Sì, lo so, ho finito l'articolo e ho terminato il gioco, seppur gabolando. Ma mi rendo conto che, al di là del mostrarvi il gioco, volevo ripensare un attimo alla mia sfiga del tempo, e insultare Richard Garriott. Di certo c'è una cosa che penso di aver tralasciato, sia nell'articolo su Ultima 6, che nei precedenti articoli sui precedenti Ultima. Il fatto è che vi ho raccontato come mi identificassi, nel mio mondo interiore, con il protagonista, l'Avatar, l'incarnazione di tutto ciò che è buono e virtuoso e che funge da guida spirituale per una pletora di sfigati che lo adorano. Ok? Ok.
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| guidatemi STOCAZZO |
Beh, è molto facile liquidare questa pulsione di protagonismo come un momento narcisista di un preadolescente sfigato che sta venendo preso a sberle dall'età in crescita (come è normale che sia), mi sembra giusto, nel contesto di un esercizio di autopurificazione come questo blog, cercare di capire che cosa mi avesse spinto a richiudermi in me stesso e proiettare le mie fantasie di potenza su un gioco di 4-5 anni precedente al di là dello stare ad osservare, con distacco e un certo orrore, cosa mi passasse per la testa a metà degli anni 90.










