Spesso e volentieri ho affermato che in gioventù ero un grandissimo sfigato. Nessuno ha mai avuto da ridire su questa affermazione, il che da un lato mi rassicura sulla mia capacità attuale di giudizio, ma dall'altro lato mi deprime un po' sul tempo perso a fantasticare sui videogiochi quando invece potevo fare altro. Non mi riferisco a quello che era solito commentare, credendosi molto simpatico, quel vermiciattolo di un tizio per cui nutro grande disistima, a ogni cosa che non fosse strettamente necessaria alla sopravvivenza osservava con un viscido "sarebbe meglio che pensassi alla figa" (sarebbe anche interessante mettere di fianco questo sardonico commento con la realtà dei fatti, ovvero con la moglie che si è scelto, ma whatever floats your boat).
Di fatto, c'è chi la sua sfiga l'ha monetizzata molto bene, e pur ammirandolo per il successo raggiunto, è inevitabile che la sfiga gli sia rimasta attaccato. La sfiga unita all'arroganza è una brutta roba. Di chi sto parlando? Di Chris Roberts.
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| CIAONE PORACCY |




