giovedì 19 ottobre 2017

Salva, fallisci, ricarica, ripeti, ovvero come la narrazione videoludica ha ingigantito la mia paura di sbagliare spingendomi ad un perfezionismo autolesionista.

Mentre scrivo mio figlio ha compiuto un mese e mezzo (circa). Se c'è una cosa che non sopporto dell'essere padre è che a me il mio lavoro serio non ha dato il congedo maternità (esiste il congedo parentale, ma me lo tengo per quando l'ex videogiocatore junior sarà più grandicello). Questo significa che ogni volta che torno a casa dal lavoro (che nel frattempo ho pure cambiato, per il gusto di non farmi mancare niente) trovo che il giovane Sinjin Malvineous Giulio Ex Videogiocatore (non è il suo vero nome) è sempre un po' diverso da quando l'ho salutato la mattina.

È frustrante, specie quando ho promesso a me stesso che sarei stato una figura paterna più presente in modo che mio figlio non si vedesse costretto a crearne una nella sua mente. Eppure mi tocca andarci, per quanto sia fastidioso perdermi un sacco di cose, quindi cerco di far quadrare ogni cosa, a volte riuscendoci, a volte meno, ma cercando di dare la giusta priorità alle cose e cercando di fare le cose al meglio delle mie possibilità.

Vabbè dai, ho fatto del mio meglio.

lunedì 9 ottobre 2017

Leisure Suit Larry in the Land of the Lounge Lizards (Prima parte)

Da che cosa si intuisce che un gioco è invecchiato male? Ottima domanda, e non poteva essere altrimenti visto il fatto che me la sono posta da solo. La risposta, ovviamente, non è semplice è può essere estesa al di fuori del videogioco. Spesso pensiamo che un gioco invecchia male quando a livello di presentazione (ovvero grafica e sonoro) smette di essere gradevole. Ma questo andrebbe a cozzare con numerosi giochi contemporanei che assumono una grafica volutamente retrò.

King's Quest 8 - Mask of Eternity (1998).
 Dubito che questo stile retrò tornerà di moda.

lunedì 2 ottobre 2017

Euro Soccer

Da diversi anni ci si ripete che il calcio italiano è morto, o se non lo è, è in pessimo stato. Non so se sia vero o se sia l'ennesimo effetto collaterale degli occhiali tinteggiati di rosa della nostalgia. Che cosa ha rovinato il calcio? C'è chi dice che siano stati i diritti tv, chi i procuratori / papponi, chi il troppo giro di soldi, chi i giocatori senza bandiera, chi la sentenza Bosman. Io ho la mia idea, che è "niente di tutto questo". Questi sono sintomi, ma la vera causa, secondo me, sono i giornalisti che hanno trasformato un gioco divertente in un oggetto da poemi epici. 

lunedì 25 settembre 2017

Cool Croc Twins

Ovvero, l'ex videogiocatore spiega come il mondo dei videogiochi abbia distrutto l'immaginario collettivo dei giovani virgulti riempiendoli di pregiudizi su come si trova l'anima gemella. 

Ebbene sì, cari amici: so che c'è stata un'infinita polemica sul sessismo nei videogiochi, ma siccome questa polemica correva principalmente su Twitter, il vostro ex videogiocatore non l'ha cagata di striscio. A prescindere dalle considerazioni che si possano fare sul livello di sessismo in un medium pensato principalmente per maschi in pubertà, a prescindere da tutti i "Bechdel Test" che si possono fare su giochi in cui un'astronavina fatta con pochi pixel spara ad altre astronavine, va detto che creando la nostra visione del mondo a partire dai videogiochi, noi maschietti della mia generazione abbiamo patito delusioni, frustrazioni e incazzature nei confronti delle donne. Semplicemente perché ci aspettavamo delle donne da videogioco. 

lunedì 18 settembre 2017

Alone in the Dark

Vi è mai capitato di avere un'idea stupida? Domanda retorica. A tutti è capitato di avere un'idea stupida. La mia prima idea stupida  è stata quella di caricare una macchinina a molla sulla mia faccia anziché sul pavimento, perché le ruote di plastica dura non avevano grip sul pavimento in piastrelle. Risultato: cicatrice sulla guancia. Non si vede praticamente più, ma è stato un buon promemoria per pensarci su due volte prima di mettere in pratica un'idea stupida. 

Zompiamo indietro nel tempo e piombiamo in Francia nel 1991. Bruno Bonnell, CEO di Infogrames, una compagnia di videogiochi francese che ha avuto un discreto successo con versioni interattive di fumetti franco-belgi, ha un'idea stupida. Un videogioco in cui tutto è completamente buio, e il giocatore ha soltanto tre fiammiferi per muoversi. Ma proprio tutto buio eh, tipo lo schermo nero di quando i vecchi giochi per dos non partivano e partiva il florilegio di vaffanculi sincronizzati perché c'era da andare a toccare i delicatissimi CONFIG.SYS e AUTOEXEC.BAT. Se non avete idea di che cosa sto parlando non preoccupatevi. Non avete perso niente.

Fortunatamente, qualcuno riuscì a trovare il modo per dire diplomaticamente a Bonnell che la sua idea era una sesquipedale cagata. Quel qualcuno era Fréderick Raynal, un programmatore di basso livello, che aveva sperimentato con un motore per realizzare personaggi in 3D. Facendo leva sul gusto della novità, riuscì a far accantonare l'idea dei tre fiammiferi e a integrare il suo nuovo motore in un gioco horror. Sigla!



giovedì 14 settembre 2017

Escapismo, sensi di colpa e la morte dell'eroe, ovvero come ho scoperto che le mie fantasie di potenza hanno sempre fatto il tifo contro di me

Mentre scrivo sono padre solo da due settimane, e qualcuno potrebbe dire che è un po' presto per trarre delle conclusioni sulla paternità. Sono fondamentalmente d'accordo su questo, e quindi cercherò di schivare l'effetto Dunning-Kruger ed eviterò di pontificare su come si fa ad essere padri nel migliore dei modi, forte della mia esperienza di 15 giorni. Né voglio elemosinare applausi dalla claque dei commentatori. Se qualcuno mi definirà nei commenti "il miglior amico che non ho mai avuto" sprecando paragrafi in cui si vanta di quanto ha pianto per la nostalgia di qualche cazzo di giochino di cui sto parlando, allora dovrò fermarmi un attimo perché evidentemente in questo blog c'è qualcosa che non va. 

Lingua dei segni internazionale per "Bruschette negli occhi".

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...