lunedì 17 luglio 2017

Populous

Qual è il gioco più bello di sempre? Non quello di oggi, perché è del 1989, mentre il gioco più bello di sempre è del 1992. Allora è il seguito di quello di oggi, Populous 2? No, nemmeno quello, secondo me (è del 1991, comunque). Secondo una discutibile rivista di settore, però, lo era.

K 50, maggio 1993.
ben novecentottantacinque su mille di punteggio. Praticamente, la perfezione. Al tempo non c'era ovviamente Youtube, e l'unica volta che vedemmo videogiochi in movimento in tv fu in occasione di uno specialone di "Big!" con il coloured Carlo Conti, in cui alcuni redattori di un'altra discutibile rivista di settore presentarono, senza dirne mai i nomi, Ultima Underworld (in questo gioco si devono esplorare dei mondi sotterranei), Comanche Maximum Overkill (questo è un simulatore di elicotteri con la grafica dettagliatissima, quasi realtà virtuale), e X-Wing (questo è quello di guerre stellari).

Lo schizzo sullo sfondo era la conseguenza dell'onanismo videoludico nel vedere certe cose.
Tutto questo per dire che, per quanto riguarda Populous 2, sapevamo che era il più bel gioco della storia (fino ad allora, almeno) ma non sapevamo neanche come si giocasse. Avevamo visto qualche screenshot sulle riviste, avevamo letto le reazioni entusiastiche, e sapevamo che quello era il gioco da avere. Ci fidavamo, capito? Quella gente poteva dirci che tagliandoci le palle avremmo avuto più successo con le donne, e noi avremmo almeno preso in considerazione l'idea di farlo. Fortunatamente, non lo dissero. Ma quando mio compagno di classe ci comunicò di aver recuperato Populous 2 per vie traverse, ci inginocchiammo tutti per chiedergli se ce lo passava. 

Per una ragione o per l'altra i dischetti che ci passava avevano sempre dei problemi, e inevitabilmente compariva il drammatico messaggio "Dati non corretti durante lettura unità A. Annulla/Riprova/Tralascia?". Per questo, non vidi né giocai a Populous 2 fino a diversi anni più tardi.

Fortunatamente, in quel periodo o poco più tardi, in edicola uscì Populous 1, parte della collana "Big Games" della Jackson Libri. Non aveva 985 del seguito, ma 963, comunque non male. E quando tornai dall'edicola con una scatola in più e 19.000 lire in meno, imparai la lezione che era sempre meglio non fare troppo affidamento sugli altri. Sigla!


Nessuna introduzione, subito schermata del titolo. La Bullfrog Productions, almeno fino a Theme Hospital, è sempre stata ritenuta sinonimo di alta qualità, di giochi ben progettati e innovativi. Personalmente la trovo un po' un'esagerazione, ma oh. La storia è quasi inesistente. Il giocatore impersona una divinità e si scontra con un'altra divinità utilizzando i propri proseliti come pedine. Il che è una cosa assai inquietante se si pensa ai danni causati dal fanatismo religioso. Al momento dell'uscita del gioco, lo schifoso Daily Mail tentò di montare uno scandalo dicendo che Populous avrebbe sicuramente ricevuto una fatwa (erano i tempi dell'uscita de I versetti satanici). Non successe niente.

Ma non pensiamo troppo alla premessa, visto che il gioco è nato quasi per caso, e lo scenario gli è stato cucito addosso soltanto in seguito. Cominciamo? Cominciamo.


I tutorial sono per femminucce, quindi andiamo subito con la modalità Conquista. Divinità, inserisci qui il Tuo nome, mi chiede il gioco, e noi che non crediamo al caso, ma alla volontà di Dio, inseriamo l'unico nome possibile.


Il primo mondo da conquistare è chiamato, in maniera molto originale, Genesis. La divinità avversaria è molto lenta, stupida, e ha pochi poteri. Genesis è un mondo di praterie in cui l'acqua è fatale e le paludi sono senza fondo.


E finalmente si comincia a giocare. In centro, abbiamo una visione ravvicinata del mondo, in prospettiva isometrica, che mi piace proprio tanto. Due omini se la spassano in riva al mare, e uno di essi tiene in mano una croce copta. In alto, su un libro, abbiamo una mappa del mondo, e sulla destra abbiamo uno strano congegno in bronzo con un ago che indica varie icone. In basso a sinistra, vediamo vari pulsanti.


Ecco dunque l'azione che ci troveremo a fare più spesso. Con il tasto sinistro del mouse si alza il terreno, con il tasto destro si abbassa. Lo scopo è quello di creare più pianure possibili, perché in pianura i nostri proseliti creano case più grandi, e case più grandi li invogliano a fare più figli.

In effetti, immaginare di fare figli nel monolocale in cui vivevo qualche anno fa mi fa accapponare la pelle. E si sa, lo stress è l'anticoncezionale più forte.
Ma è anche vero che questo modello di comportamenti decade: penso a mia moglie, che viene dalle Alpi, e che ha 11 zii, mentre io, che sono uomo di pianura, ne ho solo due. La situazione  è un po' più complessa, credo.


Da buon democristiano, il Divo Giulio ci tiene che i fedeli crescano. D'altra parte, Dio non vota, ma il prete sì, e i fedeli anche, quindi, trasformiamo la casetta a graticcio prima in un nuraghe, poi in una torretta, poi in un bel castello. La croce copta che vedete di fianco all'edificio è il simbolo che lì dentro vive il capo del culto Andreottiano. Se dovesse morire, nel terreno sorgerà un monolite a forma di croce copta (chiamato il "magnete papale"), e il primo proselito che toccherà il magnete papale diventerà il nuovo segretario della DC.


Quando un edificio è pieno, un fedele se ne va e costruisce una nuova abitazione.  Spetta a noi spianare il terreno per farla crescere. "Gli alberi, per crescere, hanno bisogno del concime". Dice Giulio, e subito i sommi sacerdoti Evangelisti, Sbardella e Cirino Pomicino trascrivono il suo verbo sui testi sacri, facendo un sacco di errori di ortografia.


Continuiamo a spianare il terreno. È possibile farlo solo se si è vicini ai propri insediamenti. A quanto pare, Populous è nato da un esperimento di Peter Molyneux sulla grafica isometrica. Aveva creato un editor di mappe e si era reso conto che lo spianare i terreni lo prendeva così tanto che ha costruito il gioco a partire da questo. L'idea di impersonare un dio venne dal redattore di una rivista di videogiochi che era in visita agli uffici della Bullfrog. Come a dire che non sempre un progetto di successo nasce da una pianificazione studiata.


Ovviamente, la dinamica dello spianamento delle terre, da sola, alla lunga sarebbe noiosa (a meno che non soffriate di sindrome di Asperger). Per questo ci sono pure i nemici. "Non esistono angeli e diavoli, solo medi peccatori" dice Andreotti lanciando un terremoto addosso agli extraparlamentari.


Nel frattempo, a casa nostra, abbiamo un problema di demografia. La gente non figlia. Forse in TV hanno visto le immagini del terremoto e dicono "che senso ha fare figli in questo mondo ostile?" Ha sempre senso, ragazzi. Smettetela di vivere nel ricordo dell'infanzia e date a qualcuno un'infanzia felice da ricordare con nostalgia.


Qui però la DC non cresce, e quindi scavo una buca di fronte a un decadente e molle castello trasformandolo in un nuraghe sardo, da cui esce il Sommo Sacerdote Cossiga che subito ne costruisce un altro per poi proseguire la sua opera di colonizzazione.


Gioiamo! La DC torna a crescere di rango, grazie all'opera di colonizzazione del nostro capo. Di lui, Giulio dirà "aveva spiccatissimo il senso della famiglia. Era infatti bigamo ed oltre".


Mentre Cossiga continua a costruire nuraghi, noi gli spianiamo la via. In alto a destra, l'appropriatissimo scudo crociato ci permette di tenere d'occhio uno degli omini da noi selezionato (non necessariamente il capo).


Mentre la colonizzazione prosegue, innalzo il terreno per unirci all'altro continente. La navigazione in questo gioco non esiste, e se esistesse, il ministro della Marina Mercantile sarebbe Evangelisti, quindi meglio così.


Uno dei poteri a disposizione del Divo è la creazione di un cavaliere. L'attuare detentore del magnete papale si dimette da primo sacerdote, indossa l'armatura e scende in campo a seminare rovina e distruzione.

Il Divo Giulio e l'anonimo cavaliere durante la cerimonia d'investitura



Intanto, il posto da primo sacerdote è rimasto vacante, e subito qualcuno corre ad accaparrarsi l'ambito magnete papale. Appena investito dell'ambito titolo, fa a botte con il primo sacerdote del nemico, e ha la peggio. Sic transit gloria mundi.

Le due barre ai lati dello scudo indicano che i seguaci del Divo Giulio sono in minoranza. Dobbiamo fare subito qualcosa.


Andiamo nel cuore del territorio nemico e creiamo delle paludi. I castelli vengono retrocessi a semplici casette, e appena qualcuno ci mette piede, sprofonda. Tra gli extraparlamentari, un chierichetto rimpiange i tempi d'oro in cui c'era un'altra divinità che le paludi le bonificava in orario. Iniziano le scissioni.


Il nostro cavaliere, intanto, mette a ferro e fuoco numerose case nemiche, fino a quando, con una botta di culo vergognosa, un avversario dalla toga tinta di rosso lo fa fuori. Mentre esala l'ultimo respiro, il cavaliere canta malinconico "Torna a Surriento". Il Divo Giulio fa 2+2 e...


... lancia il potere del vulcano, che crea una montagna altissima e piena di spuntoni rocciosi dove un tempo c'era un fiorente villaggio. Notate che il livello di potere a disposizione, indicato dalla posizione della lancia sull'attrezzo in bronzo, si è abbassato un casino. Ma non preoccupatevi, le preghiere dei fedeli ricaricheranno l'energia del Divo Giulio, che per dare il buon esempio, va in chiesa tutte le mattine alle 4.


E come potete vedere, ora non solo l'energia si è ricaricata, ma la DC è di nuovo in maggioranza...


...il lato andreottiano del continente è pieno di castelli...


E abbiamo energia a sufficienza per iniziare la battaglia finale, l'Armageddon. I due magneti papali vengono spostati al centro del mondo, tutti gli edifici collassano, e i fedeli dei due culti si menano finché una delle due fazioni non è completamente distrutta.


Mentre la battaglia volge a nostro favore, Andreotti commenta sulla divinità nemica "in termini romaneschi, direi, se l'andava cercando."


Fine primo livello! L'Armageddon ci ha penalizzati per il fatto che non abbiamo più edifici, ma quello che più conta, secondo il primo comandamento dell'Andreottismo, è tirare a campare.


Intanto, in un campo di asteroidi, un losco figuro dalle orecchie a punta si congratula con noi, chiamandoci "Mortale". Ma non eravamo una divinità? Vabbè, come già ho detto, la premessa è molto debole. Abbiamo conquistato Genesis, passiamo al mondo successivo, "Timuslug". I nomi dei mondi sono anche le password per quel livello.


Timuslug è il terzo livello. Ebbene sì, in base ai punti fatti in un livello, si può avanzare, a vittoria ottenuta, di uno o più schemi. In totale i livelli sono quasi mille, quindi meglio così.


Timuslug è  molto simile a Genesis, come aspetto. Come conformazione, beh, non c'è molto da dire, è roba generata proceduralmente. Ricominciamo con lo spianare il terreno, ma stavolta costruiamo altipiani. Perché? Lo vedremo.


Gli spuntoni di roccia costituiscono un ostacolo. Il Divo Giulio potrebbe eliminarli facendoli sprofondare in mare, ma Giulio è contrario a soluzioni radicali: Essendo noi uomini medi, le vie di mezzo sono, per noi, le più congeniali.


La spianatura procede pigramente, a volte scappa il dito e si alza o si abbassa più del dovuto. "Si possono compiere errori, ma non peccati", predica il Divo nel suo sermone. Dal canto mio, trovo  questo esercizio di spianatura rilassante e appagante dal punto di vista dell'eterno bisogno di simmetria e regolarità tipico di chi è cresciuto amando il bello della Sezione Aurea.


Intanto, così per movimentare un po' la giornata, riempiamo di paludi il territorio avversario, che cerca di bonificare scavando un buco, ma a quanto pare ha così poca energia che non riesce a modificare ulteriormente il terreno.


Questo non è un problema per il Divo Giulio, che continua a edificare, trasformando uno strapiombo in altipiano. A un certo punto tra la folla extraparlamentare inizia ad aggirarsi un sedicente profeta, che dice di aver visto Andreotti in sogno. "Convertitevi! Dopo di me, il diluvio!" urla tra la gente, e nessuno lo prende sul serio.


Ma invece era serio, perché il Divo Giulio, dicendo "La cattiveria dei buoni è pericolosissima", sfoga la sua ira mandando un diluvio. tutto il mondo si abbassa di un livello. I nemici, che vivevano in pianura, sono finiti in fondo al mare. I nostri, che erano su un altipiano, ora vivono al livello del mare. Chi ha comprato gli appartamenti "Mare domani" di Rete Europa Immobiliare esulta.


Con i nemici ridotti allo stremo, il Divo Giulio invoca l'Armageddon...


...e in poco tempo i nemici sono annichiliti.


Stavolta che abbiamo fatto molti più punti, ci aspettiamo di avanzare di numerose  posizioni.


Sì grazie Nosferatu abbiamo capito. Il prossimo mondo è Eoaozord, che è il cugino brasiliano del robottone dei Power Rangers. Qualcuno ha mai capito se era vero che il power ranger rosso è diventato un attore porno?


Da 3 siamo passati a 8. Gran bel lavoro. Cambia anche l'ambientazione: dalle praterie passiamo al deserto.


Una rapida carrellata sul panorama e improvvisamente mi prende il tavò: Andreotti è una divinità non intrusiva, ed è importante che non si faccia confusione abituale tra quel che è di Cesare e quel che è di Dio. Prossimo gioco!

È merda? No, non lo è. Non è nella top 10 dei giochi più belli di sempre come dice l'articolo all'inizio, ma è un bel giochino in cui non si pensa troppo. È stato bollato come gioco di strategia arcade: sono d'accordo sulla parte di azione, meno sulla parte di strategia. Di strategico, come avete potuto vedere, c'è ben poco, specie visto che per la maggior parte del tempo si appiana il terreno, come uno di quei giardinetti zen in cui si rastrella la sabbia.
Ci rigiocheresti? Come antistress, direi di sì.

lunedì 10 luglio 2017

Jordan Vs. Bird - 1 on 1

Vi giuro che ci ho provato. Mi ci sono messo d'impegno. Ho provato a leggere American Superbasket, a guardare la NBA commentata da Dan Peterson, a studiare le regole del gioco, a leggermi la storia da Naismith a oggi, ma niente. Per un periodo avevo pure avuto magliette e felpe con i loghi dell'NBA, e a tutt'oggi sono preso per il culo da mia sorella perché, come tutti i preadolescenti al Vecchio Paese, le mie preferenze erano per i Chicago Bulls di Michael Jordan.

Che ci crediate o no avevo pure la canottiera di Jordan con il numero 45, acquistata in una specie di buco polveroso adibito a negozio di articoli sportivi (e anche cartoleria), che era di proprietà del fratello di Cesare Ragazzi.

Salve! Sono Cesare Ragazzi e al Vecchio Paese mio fratello ha l'esclusiva sul merchandising dell'NBA!
Tutto questo per dire che cosa? Che al gioco della pallacesta non sono mai riuscito ad appassionarmi. Ci ho provato, per essere accettato dal branco. Perché di lì a poco sarei entrato nella preadolescenza, avrei iniziato a puzzare, e avrei iniziato a vedere le ragazze non più come oggetto di scherno. Ma alla fine, oh: la pigrizia era tanta. Che uno giocasse a basket o no, l'opinione delle ragazze su di lui cambiava poco e dipendeva da meccanismi che nessun uomo è mai riuscito e mai riuscirà a capire. Si aggiunga anche che, come avete letto nell'introduzione a questo  blog, da ragazzino ero un impedito nonché quello che secondo alcuni poteva essere definito uno sfigato: il basket proprio non riuscivo a farmelo piacere.

Che vi devo dire, mi mancava una buona motivazione.

Salve! Sono Cesare Ragazzi, e questa sì che è una motivazione!
I tentativi per farmi piacere lo sport, ovviamente, passavano dai videogiochi, e prima di arrivare a NBA Jam e a Run&Gun nel bar fuori dal mio liceo, c'era il gioco di oggi. Sigla!


Michael Jordan (pausa) Larry Bird (pausa)... uno contro uno! Prima che la Electronic Arts lanciasse la linea EA Sports (tzinneggheim), lo sport era comunque un ottimo pretesto per guadagnarsi una bella fetta di mercato, puntando su licenze e nomi altisonanti. Non a caso la stessa EA nasce perché il suo fondatore, Trip Hawkins, era appassionato di simulazioni di football americano (con una simulazione computerizzata, nel 1974, aveva previsto il risultato del Superbowl) e voleva creare una cosa simile per il pubblico. Quella cosa prese il nome di John Madden, commentatore della NFL, e ancora oggi, se si pensa ai videogiochi sul football, si pensa a Madden e alla EA. Insomma, ci avevano visto lungo. Jordan Vs. Bird non è un gioco originale, ma è il seguito di un gioco del 1983, chiamato anche lui One on One. La differenza era che al posto di Jordan c'era Julius "Dr. J" Erving.


Il menu principale! In modalità testo. Non chiedetemi perché ma nel suo essere così scarno lo trovo molto caldo e accogliente. Bella anche l'idea di mettere le statistiche dei due protagonisti. Avrei messo anche qualcosa di motivante sul fatto che Bird è nato in povertà e ha usato lo sport per riprendersi da una situazione familiare difficile. Vabbè basta così, iniziamo con la partita uno contro uno.


La partita è divisa in quattro quarti a lunghezza variabile, io imposto due minuti per quarto. In questo match gioco come Bird, e Jordan lo tiene il computer. È il 1988 e Jordan ha ancora i capelli, ma ho già superato il limite massimo di foto di Cesare Ragazzi su un blog quindi non farò altre battute. Il limite massimo era 0.


Vi chiederete: perché mai gioco come Bird ? È presto detto, perché Bird è più bravo coi tiri da tre, Jordan se la cava meglio con le schiacciate. Quindi appena ho palla cerco di tirare da fuori, come in questo caso, in cui sbaglio.


Riprovandoci, stavolta la piazzo dentro. La claque che ha seguito Larry fin da Boston esulta. Ho sempre trovato ipnotici i due giocatori di football che si prendono a testate.


Ovviamente Jordan, che a differenza di Bird viene da una famiglia borghese, ha un ego troppo grande per essere in svantaggio, e quindi con quelle frasi a effetto che piacevano tanto a noi giovani onanisti nei tardi anni 90 (NOT IN MAI AUS, chi se la ricorda?) schiaccia con attorcigliamento carpiato scappellando a destra mentre Bird gli salta di fianco come se stesse murando a pallavolo. I tifosi di Air Mike, sulla destra dei teleschermi, esultano.


Tocca di nuovo a me. La mia tattica è quella di tentare il tiro da tre (anzi, come si diceva ai miei tempi, "LA BOMBA") ogni volta che posso. Semplice. La palla va dentro senza toccare il ferro e qualche telecronista dilettante eiacula dicendo "OLL NET END NOZING ELS" con voce impostatissima.


La mia conoscenza delle regole del basket è labile, e dopo essermi fermato tentando di tirare, provo a spostarmi e mi fischiano un'infrazione di passi.


Ed ecco un bug grande come una casa. Tiro, sbaglio, Jordan va al rimbalzo, ma per le regole dell'uno contro uno deve uscire dall'area del tiro da tre prima di tirare di nuovo. Io mi pongo davanti a lui bloccandolo, e quel cretino anziché aggirarmi o dribblarmi, corre sul posto finché non scade il tempo.


Fine primo quarto! Ci sono le statistiche. Larry Bird ha i baffi? In effetti, pare che una delle cose più ardue del basket sia capire se Bird ha i baffi o meno. Tipo che devi guardarlo in faccia per diversi minuti incrociando gli occhi, un po' come gli stereogrammi "Magic Eye", prima che compaia il baffo.


Altra nota fastidiosa, sotto canestro si perde di vista la profondità. Con quale criterio la palla rimbalzata è finita in mano a Bird anziché a Jordan? Non ci è dato saperlo, ma per non saper né leggere né scrivere, correggo il tiro precedente sbagliato.


Jordan, intanto, sa fare quello che fa meglio, schiacciare. Non sono mai riuscito a fargli una stoppata, anzi, come si diceva ai miei tempi al Vecchio Paese, a "TIRARGLI UN'ORBA". Lui schiaccia "IN IO FEISSSS", Guido Bagatta la fa nei pantaloni e i chicaghesi tra il pubblico esultano.


Con il trucco del balletto sotto canestro sono riuscito a perdere 24 secondi.

Diversi cesti più tardi.


Larry ha la mano calda! Un tiro da 3 dopo l'altro mi porto a +8 e siamo a metà partita.


Ecco, questa gif dimostra tutto ciò che c'è di sbagliato nel gioco. I personaggi si muovono di lato con lentezza, non si capisce dove casca la palla, e quando provo ad acchiapparla Bird salta a schiacciare senza palla in mano. Non ci siamo.


Fine terzo quarto, Jordan è in vantaggio di tre.

Due minuti dopo.


Ah, niente di particolare da segnalare nell'ultimo quarto. Jordan vince e i controlli poco maneggevoli mi lasciano un sapore amaro in bocca.

Ma attenzione! Non c'è solo il one-on-one nel gioco. Abbiamo anche la gara delle schiacciate. Proviamo subito. Da una parte ci sono io che tengo Jordan, e dall'altra parte c'è il computer, che tiene sempre Jordan. Jordan contro Jordan. Mi viene da chiedere se ci sia un portale dimensionale da qualche parte tipo "Essere John Malkovich" in cui ci si trasporta nella mente di Michael Jordan e lo si guida.


Comincia il computer. Cosa vuol dire "Kiss the Rim" ? Molti di voi con la mente sporca pensano già a qualche pratica sessuale non convenzionale, io che sostanzialmente sono un uomo noioso non ne ho idea. Jordan tenta una schiacciata e sbaglia clamorosamente. La giuria gli assegna i voti 3, 3, 3, 3, 2. Un totale di 14. Schifo! Schifo! Ora tocca a me.


Ah ecco, "Kiss the rim" è uno stile di schiacciata incluso tra quelli che si può scegliere di eseguire. Proviamo pure noi a "baciare l'orlo".


La corretta esecuzione della schiacciata dipende da vari fattori. Il punto di partenza, il tempismo nella pressione e nel rilascio del tasto di tiro, e tante cose che non ho mai capito a fondo. Gironzolo per il campo in cerca di un buon punto di partenza...


...e quando mi sento convinto, via che andiamo. Oh, almeno stavolta è cesto. 6, 7, 6, 7, 6. Totale: 32. Primo round mio!


Sì gioco ho capito, sono in avanti io. Queste sono le finali perché sto giocando io contro il computer. Si può giocare fino a 4 persone, in tal caso avremmo le semifinali. Osservazione molto acuta, lo so.


Tocca al computer, con "Statue of liberty". Porca miseria! L'ha fatta bene, quasi perfetta. 9, 10, 10, 10, 10. Glom.


Io scelgo lo stile "Toss Slam" che non è la schiacciata che poi ti serve la Neoborocillina (ridete!). Semplicemente lancio la palla in aria, la riprendo, e la schiaffo dentro. Più o meno come fare l'alley-oop da solo. Marò quanto si spugnettavano i miei coetanei al Vecchio Paese per l'alley-oop. Che fastidio.


Terzo (e ultimo) round. Parte il computer con la schiacciata a mulino a vento ma tra le grasse risate del pubblico, il Jordan teleguidato dal pc non solo sbaglia, ma si scapuzza per terra come un salame. "Sceeeee-mo! Sceeeee-mo!" canta il pubblico. Jordan si deprime e prende in considerazione l'ipotesi di mettersi a giocare a baseball.


Tocca di nuovo a me, con la schiacciata "Twister", che è una versione avanzata del precedentemente visto carpiato laterale con scappellamento a destra. Mi viene pure bene: 9,8,8,6,9. Lo stronzo che mi ha dato solo 6 lo aspetto fuori.


Ho vinto io! Sono il Sultano dello Slam, ma non chiedetemi cosa voglia dire. L'allitterazione è sempre presente nei commentatori NBA. C'era persino un telecronista della ESPN che come esclamazione per una schiacciata particolarmente spettacolare, diceva "Gianluca Pagliuca!". E diciamocelo, il Gatto di Casalecchio è sicuramente meglio del classico e inflazionato "boom shaka laka".


Tiè, ho vinto. Infiliamoci nell'altro condotto dimensionale che ci porta nella testa di Larry Bird...


...e buttiamoci nella 3-point contest! La gara dei tiri da 3. Di tutte le sezioni, questa è quella più tirata via. Anche solo per il fatto che il numero di palle nelle panche non diminuisce ogni volta che ne tiriamo una.


Sì, è vero che il numero di palle a disposizione è scritto nei display sotto la giuria, però bah. A volte sembra anche che i palloni siano incollati alle mani di Larry, e per quanto abbia provato a perfezionare il tocco del tasto di tiro, fatico a capire cosa decida la bontà di un tiro. Esattamente come capitava nella gara delle schiacciate. Esattamente come capitava nell'uno contro uno.


Mi chiedo anche se non ci sia una componente totalmente casuale nel tiro da tre.


Finito il tempo a disposizione, mi restava ancora una panca e mezza da completare. Nel frattempo però mi sono bello che fracassato i maroni. Prossimo gioco!

È merda? Sì. La grafica è carina e pulita, ma i controlli, ragazzi miei. Il videogioco deve darti l'impressione di essere lì sul campo a sudare e a sgomitare, ma senza la fatica e la puzza. Se il controllo in partita è simile a quello che si ha in certi sogni in cui si litiga con qualcuno ma quando si cerca di menarlo i pugni non lo raggiungono, allora a cosa serve tutto ciò?
Ci rigiocheresti? Se non avessi assolutamente null'altro da fare, e se la cosa non consumasse tempo, immagino che una gara delle schiacciate la farei anche.