lo avevo noleggiato in DVD e avevo approfittato dell'alta risoluzione per zoomare e vedere se Milla Jovovich era veramente senza mutande.


Ah, intanto ci siamo accaparrati il piede di porco, e iniziamo a menare fendenti ad orridi mostri come quella specie di zombi pallido e deforme. "Ma quella è una guardia" direte voi. Ah, eh, buona questa. Vi ho detto quello che non mi piaceva di sto gioco dagli screenshot di TGM. Sì, credo veramente di aver dirottato su Sin per quella ragione. 



Vabbè, e adesso? Eh niente, inizia la parte in di azio-ehi! Chi era il tizio col completo e la valigetta là sopra? Porca puttana, lo sapevo! È stata Accenture che ha fatto 'sto grandissimo casino! In effetti a posteriori non mi meraviglio: Accenture manda tutto a puttane, sempre, eppure continua ad ottenere progetti. Molto spesso perché piazza suoi ex partner a livelli dirigenziali nelle varie aziende, e sfrutta l'amicizia e il senso di gratitudine. Bah! Peccato che non possa lanciargli il piede di porco in testa, quello sì che sarebbe stato soddisfacente! Però ora mi sento così così, e quindi per l'ultima volta, chiudo qui un gioco che mi ha fatto stare male. Non che lo abbia fatto spesso, eh, durante la stesura di questo blog. Diciamo che l'ho fatto più del dovuto e mi sento un po' un coglione. Però almeno posso dire di aver giocato ad Half Life, cosa che prima non potevo dire, e questa è una piccola vittoria. Bene! Prossimo gioco.

È merda? No, ed effettivamente è meglio di Sin, dal punto di vista della giocabilità, e soprattutto per come racconta la storia. Certo, ci fossero stati i sottotitoli avrei gradito, ma capisco che effetto volessero ottenere. I personaggi fanno altresì cagare esteticamente, ma poco ci importa: è un bel gioco, con una bella atmosfera e una bella storia. Non avessi il mio solito problemino mi ci sarei messo volentieri. Ma così è, e non sfido la natura. Non è merda.
Ci rigiocheresti? Ad averci tempo infinito (ma alla fine questo è un prerequisito che va messo ovunque) forse sì.
E i sintomi? Nausea, come sempre, e una lacrimazione degli occhi eccessiva. Non so perché. La frequenza di refresh, forse? Boh.
 

5 commenti:

  1. Marco Coletta1 marzo 2022 18:14

    Caro ex-videogiocatore, ci credi che me la ricordavo quella gabola di Sin per spogliare Elexis? All'epoca l'avevo pure applicata dopo averla letta su quel numero, avendo tutta la collezione della fecale rivista sono pure andato a cercarla e l'ho ritrovata! Ce l'ho davanti in questo momento! Posso dire che, oltre al tuo bel blog, ho finalmente ritrovato un mio mito adolescenziale pre-internet! Non so se FBS leggerà mai quest'articolo, ma io sono contento di questa coincidenza :-))))

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    1. Giusto per curiosità, su che numero si trova?

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    2. (ovviamente, non c'è di che per la madeleine!)

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  2. Credo di essermi perso quel numero di tgm, probabilmente nel 98 avevo appena smesso di comprarli, ero il periodo in cui andavano molto i twilight e avevo sacrificato le riviste nel nome dei "cd pirata". Certo che c'era genta che ci faceva dei bei soldi, ricordo miei compagni di classe con il masterizzatore, facevano 20milalire a ciddi. Mica male.
    Manco me n'ero accorto che half life era stato pubblicato dalla sierra, altrimenti l'avrei snobbato! Cmq, "Sin" mi ricordo solo il titolo, e che c'erano delle tette da qualche parte, ma non penso di averci mai giocato. Half life credo fu l'ultimissimo gioco FPS a cui giocai. Bello, un po' difficoltoso, non riuscii mai a completarlo perchè la mia voglia di videogiochi si stava eclissando.
    Mamma mia, il bossetti, mi vengono i brividi a dire quel nome. Non so se hai letto, ma su web giravano delle interviste ai fecali redattori, che raccontavano la vita di chi scriveva quelle pagine, il cazzeggiamento perpetuo, il fancazzismo cancrenizzato, sembrava sentire parlare il rag. Ugo Fantocci a proposito della megaditta. Poi l'amaro in bocca per i tempi andati e per la morte delle riviste cartacee (e fine dei cazzeggiamenti). Putroppo non ricordo il sito, probabilmente cercando un po' su internet salta fuori, l'intervista era interessante. Se avessi saputo nei primi anni 90 chi si celava dietro a quelle fantastiche recensioni, avrei letto le fecali riviste con ottica completamente differente.

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    1. Sì, le avevo lette quelle interviste, con tanto di piantino nostalgico nei confronti di un tempo in cui si veniva pagati per non fare un cazzo. Onestamente trovo che la pacchia sia durata pure troppo per quelli là, e una delle ragioni principali per cui FBS mi stava simpatico è che a un certo punto ha detto "basta, sono cresciuto".

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Sicuro di aver letto bene il post? Prima di postare, rileggi.

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