lunedì 24 febbraio 2020

Utopia: The Creation of a Nation (Prima parte)

Cari amici! Oggi è il mio compleanno, che condivido con Bettino Craxi, Steve Jobs, Plastic Bertrand, Joe Lieberman, il noto freak fuoriuscito dal deep web Christian Weston Chandler,  nonché Gigi d'Alessio! Con una schiera di gente del genere non c'è da meravigliarsi di che bel pezzo d'uomo sia diventato il vostro ex videogiocatore, no? No eh? Vabbè! Quindi che faccio? Sto a menarvela chiedendovi la luce della ribalta perché oggi è il mio giorno speciale? No, in realtà me ne sbatto abbondantemente, dopo una certa età ci sono solo due tipi di persone che si ossessionano sul compleanno inteso come data: i satanisti laveyani e una dei veggenti di Medjugorie. I primi venerano il compleanno come unica festa religiosa accettabile: nonostante il nome, il satanista laveyano non venera il demonio, ma si ritiene un umanista secolare e razionalista che sostiene il proprio individualismo come forma di ribellione al nonsense propimnato dalle religioni organizzate. Cosa questo abbia a che fare con il nome "satanismo", non chiedetelo a me. Suppongo sia marketing.

La veggente di Medjugorie, invece, sostiene di avere apparizioni mariane il giorno del suo compleanno, che è certamente un gesto di grande simpatia da parte della Beata Vergine, ma mi pare che 'sta cosa che strida un po' nel contesto di una religione in cui per celebrare il Natale si è scelta una data arbitraria che coincideva con una festa pagana perché non è tanto il compleanno di Gesù che conta, quanto il prendersi un giorno e celebrare il fatto che, per chi ci crede, il Verbo si fece carne e venne a vivere in mezzo a noi.

"come se avessi accettato, grazie"
E prima che veniate a ricordarmi della scena di Full Metal Jacket in cui il sergente Hartman costringe la truppa a cantare "Tanti auguri Gesù Cristo, tanti auguri a te", il fatto è che a me del compleanno, in questo periodo della mia vita, non importa nulla. Ok, gli auguri sono graditi, i regali (fatti sinceramente) anche, ma a parte questo, veramente, sticazzi del cambio di numero.

lunedì 17 febbraio 2020

Cosmo's Cosmic Adventure

Personalmente, non sono un grande fan del nome "Cosmo". È una parola che ha una forma circolare, ma quel circolare irregolare che sembra un cerchio ma non è perfetto e la cosa irrita il tuo senso estetico. Lo associo al fastidio estetico perché mi ricorda certi fumetti di Topolino troppo antichi per piacermi, che venivano regolarmente pubblicati su un periodico Disney chiamato "Il Tascabilone". Erano strisce americane, in genere di Floyd Gottfredson o Ub Iwerks, che venivano raccolte in un brossurato dal formato esotico. 

Formato esotico.
Insomma, in quel Tascabilone c'erano storie che non c'entravano nulla con quello che leggevo regolarmente su Topolino (o i Grandi Classici, o il Mega Almanacco, whatever) con uno stile che era, come dire? Antiquato! Ecco, antiquato. Difficile da seguire, e difficile da leggere, e boh. Fastidioso. 

lunedì 10 febbraio 2020

Arcade Pool

Tipo un'era geologica fa, parlando del sopravvalutato "Jimmy White's Whirlwind Snooker" ho detto quanto mi sarebbe piaciuto avere un tavolo da biliardo in casa, per atteggiarmi all'uomo vissuto con la "man cave", il carrello dei liquori, l'humidor pieno di sigari, la tv da 60 pollici per guardarci i calcio (od il porno), il flipper, un cabinato col MAME full romset, e il tavolo da biliardo con sopra a lampadario basso a una o più campane, in genere in vetro smaltato di rosso carminio.
Se avete letto i miei vari post targati "riflessioni" capirete anche perché: in una casa in cui la privacy era mancante, quello che Foucault chiamava un panopticon, sognavo di trovare una zona sicura, quello che gli antichi Greci chiamavano un temenos. E l'ironia di tutto ciò è che si supponeva che il panopticon in  cui mi trovavo era esso stesso un luogo sicuro in cui avrei dovuto rifugiarmi da un mondo che era visto come ostile, in cui l'oscura entità chiamata "La Gente", come i personaggi non giocanti di un quasiasi videogioco, sembrava avere come unico obiettivo quello di causarmi disgrazie per darmi una lezione, o sfruttare la mia ingenuità per i loro porci comodi.  

se è porno tolgo

Sono giunto alla conclusione che questa attitudine fosse in realtà parte di chi questo spazio sicuro lo aveva creato, in quello che è un codardissimo esercizio di proiezione (ne ho parlato a proposito dell'aporiomorfismo).

lunedì 3 febbraio 2020

Lure of the Temptress

Per la storia della teoria dell'identità sociale, di cui ho già parlato a proposito del dualismo dello shareware Apogee - Epic Megagames, molti fan coltivano un senso di appartenenza a una "fazione" commerciale piuttosto che a un'altra, a meno che le due fazioni opposte non si compensino avvicendevolmente, tipo Sky e DAZN, che se si vuole vedere tutte le partite ci tocca fare entrambi.

(poi lo so che voialtri marpioni andate tutti su hesgoal o rojadirecta, ma non parliamo di queste cose).

Dicevo. Quando ci sono due grandi rivali, in genere tendiamo a sceglierne uno e schierarci a suo favore buttando merda sull'altro. Ci dà quel senso di appartenenza che abbiamo bisogno di sentire al fine di combattere quella sensazione di solipsismo che è innaturale per un animale come l'uomo, che si è evoluto per essere sociale. Spesso tutto questo schieramento degenera in interazione parasociale, in amicizie a senso unico, in quello che certuni chiamano fanboyismo, che sinceramente a me sembra sostanzialmente un tentativo di ridenominare il semplicissimo e lineare concetto di "sfiga". Magari sono troppo tranchant, eh, ma essendoci finito pure io in questa trappola posso dire con un certo margine di sicurezza che la mia era semplicemente La Grande Sfiga.

Quasi
Sì, ho fatto una connessione un po' debole, ma mi è venuta in mente quella trasmissione, che era una vile scopiazzatura di "Scommettiamo Che...?". E sempre per la storia dell'identità sociale, io "facevo il tifo" per questa qui, nonostante Gerry Scotti già allora mi suscitasse la stessa simpatia di uno sfogo al culo. Per un paio di ragioni che vi vado subito ad elencare.

lunedì 27 gennaio 2020

Elite Plus

Pare una vita fa che nel web 1.0 andava di moda parlare quella roba che è passata alla storia come L33tsp3ak. Leet, per chi facesse finta di non saperlo, è una contrazione di "Elite", dove con "elite" si definivano i propri skills in termini di hacking, di gaming, e di altre cazzate che con una quindicina d'anni di ritardo vengono finalmente celebrate dalla stampa generalista, che dimostra di essere sempre almeno tre lustri in ritardo rispetto al mondo reale. Ma quando ancora esisteva Geocities, la rete era piena di ragazzini che, anziché perdere tempo odiando chi nella loro fantasia malata gli impediva di avere rapporti sessuali, passavano il tempo a farsi belli dei loro M4d Sk1llz con cui potevano HaX0rarti il computer. Era un altro modo, irritante ma tutto sommato innocuo, di sfogare la propria insicurezza. Poi, ovviamente, c'era chi tutto ciò lo faceva con ironia. Non possiamo non pensare a "Jeff K.", il personaggio del ragazzino che si atteggia a hacker sul sito ora in pieno decadimento "somethingawful.com" che al tempo era il massimo dell'entertainment su internet (e faceva ridere sul serio). Esisteva anche una versione adattata al mercato italiano, "Il Grande Darth Vader", che non tutti forse conoscono ma che ha regalato al mondo perle tipo questa che allego:

non propriamente screen friendly, ma appropriato.
In tempi di monetizzazione selvaggia di un'invidia sociale che non avrebbe sfigurato al Vecchio Paese, ma trasposta in un contesto globale, le elite sono dei non ben definiti gruppi di gente benestante che gode a rompere i coglioni e far soffrire chi è sprofondato nel nichilismo solipsista e che crede che il resto del mondo ce l'abbia con lui (e alimenta il suo odio ingrassando le élite vere, ovvero le merde umane della silicon valley). Praticamente mia nonna e i suoi lamentosi coetanei del V.P.,  però giovani e con un account di Twitter a portata di mano.

lunedì 20 gennaio 2020

Mortal Kombat

Quando faccio l'articolo su un gioco che più o meno conoscono tutti, la tentazione iniziale è quella di riempirlo di trivia e di curiosità che - indovinate un po' - conoscono tutti pure quelle. Alla fine, di articoli "10 curiosità su Mortal Kombat che facevate finta di ignorare per paura di essere scambiati per dei nerd sfigatissimi" ne è piena internet, e quindi direi di prenderlo da un lato lievemente più personale. Oh, il trivia ci scapperà comunque, eh. Temo sia inevitabile, visto quanta influenza Mortal Kombat ha avuto sull'adolescenza ipertestosteronica di noi ipersfigati che faticavamo a trovare il nostro posto nel mondo, specie guardandolo dalla prospettiva del Vecchio Paese. La percezione che ho io del prodotto della mente dei signori Ed Boon e John Tobias è che abbia dato una scossa all'immaginario collettivo dei nati dell'82 al Vecchio Paese ben più del pluricelebrato Street Fighter 2. E lo sapete perché? Dai, non è difficile.

Mi ha detto mio cugino che sa un colpo segreto che te lo fa dopo tre giorni ti togli il casco e si apre la testa

Eh sì, ragazzi! Il fascino del proibito, il richiamo primordiale dell'Es freudiano, il distillato di violenza e delirio di onnipotenza splatter che fece sì che il senatore Joe Lieberman seminasse il panico morale del 1993 con queste parole:

lunedì 13 gennaio 2020

L'ex videogiocatore ha freddo (Seconda Parte) Chamonix Challenge e Skifree

Nella precedente puntata del blog dell'ex videogiocatore! 

O puro bianco di cime nevose...

 
...soave olezzo di vividi fior...


...rosseggianti su coste selvose...


...dolce festa di vaghi color (bianco, nero, ciano magenta)!
 
...ed ora, la conclusione! 

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