lunedì 5 giugno 2017

Ducktales - The Quest for Gold

Qua la vita al Vecchio Paese è un gran ballo! Non corri perché sennò sudi e le madri aborrono il sudore, non voli in aeroplano perché i torpedoni della parrocchia costano meno, ma che sballo! Ovviamente, la vita al Vecchio Paese era molto noiosa (e questo spiega come mai i miei coetanei ed io ci rifugiavamo nel mondo dei videogiochi) ma siccome siete dei nerd, e i nerd elevano a scienza il citazionismo avrete subito riconosciuto la sigla del cartone animato "Ducktales", uno dei punti fondamentali del cosiddetto "Rinascimento Disney" dei primi anni 90. Potrei andare avanti a parlarne ma per quanto possa scriverne, ci sarà sempre qualche blog che ha scritto qualcosa di più, soprattutto in occasione del remake prossimo venturo, e quindi non ci provo neanche, se non per ricordarvi che Paperone de' Paperoni in realtà era un vescovo umbro

Si riconosceva dai cartelli con su
scritto "Sciò!" che aveva messo fuori dalla canonica

Una cosa, però posso dirvi: poche cose mi causano imbarazzo come il modo in cui, ai tempi, cercavamo di cantare la sigla in inglese. Il grammelot finto-anglosassone pronunciato "masticando" e reinterpretando il testo originale dandosi un certo tono mi causa ancora brividi lungo la schiena. Quindi, superiamo anche questo trauma e vediamo il testo originale, con traduzione letterale e versione italiana a fronte, corredate da utili note.

Versione originale Traduzione letterale Versione italica
Life is like a hurricane
Here in Duckburg
Race cars, lasers, aeroplanes
It's a duck-blur!
Might solve a mystery
Or rewrite history!

DuckTales! Woo-oo!
Every day they're out there making
DuckTales! Woo-oo!
Tales of derring-do
Bad and good luck tales!

D-d-d-danger! Lurks behind you!
There's a stranger out to find you
What to do, just grab on to some...

DuckTales! Woo-oo!
Every day they're out there making
DuckTales! Woo-oo!
Tales of derring-do
Bad and good luck tales! Woo-oo!

Not pony tales or cotton tales, no
DuckTales! Woo-oo!
La vita è come un uragano
qui a Paperopoli
Auto da corsa, laser, aeroplani,
è una paperconfusione(2)!
Puoi risolvere un mistero
O riscrivere la storia!

Storie di paperi! Woo-oo!
Ogni giorno sono là fuori facendo
Storie di paperi! Woo-oo!
Storie di spericolati
storie di cattiva e buona sorte!

P-p-pericolo! Striscia dietro di te!
C'è uno straniero che ti cerca!
Che fare? Attaccati a qualche...

Storie di paperi! Woo-oo!
Ogni giorno sono la fuori facendo
Storie di paperi! Woo-oo!
Storie di spericolati
storie di cattiva e buona sorte!

Non storie di pony(6) o di cotone
No, Storie di paperi! Woo-oo!
Qua la vita a Paperopoli
è un gran ballo
Corri, voli in aeroplano(1)
ma che sballo 
storie di paperi 
ma che bei paperi(3)

Duck Tales, uh uh!
Ogni giorno c'è una nuova
storia, uh uh!
misteriosa
paperosa(4), Duck Tales!

Fai attenzione, c'è qualcuno
alle spalle che ti spia (5)
non aver paura sono...

Duck Tales, uh uh!
Personaggi strabilianti
Duck Tales, uh uh!
Grandi storie divertenti
Duck Tales, uh uh!

Le favole più belle sono
Duck Tales, uh uh!

1: Come avrete notato dal primo paragrafo, l'adattamento di questo verso mi è sempre stata sulle balle per il fatto che non c'è niente di sballo nel correre o volare in aeroplano. 

2: Differentemente da quanto si potrebbe pensare, "Duck-Blur" non era il gruppo rivale dei "Goose-Oasis".

3: Facendo la rima paperi/paperi, il traduttore era evidentemente in preda al tavò più galoppante. 

4: L'aggettivo peggiore che abbia mai sentito in tv resta comunque "peterpanico" riferito a una marca di cereali. 

5: "You're gonna get duckraped". D'altra parte nessuna delle anatre disneyane gira coi pantaloni addosso, questo vorrà pur dire qualcosa.

6: "Pony tales" e "cotton tales" giocano sull'assonanza con "Ponytail" (i capelli a coda di cavallo, contrapposti allo stile "Ducktail", che è quello che in italia chiamiamo la "Banana" à la Elvis Presley da giovane). "Cottontail", invece, è una razza di coniglio, che con un po' di malizia potremmo interpretare come una stoccata della Disney alla rivale Warner Bros e al suo Bugs Bunny.

Detto questo, che altro aggiungere? A dispetto delle incongruenze della sigla, Ducktales, il cartone, ebbe un enorme successo, e ovviamente la neonata Disney Software capitalizzò su questo successo e portò le storie di paperi (ma che bei paperi!) su ogni possibile piattaforma informatica. Per le console, il gioco era un platform. Per i computer, il gioco è questo. Sigla!


Questo gioco mi fu passato dal gestore della palestra in cui facevo judo, che era uno dei principali trafficoni di software al Vecchio Paese. Trovai sulla sua scrivania un dischetto con su scritto a matita "Paperino" e gli chiesi di che cosa si trattasse. Lui molto arrogantemente rispose "Di quello che c'è scritto. Il videogioco di Paperino". Oh, già ai tempi in informatica si usava come variabili metasintattiche i personaggi della Disney, e comunque in Ducktales Paperino non c'è. Ma ovviamente non ero così polemico da farglielo notare, e in realtà non aveva ancora finito di dirlo che già stavo scrivendo DISKCOPY A: B: . 
Tra l'altro notavo che questo è il secondo gioco sul blog che ha nel titolo la parola "Quest", il che mi fa pensare che prima o poi dovrò darmi una mossa a recensire qualcosa della Sierra. Ci arriveremo, cari amici. Ma non oggi.


Il gioco inizia con Zio Paperone che si sta facendo allegramente i cazzi suoi nell'ufficio del deposito, quando arriva, senza preavviso, il suo principale rivale nei cartoni animati. Cuordipietra Famedoro, traduzione quasi letterale di Flintheart Glomgold (Cuordipietrafocaia Ingollaoro, e il cognome potrebbe essere un riferimento alla morte di Marco Licinio Crasso). Nei fumetti originali di Carl Barks, Cuordipietra è un boero sudafricano, ma nel cartone è stato naturalizzato scozzese, perché negli anni 90 il Sudafrica aveva un problemino chiamato "Apartheid", e già Famedoro era stronzo di suo, hanno preferito non calcare troppo la mano.

"Sono stanco di essere il secondo papero più ricco del mondo. Quest'anno sarò il papero dell'anno della rivista Dime magazine", proclama il boero con aria di sfida. Ricordiamo che Rockerduck è un personaggio usato prevalentemente in Italia, e nelle storie americane, il principale avversario piumato di Paperone è Famedoro.


Ovviamente, zio Paperone subito sminuisce l'odiato nemico dicendo che da 20 anni, ogni anno, è lui il papero dell'anno. Ma stavolta è diversa. Dime magazine ha proposto una sfida: chi riesce a fare più soldi in un mese sarà nominato papero dell'anno, e ovviamente Famedoro fa subito il cacaziretto dicendo che il papero dell'anno sarà lui.


Ne scaturisce una gara di misurazione doppiamente ornitologica, nel senso che abbiamo due uccelli che fanno a gara a chi ha l'uccello più lungo. Paperone millanta pure la superiorità morale, dicendo che vincerà onestamente. Ma per citare Tito Livio, "Periculosum esse in tot humanis erroribus sola innocentia vivere". Ovvero, è pericoloso vivere di sola innocenza, poiché l'esistenza umana è fondamentalmente debole. Un motto molto attuale, ma è anche vero che parlare di "esistenza umana", quando i soggetti sono anatre, perde un po' di significato.

Scegliamo il livello di difficoltà. Il surrogato di Paperino inquadrato si chiama "Fenton Crackshell" un nome di merda, tradotto ancora peggio come "Paperconchiglia". Avrebbe avuto più senso "Rompiguscio", visto che il figuro in questione vive con una madre eccessivamente presente e dal carattere troppo invasivo. Nonostante l'interessante parallelismo con numerosi "millennials" in balia di famiglie troppo presenti, questo personaggio l'ho sempre trovato inutile, quindi scelgo il livello più semplice. In realtà le due cose non sono correlate.


Ed ecco il menu principale, da cui possiamo scegliere le prossime azioni. Nel gioco si può fare soldi in due modi: Giocando in borsa (raffigurata dal computer sulla sinistra), e andando in giro per il mondo cercando tesori (lo schermo sulla destra). Chiaramente la parte divertente del cartone era andare in giro per il mondo, quindi scartiamo il gioco in borsa. Partiamo, dunque? chiederete voi.


No, apriamo il deposito e ci facciamo un tuffo. Non sarebbe Zio Paperone se non si tuffasse nell'oro come un pesce baleno.


La sequenza del tuffo è interattiva. Mentre Paperone si dà la spinta sul trampolino decidiamo quando saltare premendo invio. Non ho mai capito se è deciso a caso o se dipende da quando si salta, ma in alcune occasioni troveremo una moneta interessante, come in questo caso.


Il viscido contabile ci comunica che abbiamo fatto 1000 dollari in una botta sola. Dai così.


Apriamo il centro di controllo, un planisfero con tutte le zone potenzialmente redditizie del mondo. Passiamo il codice di protezione (mascherato da sistema antibassotti progettato da Archimede Pitagorico) e andiamo in cerca di soldi.


Eccolo. Il gioco non supporta il mouse, quindi muoviamo il cursore con i tasti freccia. I quadratini blu sono tutte zone visitabili. L'enorme isola con sopra la bilancia, invece, è una cosa speciale che vedremo più avanti.


Alcune zone sono più semplici di altre. Il nome Bu-Gazzi mi attira per le opportunità di commedia. Molti posti sono stati realmente visitati nel cartone, la Swansylvania è pure menzionata nello spin-off "Darkwing Duck", ma se ben ricordo il Labirinto di Creta è abbastanza semplice. Incredibile come certe cose ti restino in testa dopo un quarto di secolo.


Il Vello d'oro nel Labirinto di Creta. Eh? Non pensiamoci troppo su e clicchiamo sul biplano per partire.


Ah, dimenticavo che esiste anche il pellicano ritardato che parla un ambiguo birignao, Jet McQuack. Zio Paperone lo tratta (giustamente) come un deficiente, e quando gli viene chiesto come mai, visti i suoi mezzi, non si circondi da gente più capace, il papero plutocrate risponde "Ma gli alberi per crescere hanno bisogno del concime", dimostrando che nemmeno a Paperopoli sono liberi dall'influenza andreottiana.


Il volo verso Creta è una sezione arcade simile al vecchio videogioco Sopwith. Qui non si spara (è pur sempre un gioco Disney!) ma si evitano gli ostacoli. Come, ad esempio, il suolo...


...o nuvole, all'interno delle quali si cambia direzione a caso. Ci sono gli immancabili napoletani che fanno le prove dei botti di Capodanno, e persino mongolfiere che trasportano incudini, pianoforti, frigoriferi e cose di questo genere. Noi però riusciamo a raggiungere illesi l'hangar. Potrete notare che per arrivare a Creta non abbiamo attraversato il mare. Gruppi su Facebook sostenitori dell'ipotesi della terra piatta si mobilitano per trovare una spiegazione che si concili con le loro teorie.


Prima di ogni sottosezione, i tre insopportabili primi della classe, Qui Quo e Qua, elargiscono un consiglio tratto dall'infallibile Manuale delle Giovani Marmotte. Ora il Manuale delle Giovani Marmotte ce lo avevo pure io, e ci trovavo dei bellissimi tutorial per costruire una serra in casa o robe simili, ma da qui a contenere tutto lo scibile umano, come i fumetti volevano darci a bere, ce ne passa.


L'esplorazione della caverna è effettuata dallo stesso Paperone, accompagnato dai tre piccoli coprofagi e da un corrispettivo femminile di nome Gaia (nell'originale Webbigail Van der Quack). Wikipedia  dice che la piccola rompiballe è la nipote della governante dei tre. Ricordo vagamente un'insopportabile anatra grassa coi capelli bianchi, che però non era Nonna Papera. Capito. Per decidere in che stanza andare, la si punta con i tasti freccia e si preme invio per entrarci. Sulla mappa, il nostro intrepido gruppo di esplorazione è rappresentato dal punto rosso. Il tesoro è rappresentato dal punto giallo. E il punto marrone? chiederete voi.


Il punto marrone è una mummia che farà sì che le nostre papere caghino a spruzzo come delle oche nei pantaloni che non hanno. Viene da chiedersi cosa ci faccia una mummia nel labirinto di Creta, ma è presto spiegato:
1) Sono americani.
2) Era solo un dischetto.


In caso di fallimento, tranquilli, non muore nessuno, ma arriva il pellicano ritardato a salvarci. Ora, visto che Jet è rinomato per la forza fisica, non potevano andare assieme a lui e in caso di mummia far sì che fosse lo stesso Jet a menarla? Sto cercando di applicare un po' di buon senso. Comunque riproviamo...


...e stavolta non falliamo. Ecco il tesoro! Evidentemente Minosse è andato al Compro Oro e ha scambiato il vello d'oro con soldi. Non è una cattiva idea. Dio solo immagina la puzza che ci sarebbe stata.


Il tesoro trovato vale ben 4000 dollari. Girando per le caverne si possono anche raccogliere pietre preziose che valgono una cinquantina di bigliettoni cadauna. Tutto fa brodo, come si suol dire.


Nel frattempo, quello scozzese tarocco dell'afrikaner Famedoro ci prende per il portapiume perché ha trovato il tesoro delle Caverne di Ghiaccio Siberiane. Che ti devo dire? Bravo. Famedoro è la classica persona che ritiene che la parte più eccitante di un rapporto sessuale sia quando lo racconti agli amici al bar.


Andiamo da un'altra parte. Stavolta è comparso il mare, in cui una mongolfiera, probabilmente di proprietà del comune di Roma, sta scaricando vecchi frigoriferi.


Superato un picco inquietante (la memoria va al monte Aconcagua rappresentato ne "I tre caballeros", ma potrei stare esagerando coi collegamenti) dopo un paio di tentativi andati a vuoto centriamo l'hangar. Da come si agita una volta che ci siamo atterrati potremmo immaginare che ci sia un'orgia in corso, ma chiaramente questo è un gioco Disney e nell'universo disney la gente non tromba mai.

Hai pucciato il biscotto, zio? Almeno hai limonato?


Quasi mai.






Un modo facile per fare i soldi è il safari fotografico. Interpretando la stupida mocciosa conciata come un uovo di pasqua e armata di macchina fotografica, andiamo a importunare gli animali  della foresta, stando attenti alle bestie particolari. In questo posto, ad esempio, abbiamo il rinoceronte col corno lucido.

Possiamo puntare in tre direzion, e scattare la foto con l'invio. Se becchiamo la bestia, questa ci guarda con l'espressione di chi ti invita poco cortesemente a farti i cazzi tuoi.


Finito il rullino (o il tempo) vediamo le foto scattate. La bestia speciale ci frutta 500 dollari, una bestia normale solo 50. In totale 2050 dollari, si poteva fare meglio.


Siamo al decimo giorno del mese e abbiamo 7850 dollari. Andiamo a "Bolognia", ho voglia di un bel piatto di tortellini (rigorosamente in brodo).


Bolognia è un'altra caverna da esplorare, ma stavolta incorriamo in un altro problema. L'ultima volta che ero stato nel capoluogo dell'Emilia-Romagna avevo notato che c'erano buche per strada, ma la situazione si è un po' esacerbata. Bah. Andiamo altrove.


Nonostante tutta la buona volontà, stavolta Jet non riesce a centrare l'hangar, e l'aereo si schianta a pochi metri dall'arrivo. Si può essere deficienti? Eh? Si può?


Come se non bastasse, arriva dal nulla Archimede Pitagorico, con l'espressione stile Fabio Fazio, e cioè finta cortese ma che sotto sotto ti prende per il culo, e ci dice che ci vorranno due giorni per sistemare l'aereo. Fanculo.


Porco papero. Come se non bastasse il contabile idiota ci dice che abbiamo perso 1006 dollari nello schianto. Ma che giravamo veramente coi contanti in tasca? Non esiste Western Union?


Va bene, tentiamo con un altro livello. Questa sezione è un platform in cui abbiamo tre tentativi, rappresentati dai tre piccoli e odiosi nipoti. Bisogna saltare da un ramo all'altro, usare gli ippopotami come zattere e appendersi alle liane evitando gli anaconda. A riprova della mia inesistente coordinazione tra occhio e mano, riesco a cadere dalla prima piattaforma. La consolazione in tutto ciò è vedere gli insopportabili Qui Quo e Qua che affogano. Ora però rispondiamo ad un dubbio che ci ponevamo da un po'.


E rechiamoci all'isola con l'enorme bilancia, in cui vengono accumulati tutti i soldi guadagnati durante il mese.


Ah vabbè. Abbiamo più del doppio dei soldi del boero! E io che mi preoccupavo pure. L'espressione di Zio Paperone mentre la bilancia sta per dare il responso mi fa sospettare che il papero più ricco del mondo faccia uso di mentanfetamine. Quando hai un impero economico multinazionale da mandare avanti da solo coadiuvato soltanto da quattro minorenni e qualche ritardato mentale, è evidente che hai bisogno dell'aiutino esterno.


Torniamo in giro. Come potete vedere, i soldi a disposizione sono adesso zero. Il che significa che se il nostro aereo dovesse schiantarsi, non perderemo nulla (a parte l'uso di qualche arto, ma si sa che nei cartoni non muore nessuno veramente).


Nel Borneo (in questo universo situato in Nuova Zelanda), possiamo fotografare il giaguaro a fiorellini, parente probabilmente della zebra a pois, fortunato chi ce l'ha-à-à.


E già che ci siamo andiamo ad accaparrarci un altro tesoro in grotta, e poi subito alla pesa. Perderemo più tempo, ma siamo in vantaggio.


Molto in vantaggio, in effetti, come si può notare dalle pupille a capocchia di spillo di Zio Paperone.

Più tardi.
 

L'ultimo tipo di livello è la scalata. È incredibilmente palloso. In questo sottogioco, i tre piccoli rompiballe devono saltare da una piattaforma all'altra fino in cima alla montagna, coadiuvandosi con il lancio di un arpione difficilissimo da gestire. Quello che vedete è frutto di dieci minuti buoni di tentativi.


Tra le varie cose dobbiamo stare attenti ai sassi rotolanti (e non farò battute sul fatto che preferisco i Beatles). Come se non bastasse, da alcune caverne esce Amelia che con un incantesimo fa precipitare il piccolo stronzetto al punto di partenza.



Passata la strega partenopea, come se non bastasse c'è pure un bassotto armato di fionda, che a differenza della sosia piumata di Sofia Loren, uccide proprio il piccolo bastardo. RIP Qua, ora insegna agli angeli a concludere le frasi lasciate a metà dai tuoi fratelli.


Giunti al limite dei trenta giorni, andiamo alla pesa. La dimensione dei mucchi di danaro elimina ogni suspense: Famedoro è stracciato ed è condannato al posto di eterno secondo, come Toto Cutugno al festival di Sanremo.


Zio Paperone è di nuovo il papero dell'anno, e ammette che il merito è tutto dei nipoti. Famedoro lo denuncerà per sfruttamento di minori? Purtroppo non è mai uscito il seguito del gioco, ci avrei visto bene un legal thriller in stile John Grisham in cui Miss Paperett, che ha studiato diritto alle scuole serali, cerca di difendere il suo capo dall'accusa dei legali di Famedoro, pagati in diamanti.


L'avventura si conclude con uno stranamente serafico Paperone che abbraccia la nipotina acquisita, mentre i tre piccoli cagacazzi iniziano a rompere i coglioni sul fatto che si sarebbe potuto fare meglio. L'espressione di Jet, invece, ci lascia intuire che sia andato a ravanare nella serra di Paperoga.


Fine del gioco! Bello che il logo della compagnia non sia all'inizio. Rende molto l'idea del cartone animato. Aiuta anche il fatto che indipendentemente da come si giochi, dopo trenta giorni la partita è sempre finita.


Successivamente David Mullich produrrà uno dei giochi più pesanti di sempre: I Have No Mouth And I Must Scream. Immagino volesse compensare la leggerezza di questo gioco. Ti svelo un segreto, David: non ce n'era bisogno. Non c'è da vergognarsi a fare prodotti di puro intrattenimento, ecco. Anzi, ci levassimo dalle palle la pretenziosità di certa, sarebbe una cosa molto bella, non trovate? Nel frattempo, prossimo gioco!

È merda? No. Nonostante la frustrazione delle due sezioni platform, non mi sento di dire che è merda. Primo perché si riesce a vincere anche non facendo queste sezioni. Secondo perché sono certo che con un po' di pratica ci si riesca anche a farcela. Ma il fatto che in generale sia un gioco completamente non lineare, mi fa guardare oltre alla realizzazione macchinosa di alcune sottosezioni.
Ci rigiocheresti? Il fatto che si concluda in una partita mi spinge quasi quasi a dire "perché no"?

4 commenti:

  1. L'originale sigla di Ducktales è qualcosa di epico: "Puoi risolvere un mistero O riscrivere la storia!", è veramente uno dei versi più 'cazzuti' di tutta la storia della discografica di cartoni animati (carino anche il duck-blurr). Relativamente a pony-tales, forse la Disney si riferiva ai "Mio Mini Pony", un assoluto cult degli anni '80, che ne dici? Stoccata non solo al rivale Bugs Bunny...

    Sai che invece non sapevo il retroscena del nome di Fenton? Rompi il guscio perché vive con la madre, ahah, verissimo!

    Comunque poco da dire sul gioco: lo vedo per la prima volta, ma (al netto della mia benevolenza per il mondo Disney e Ducktales) mi sembra un gioco interessante...unico neo mi sembra la scarsa longevità.

    ps quell'altro quest me lo leggo con calma, da una prima visione mi sembra un gioco merdosamente interessante...

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    1. Sui minipony potresti avere ragione: magari alla Disney ancora rosicavano per il fatto che i Wuzzles non se li è cagati nessuno.

      Per quanto riguarda la scarsa longevità, beh, una partita dura poco, ma i possibili livelli sono tanti, e lo stimolo a rigiocare, da quel punto di vista, c'è.

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  2. E' un gioco molto particolare, eh!
    Capitalista, sicuramente, ma anche molto diverso nei vari livelli: sicuramente non ci si annoiava^^

    Moz-

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    1. Comunque i giochi disney anni '90 sono meravigliosi...vero Moz?

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