lunedì 19 giugno 2017

Chuck Yeager's Air Combat

Una volta qualcuno disse che se da piccolo non hai amato gli aerei, allora non hai un'anima. Quel qualcuno sono io, e quella volta è adesso: il fatto è che non avevo idea di come cominciare l'articolo senza mostrare imbarazzo perché non avevo ancora trattato un simulatore di volo finora. E poi gli aerei mi piacevano sul serio. Si sa come si comincia con le manie e le dipendenze: si comincia con un modellino di Piper, e in men che non si dica i disperati genitori devono liberare una mensola per la piccola aviazione del pupo, rigorosamente in scala variabile. E così avevo un Supermarine Spitfire che era grande quattro volte un C-5 Galaxy. Ma io lo sapevo, e per dare l'illusione della scala tenevo lo Spitfire davanti e il C-5 dietro. Era distante, e sembrava più piccolo. Un trucco geniale. Ma non provate a usarlo per cercare di compensare a certe vostre carenze fisiologiche, che poi andate via tutti storti.

E poi c'erano i libri. I libri con le specifiche tecniche degli aerei erano bellissimi. Vorrei poter dire che mi esaltavo a confrontare l'apertura alare e a studiare l'aerodinamica dei vari velivoli, ma ovviamente millanterei: per la maggior parte delle cose non ci capivo una fava. Ma non importa, gli schemi erano belli. Tra questi libri, uno dei miei preferiti era "Ali", che oltre agli schemi aveva anche una collezione spettacolare di foto scattate da un fotografo di Time magazine, Mark Meyer. 

La mia copia è rimasta al Vecchio Paese, quindi grazie Ebay per la foto.
L'introduzione del libro è stata scritta da tale Charles Elwood Yeager, che al tempo non avevo idea di chi fosse, ma oh, ci avevo pure 6 anni. Chuck Yeager, si legge nella quarta di copertina, è stato il primo uomo a rompere il muro del suono, nonché un casino di altre cose che lo hanno reso una leggenda vivente nel campo dell'aviazione. Tra cui rompere di nuovo il muro del suono all'età di 89 anni. Quando i suoi coetanei al massimo vanno a vedere i manifestini con i necrologi e il cantiere, Chuck si fa un giretto a Mach 1 su un F-15. Mica male, no?

È anche finito sulla cronaca scandalistica per aver sposato in seconde nozze un'attrice di 45 anni più giovane di lui, e Wikipedia inglese spreca spazio per linkare un articolo dell'indecente Daily Telegraph, in cui si diceva che Yeager su Twitter ha definito gli inglesi arroganti, e subito le prefiche da social network hanno frignato a fiumi in cerca di superiorità morale nei confronti di un vecchietto di 94 anni che diceva la sua su un mezzo di comunicazione a lui poco noto. Ho già detto che non riesco ancora a vedere il modo in cui i social media hanno migliorato il mondo? Sì? Beh...

...la signora Yeager c'ha mica torto.

 Sigla!


Dopo il logo con i tre solidi della Electronic Arts, un bel ritratto in pixel del faccione di Yeager, che al tempo della pubblicazione del gioco aveva 68 anni, ed è uguale a quando aveva fatto la comparsa nel film che racconta la sua storia. Il film si chiama "Uomini Veri" (titolo originale: The Right Stuff) e ve lo consiglio tantissimo. Nel film Chuck aveva 60 anni, nel ritratto che ha del gioco ne ha 68...

...e in questa foto ne ha 89.
Deduciamo dunque che a un certo punto, Yeager abbia detto "Basta così, togliamoci il dente dell'invecchiamento" e sia diventato vecchio tutto d'un colpo, per poi restare sempre uguale. Un po' come i Rolling Stones, o come Ernesto Calindri.


E i crediti. Non so dirvi se il pilota ritratto sia Chuck, ma non importa. Questa schermata è una bella commistione di disegno a mano e foto digitalizzate, ed è quanto di meglio questo gioco riesca a fare dal punto di vista della grafica.


Ed ecco il menu principale. La voce digitalizzata di Chuck gracchia dal PC Speaker, "It's a good day for flying!" ci dice. O, in un'altra occasione, ci può dire "Welcome to Chuck Yeager's Air Combat!". Sullo sfondo, il deserto del Mojave in cui Yeager svolgeva il compito di pilota collaudatore che lo ha fatto entrare nella storia dell'aviazione.

E proprio con questo spirito scegliamo l'opzione "Test Flight", ovvero volo di collaudo, in cui potremo prendere un aereo e farci un bel giretto per prendere confidenza coi comandi.


Il primo aereo che possiamo scegliere è lo statunitense P-51 "Mustang". Secondo Chuck è il miglior caccia ad elica della Seconda Guerra Mondiale, pur essendo tecnicamente inferiore ad altri velivoli dello stesso tipo. Il tema portante del gioco è una delle massime preferite da Chuck, "It's the man, not the machine". Lo dice anche nel gioco, prima di uscire al DOS.


L'aereo successivo è il tedesco Focke-Wulf FW-190. Gli aerei nel gioco sono tutti aerei con cui Yeager ha volato o contro cui ha combattuto. Nella Seconda Guerra Mondiale, sui cieli dell'Europa, Chuck ha riportato 11 vittorie e mezza, la mezza è dovuta al fatto che un aereo abbattuto era contestato tra lui e un altro. Poi Chuck è stato abbattuto ed è stato tratto in salvo dalla Resistenza francese. Una volta tornato al comando, ha rotto talmente le palle ad Eisenhower che, facendo un'eccezione al regolamento, lo ha rimesso a volare sull'Europa, stavolta senza farsi abbattere. Questo per dare un'idea del caratterino di Chuck, uno con cui preferirei non litigare. 


Ah, questo me lo ricordo! Ci avevo pure il modellino. Chuck dice che era uno dei migliori aerei da combattimento di sempre, secondo solo allo Spitfire. E sotto sotto se la tira dicendo che nonostante ciò i tedeschi la guerra l'hanno persa, perché i loro piloti facevano cagare. Stecca! (Agitando le dita in modo da fare rumore)


Di questo il modellino non l'avevo. È sempre un Messerschmitt, ma stavolta bimotore, specializzato nelle operazioni notturne perché nel combattimento di giorno veniva sistematicamente tronzato* dagli aerei monomotore.

*il verbo "Tronzare" fu coniato da un mio compagno di liceo che in gita, ubriaco, urlò fortissimo "Sì, ridete pure, stronzi, che adesso arriva un fulmine che ci tronza tutti quanti."


Sempre Messerschmitt, ma stavolta a reazione. Ma no, che dico, questo andava proprio a razzo! Giustamente, Chuck dice che era più pericoloso per il pilota che per gli Alleati. È stato comunque introdotto nel 1944, quando ormai per l'Asse le cose si erano messe male, e allora saltano gli schemi, come quando al 90', in caso di calcio d'angolo, il portiere sale fino all'area avversaria sperando di fare come Rampulla


Ecco, questo è a reazione. Solo che era stato disposto male, come quando Capello nel 97-98 mise Maldini a destra perché al posto di un terzino destro era arrivato Ziege, che giocava a sinistra. Maldini cadde in depressione e Ziege fece cagare, e il Milan arrivò decimo. Sto facendo paragoni calcistici così capite meglio, magari alla lunga l'aviazione vi annoia.


Cambiamo guerra, passiamo alla guerra di Corea. Nelle prime fasi si usarono caccia della Seconda Guerra Mondiale: lato americano c'era il P-51, lato nordcoreano c'erano i residuati dello Yakovlev Yak-9, di produzione sovietica, che sui cieli di Stalingrado diede filo da torcere al Me-109. Sto cercando un paragone calcistico ma non mi viene in mente nulla. Anche perché certuni vogliono sempre la favola del cosiddetto "underdog", quello che in partenza sembra sfavorito, che contro tutte le probabilità vince contro l'arrogante campione, ma no, a Stalingrado i tedeschi c'erano arrivati con le gambe mozzate dalla fatica e meno mezzi. Quindi stiamo facendo una comparazione tra mele e arance.


Ma la tecnologia avanza e pure i non tedeschi si adeguano ai jet. In Corea la USAF adotta l'F86 Sabre, che non era proprio bello a vedersi (pareva andasse in giro con la bocca aperta, con un'espressione da ritardato) ma si è rivelato assai versatile: pur essendo stato sviluppato nel '49, è stato definitivamente ritirato nel 1994, quindi dopo che questo videogioco è uscito. Oh, gli ultimi rimasti a usarlo erano i boliviani, ma resta un record impressionante.


FAGOT. Ora esco 5 minuti così potete fare le vostre battutine da preadolescenti. A dopo.

Più tardi.

Rieccomi, silenzio in classe per favore. Il MiG-15 è il corrispettivo nordcoreano del Sabre, anche lui con la bocca aperta e con caratteristiche simili. Chuck dice che aveva una manovrabilità migliore dei Sabre. E a questo punto mi chiedo: Chuck, capisco che "it's the man not the machine" ma aerei decenti gli USA ne facevano? AHI NO SCUSA NON FARMI MALE


Cambiamo guerra. Il MiG-17F è l'evoluzione del MiG-15 usato dal Vietnam del nord nelle prime fasi della guerra del Vietnam. Ricordo un film in cui Tom Berenger interpretava un ex mercenario che andava a fare il supplente in una scuola superiore, e siccome era completamente impreparato in tutto, parlava dell'unica cosa che sapeva: il Vietnam. Allora uno degli alunni diceva "Ma è la guerra contro Hitler?" e un altro rispondeva "No coglione, quella era la prima guerra mondiale".


Oh, finalmente un aereo di cui Chuck non si lamenta. Faceva ogni cosa per bene, era un combattente superbo, era l'F-4 Phantom, quello con le prese d'aria di fianco alla carlinga che visto da davanti sembrava avere le orecchie a sventola. Mai quanto l'Harrier, ma ce le aveva. Però faceva tutto bene. Era bruttino a vedersi, non aveva una bella linea, ma oh, nemmeno la vecchia Panda lo era, e faceva tutto fatto bene. Una volta ho guidato una vecchia Panda Van a GPL a cui mancavano gli specchietti retrovisori nella nebbia della bassa padana, e sono arrivato sano e salvo a destinazione. Velocità media 15 km/h, ma sono arrivato.


F-105D Thunderchief. Di questo aereo Chuck parla come quelle ragazze che non ci piacciono per niente e che però sta male dire che sono brutte, e quindi "è simpatica". L' F-105D è un ottimo bombardiere tattico, ma come caccia, beh, come dire, ecco, insomma, magari ha il carico d'ala un po' troppo pesante, non è agile come dovrebbe... insomma, amici, fa cagare.


E ultimo, il MiG-21. Ancora una volta, Chuck si spertica in lodi nei confronti degli aerei nemici. Ma it's the man, not the machine! Solo che la guerra del Vietnam non è andata proprio bene, quindi non solo avevano gli aerei migliori, ma pure i piloti migliori? Non so, ho come l'impressione che qui ci si sia messi all'angolo da soli e non si sa come uscirne. 

Va bene, fine della carrellata degli aerei. Magari vi chiederete pure cosa significa il pulsante 3D/2D? Semplice, sostituisce il disegno dell'aereo con l'aereo come lo vedremo nel gioco, cioè un grumo di poligoni a bassissima definizione. Ma si può ruotare.


Allora, indovinate un po' che aereo è questo. Vi arrendete? È il Phantom. Uguale uguale al 2D, vero? Ma voi direte ora: "Beh, è il 1991, che ti aspetti, i modelli sono a basso numero di poligoni." Vero, ma allora perché in F15 Strike Eagle 2, che precede di due anni questo gioco, i modelli sono più credibili? È presto spiegato: "It's the man, not the machine", che è un po' il "ma tanto noi c'abbiamo 'o mare" della Electronic Arts.


Vabbè, facciamo un test flight con il Phantom. Motori al massimo, e si parte! Si parte! Si parte? Non trovo la cloche sulla mia tastiera e quindi il mio F-4 prosegue lungo un infinito prato verde dove nascono speranze che si chiamano ragazze, questo è il grande prato di Chuck Yeager. In realtà, se volessimo essere fedeli alla realtà, il verde sarebbe più giallino, dato che i voli di collaudo Chuck li faceva nel deserto della California. E Magari meno a tinta unita perché così è veramente monotono. Insomma, il cielo è colorato a gradiente, che ti costava mettere un po' di varietà nel terreno? Hai la VGA, cazzo, usala.


Fatto un giretto sopra al campo base, provo a schiantare il mio F-4, ovviamente per motivi scientifici. Il velivolo, a contatto col suolo, non si fa nulla, anzi, rimbalza. Devo aver lasciato attiva l'impostazione "Easy Landing" da qualche parte. Freno in tempo per evitare di sbattere contro l'hangar (che compare all'improvviso all'ultimo momento) poi per sbaglio mi parte un missile AIM7 Sparrow che va a scomaccarsi preciso preciso sul capannone. Ops. Mi ricordo quella volta che per sbaglio, in un fast food, gettai una tazzina da caffé di vetro nella spazzatura e me ne andai in punta di piedi fischiettando come se niente fosse accaduto. Ovviamente ero un enorme cacasotto.


Basta, scegliamo una missione storica. Purtroppo, e questa è una pessima caratteristica del gioco, non c'è una sequenza di missioni, una "storia", come in molti altri simulatori. Brent Iverson, il capo designer di Chuck Yeager's Air Combat, si è sorbito le storie di guerra di Chuck e le ha tradotte in scenari di missioni, tutti disgiunti tra loro. Iniziamo con una missione della Seconda Guerra Mondiale. La USAAF contro gli "Abbeville Boys", un'unità d'élite della Luftwaffe costituita da Me-109 e FW-190. Zompiamo a bordo del nostro P-51 Mustang...


... e ci troviamo così in medias res, in volo, con i crucchi che ci vengono addosso.  Inizio a sparare e abbatto un Messerschmitt, ma guardando la mappetta in alto a sinistra mi accorgo che dietro di me ce ne sono altri. Sorpresa! Ali danneggiate, flap inceppati, tubo del carburante andato, e pure un buco sul parabrezza. Vabbè ciao, missione annullata.


Al fallimento della missione segue un suggerimento tattico da parte di Chuck. Fai fuori i primi due cattivi prima che ne arrivino altri. Ok, grazie. Mi ricorda quella rivista di videogiochi che fra i suggerimenti per Doom scriveva "per far fuori il mostro finale, sparategli finché non muore".


Ok basta, cambiamo guerra, andiamo in Corea, ma teniamo il P51 Mustang e mandiamolo contro gli Yak-9. I nordcoreani vorrebbero far fuori un paio di Superfortezze Volanti B-29 e noi saremo la loro scorta. No, niente battute sul fatto che c'è scritto "Escort". Ma per chi mi avete preso?


Ed eccoci di nuovo in volo, in mezzo al nulla, con la Corea del 1950 che vista dall'alto è uguale all'Europa del 1943. Uno Yak-9 ci sfreccia davanti mentre ci stiamo rendendo conto di dove siamo. Io alzo troppo il muso e l'aereo mi va in stallo. La faccia di Chuck mi compare in una visione, come Alec Guinness in Guerre Stellari, e anziché dirmi di usare la Forza mi fornisce un consiglio utile. Se sei installo, abbasa il muso, riprendi velocità e tirati su. E così facendo faccio fuori lo Yak-9. Grazie, Chuck.

"Grazie a te, Exvideogiocatore."
A favore del gioco va detto che la meccanica del volo è riprodotta piuttosto bene. Penso che nel '91 meglio di così non si potesse fare, ma si può essere fissati con l'aeronautica solo fino a un certo punto per sorvolare sul fatto che gli scenari siano tutti estremamente noiosi. Notate che ho usato il termine "sorvolare".


Aspetto che i B-29 raggiungano la zona sicura e mi segnalino che tutto è a posto. Chuck si congratula con me per aver completato la missione, nonostante un singolo abbattimento nemico. Oh, in effetti non è che nella vita reale ci fosse un combattimento ad ogni missione, ma in un gioco che si chiama Chuck Yeager's Air Combat magari le aspettative erano diverse. Guardando la mappetta vedo una cosa che pare un puntino rosso. Spetta bene che andiamo a vedere.

Dopo diversi minuti di volo.


Eccolo! Un altro Yak-9. Gli impedisco di sfrecciarmi di lato crivellandolo di colpi. Bella l'esplosione in bitmap, una ventata di freschezza rispetto ai quattro poligoni in croce con cui è fatto il caccia nemico. Chuck sorride felice congratulandosi con me. Missione finita, avrei potuto tornare all'hangar ma di perdere tempo sorvolando 'sta infinita spianata verdognola, sinceramente, tavò.


"Bella vez, taproblem, aviatani sudcorea-Û tabuò e taciprend. Hai mai tirato il cordolo del cesso?" mi dice Chuck. Passiamo alla prossima missione storica, nel Vietnam.


In questa missione ricostruiamo la prima volta in cui, nel Vietnam, l'aviazione americana aveva per la prima volta fatto fuori un MiG-21. Saltiamo a bordo del nostro fidato Phantom, uno strumento che sempre dà la stessa nota rattattattà.


E anche qui, con grande facilità, abbattiamo il MiG, con la nostra mitragliatrice M61 Vulcan. Lunga vita, prosperità, e suca. Questo è il Vietnam, qui non ci sono regole, per parafrasare un noto film.


La missione sarebbe già compiuta, ma i MiG sono come i carabinieri, vanno sempre in coppia. Agganciamo il nemico e via con gli AIM9 Sidewinder. Uno Yeagerbomb al tavolo due! E il vietnamita saluta.


Fine missione. Chuck ci racconta la storia com'è andata sul serio. Ora capisco tutto: questo non è un gioco che simula una campagna aeronautica, è un simulatore di storie di guerra da parte di un nonno che ha molta voglia di raccontarti aneddoti del tempo che fu.


Un'altra caratteristica del gioco è quella di inventarsi le missioni. Pare che questa sia una funzionalità che lo stesso Yeager ha preteso, dato che gran parte della vita dell'aviatore consisteva nel raccontare storie esagerate al bar. Ecco, se per questo menu ci fosse stato come sfondo il bar "Pancho", vicino alla base aerea Edwards, il gioco avrebbe acquisito molta più personalità. Ma niente, il menu è sempre lo stesso, e bisogna completare la storiella. Allora c'ero io che ero sul mio P-51, a diecimila piedi, e a un certo punto mi saltano addosso cinque Phantom e poi cinque Sabre e poi cinque MiG. No fidati è verissimo, te lo giuro. I piloti di quei quindici aerei erano tutti fortissimi ed io ero solo contro di loro...

...effetto "flashback" con inquadratura sfumata...


...e insomma uno lo avevo quasi fatto fuori, per sbaglio avevo attivato l'invincibilità ma siccome io sono onesto l'ho tolta subito, poi mi tirano un missile e Yeager nella mia testa mi dice che devo sparare un bengala per confondere il missile teleguidato. Insomma com'è come non è mi centrano in pieno e inizio a precipitare...

(un "ooooooh" si leva dal pubblico del bar).


... e niente, poi mi lancio col paracadute, tanto che ci vuoi fare da solo contro 15 aerei a reazione se hai un aereo a elica della seconda guerra mondiale? Però gliele ho cantate! Li ho asfaltati proprio! #stacce #eloromuti #carismatico Ehi? Amici? Dove state andando? Ma almeno la birra me la offrite? Ehi? #mainagioia Dai ragazzi non fate così! Siete tutti bannati! #trolls Ok basta così, prossimo gioco. 

È merda?
Sì. Mi spiace perché da quel poco che ricordavo, me lo ricordavo molto meglio. Ma la memoria è piuttosto annebbiata e il problema della memoria è che rende i videogiochi più belli. Ma qui abbiamo qualcosa di molto ripetitivo, con missioni disgiunte tra loro. Dal punto di vista puramente "accademico" è sicuramente ben curato, ma cui prodest? Volare su una distesa verde sempre uguale sperando di centrare qualche grumo di poligoni, in cambio di un debriefing testuale e nessuna conseguenza. Poi si può registrare le proprie prestazioni e fare lo sborone al bar, ok, ma non è sufficiente per divertirsi.
Ci rigiocheresti?
Magari quando vorrò dare una lezione a mio figlio che "it's the man, not the machine", quindi no, niente motorino, nemmeno il Phantom Malaguti. Chuck Yeager non ce l'aveva, e non vedo perché ce lo dovrebbe avere lui.

4 commenti:

  1. Gli aerei non mi hanno mai affascinato (tranne il libretto "La più simpatica storia del volo" di Bruno Amatucci), tanto meno i giochi di simulazione aerea...

    Ma quel logo dell'Electronics Arts...in quale gioco l'avrò visto da ragazzino?

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    1. se fossi un po' stronzo direi che probabilmente l'hai visto in un gioco dell'Electronic Arts, ma siccome mi impegno a non essere stronzo posso dirti con una certa sicurezza che anche nei Fifa più antichi (quelli con la telecamera fissa) già il logo con i tre solidi (piramide cubo sfera) non c'è, perché è già EA Sports. Boh. Forse Skate or Die? LHX Attack Chopper?

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  2. Io sono stato stronzo :D perché se vedi bene non ho detto "Ex, quali altri giochi famosi fece l'Electronic Arts in quei tempi?".

    Ecco, mi hai risposto: Fifa International Soccer.

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  3. Ma dai, Fifa International Soccer aveva il logo con i tre solidi? La memoria mi fa cilecca, mannaggia.

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