lunedì 27 febbraio 2017

Prince of Persia

Giusto per non fare l'hipster alternativo che gioca soltanto a giochi che non si è mai cagato nessuno, ecco qui uno di quei giochi che hanno avuto un impatto nella cultura popolare così forte da non necessitare alcuna presentazione. Ma siccome in fondo fare l'hipster alternativo un pochino mi piace, andrò controcorrente e farò una presentazione.  Sigla!


L'anno è il 1990, le tensioni culturali col mondo arabo non sono ancora accentuate a dispetto della guerra contro Saddam Hussein che sta iniziando, ma anche se lo fossero chissenefrega: L'autore del gioco, Jordan Mechner, lo ha sviluppato per qualche anno quindi non è che cambia tutto perché è scoppiata la Prima Guerra del Golfo. 

Di fatto, in quegli anni quando si pensa al mondo arabo, si pensa al fascino de Le Mille e Una Notte, agli archi a sesto acuto, alle piastrelle di ceramica dipinte con complicatissimi arabeschi. 

Sì, la Persia ora si chiama Iran e nel 79 c'è stata la rivoluzione che ha cacciato lo Scià e lo ha sostituito con una teocrazia fondata sulla Sha'ria. Ma l'idea che nel 90 ci ispirava la Persia e tutto il mondo arabo era più quella dello sceicco bianco interpretato dall'Albertone che dei cafonissimi petromiliardari o dei giovani che vivono in fatiscenti periferie facendosi manipolare da qualche fanatico, convincendosi che l'unico modo per essere qualcuno è farsi ammazzare portando con sé più gente possibile.  

Chiaramente la situazione reale è molto più complessa, e non possiamo semplificare intere popolazioni riducendola a stereotipi (non dimentichiamoci che in Iran non si parla arabo, anche se l'alfabeto è simile, e non stiamo manco a menzionare le beghe tra musulmani sunniti e sciiti). Non vogliamo nemmeno, in questa sede, addentrarci in un'analisi delle problematiche che affliggono le tensioni tra culture. 

Non è facile scrivere questa recensione visto l'argomento. Però, a chi avesse voglia di indignarsi per quello che scrivo, vorrei ricordare che questo è un blog sull'immaginario collettivo, su quello che pensavamo da bambini degli anni 80/90, e che forse dovremmo scherzare tutti un po' di più. A tal proposito, concludo questa introduzione con una gif di Andy Luotto che fa lo sceicco, imitazione che gli costò minacce di morte da parte di gente che dovrebbe imparare a prendersi meno sul serio.

Assorr't! Hammamm't!

Detto questo passiamo al gioco. Prima del sucessione de "Le Sabbie del Tempo", da cui è stato tratto un film, ci fu il punto di partenza di tutta la serie, creato da tal Jordan Mechner, il quale si dilettava con il rotoscoping. Che cos'è il rotoscoping? È la tecnica del filmare la gente e disegnarci sopra fotogrammi di cartoni animati in modo da avere il movimento più fluido e naturale possibile. Lo fece Ralph Bakshi con la versione a cartoni de "Il Signore degli Anelli" e il risultato faceva comunque abbastanza cagare. Con il numero di fotogrammi al secondo adatto, si può ottenere qualcosa di buono. 

Il rotoscoping fu usato da Jordan Mechner anche nel suo primo gioco, Karateka, che è praticamente Prince of Persia ambientato in Giappone. O meglio, si può dire che Prince of Persia sia Karateka ambientato nell'antico Iran. La fantasia al potere, insomma.


La trama! Tenete conto che Aladdin, il film della Disney, è uscito due anni dopo. Sia qui che là c'è il sultano buono con la figlia gnocca, e il gran visir che si chiama Jaffar e che la concupisce. Ora mi chiedo se sia necessario chiamarsi Jaffar per entrare nell'albo dei Gran Visir. A me ad esempio è capitato che per tre volte di seguito mi capitasse un autista di Uber con lo stesso nome. 

Dopo la prefazione testuale, il gioco ci mostra la scena in cui Jaffar ci prova con la bella figlia del sultano. A differenza di Aladdin, sia la principessa che Jaffar hanno l'aspetto nordeuropeo. 

Fortunatamente è il 1990 e il www ancora non esiste, quindi gente con troppo tempo a disposizione non si riversa sui social network a boicottare Jordan Mechner per il suo "whitewashing". 


La barbetta a punta del visir, invece, fa pensare che l'ufficio selezione personale del sultano sia costituito da idioti. Insomma stai cercando un visir, arriva uno che si chiama Jaffar, ha la barba luciferina e tu lo assumi? Ma allora te lo meriti tutto il colpo di stato.

Il succo della sequenza introduttiva è che la principessa è lì che pensa al suo amore lontano, il gran visir arriva e inizia ad allungare le zampacce. La principessa si ritrae perché è risaputo nei corridoi del palazzo che Jaffar non si lava mai le mani dopo aver pisciato.

Quindi il visir prova con una classica tattica di abbordaggio dei maghrebini con le italiane, "ti faccio vedere come si scrive ti amo in arabo".
E sbaglia tutto, perché la principessa gli risponde "ah coglionazzo, a parte che so benissimo leggere e scrivere perché sono una principessa e non una contadina ignorante, ma ho pure fatto il corso di calligrafia mica come te che in mano sai tenere solo il tuo micropene e quello smartphone di merda e sì e no sei in grado di fare la O col bicchiere".
Quindi  Jaffar si inalbera (ha capito solo "micropene" e tanto gli basta per sentirsi punto sul vivo) e fa comparire una clessidrona enorme, tipo quelle che ci sono dentro le saune.

(La storia della tattica di abbordaggio mi fu raccontata da un marocchino di Casablanca, il quale esprimeva enorme perplessità per il modo di fare di certi suoi compatrioti più "provinciali", che sono cresciuti in regioni in cui i matrimoni si combinano. Per questo non hanno mai imparato a corteggiare una donna come si deve, e quindi ci provano con 'ste uscite molto goffe.)


Nella versione SEGA Mega CD (ohohoh) del gioco, invece, Jaffar è una specie di puffo malvagio con le orecchie a punta e gli occhi rossi. Tutto questo per dire che ignorare Lombroso può essere una cosa estremamente pericolosa quando si fa selezione del personale dirigenziale. Ma sto divagando.


La clessidra è tarata su un'ora. Alla fine dell'ora o sposa Jaffar o muore. Jaffar sarà pure stato bravo a scalare la gerarchia e a farsi promuovere a quadro nell'organigramma del Sultanato, ma non è proprio capace di prendersi un due di picche da uomo.

Tutte le speranze della principessa ora sono in mano al coraggioso giovane che lei ama. Lui però è un coglione e si è fatto subito buttare nelle segrete.


La versione Mega CD ohohoh ci mostra quello che ho appena descritto. Il protagonista ha il turbante e un gilet verde. Lo stile "manga" mi fa schifo e sono estremamente offeso per come una donna persiana sia stata resa come un mostro dagli occhi enormi e i capelli blu.


Ma torniamo alla versione che ci interessa, la IBM PC-Compatibile. Il giovinotto viene cacciato nelle segrete e tocca a noi portarlo fuori dalla cella, fargli risalire tutto il palazzo, ammazzare il visir e salvare la sua amata. Si spera anche che non dovremo spiegargli cosa fare una volta che è rimasto solo con  lei. Comunque il gioco inizia qui, Mancano 60 minuti alla fine e noi siamo bloccati in questa cella. Come ne usciremo?


Grazie alla provvidenziale piastrella che non tiene bene, cadiamo in una botola. Le tre frecce in basso a sinistra sono i punti vita, e ne abbiamo appena perso uno. Continuiamo ad esplorare! Magari troveremo degli amici!


Eccone uno! Ciao, straniero! Vuoi essere mio amico? AHIA CAZZO lo sapevo, il mondo è pieno di persone false che ti salutano sul pianerottolo ma non danno il like al tuo buongiornissimo su facebook, ma io ora faccio pulizia contatti!

Intanto, in un universo parallelo...


La versione Super Nintendo è pregna del marroncino spento che tanto piace agli autori di videogiochi moderni. Ha anche livelli molto più lunghi e un limite di tempo di due ore. Suppongo che la gravità in quell'universo sia minore e la sabbia scenda più lentamente.

Ma torniamo al nostro universo.

Apparentemente, quando si muore, si resuscita come se nulla fosse. Il tempo però avanza. Dunque il nostro protagonista è un immortale o c'è una maledizione su di lui che lo costringe a resuscitare e riprovare a salvare la propria amata finché non ci si riesce? Non ho letto il manuale ma dubito che cerchino di spiegarlo. Meglio così, l'alternativa era qualche baggianata tipo che il nostro protagonista è il PRESCELTO o qualche altra cazzata profetica del genere. Ora che ci penso, mi viene in mente la situazione in cui si trova Tom Cruise in "Edge of Tomorrow", magari il nostro baldo giovane in tutina bianca si è inzuppato nel sangue di qualche alieno. Boh. La cosa non ci tocca, comunque. Riproviamo e andiamo a cercare una spada.


I movimenti sono molto fluidi, si vede che il rotoscoping è stato usato bene. La tutina intera bianca e smanicata, però, è un pugno in un occhio. Tenendo premuto shift ci si può aggrappare a un bordo. La cosa bella di 'sto gioco è che il protagonista risponde rapidamente ed esattamente ai comandi. Rispetto a certe schifezze di platform di quel periodo siamo su un altro pianeta. Un pianeta la cui superficie non è ricoperta interamente da ghiaccio scivolosissimo.

Qualche schermata più tardi.


 Ecco la spada! E mò la prendo! Ta-dan! AAAAH! Ma dove se la è infilata? Immagino che avere due set di animazioni, con spada e senza, pesasse troppo sullo spazio disco occupato dal gioco. Si capisce che sono vecchio e non vedo più la magia di questi giochi perché faccio considerazioni dal punto di vista del programmatore. 


Non importa, ora possiamo fare fuori la guardia. Basta agitare il ferro e prima o poi qualcosa si taglierà. E infatti così accade. La spada si agita sempre premendo shift. Il che è un problema perché se si è sotto windows compare la schermata dell'accesso facilitato che ci sputtana tutto quanto. Ma non è il nostro caso.

La guardia giace riversa e noi possiamo proseguire.


Stona molto la porta arabescata in mezzo a una cantina, ma è possibile che i lavori siano ancora in corso. Capisco come ci si sente, Jaffar, io ho comprato casa a luglio e sono ancora qui che sto montando roba dell'Ikea.


Intermezzo! Nella sua camera con futon ad acqua, la principessa guarda rincoglionita i granelli di sabbia che scendono.

Intanto, in un altro universo parallelo.


Nella versione Sega Mega Drive (senza CD e senza ohohoh) al posto della clessidra c'è una candela, e la nostra principessa ha un aspetto molto più correttamente mediorientale. Ha anche la faccia un po' storta. La barba con gli sbuffi a ricciolo di Jaffar, invece, ispirerà generazioni successive di attori porno fino ad essere resa mainstream dal primo episodio di Hunger Games.

Nel frattempo, nell'universo IBM PC-Compatibile...

Questo è il 1990 e il www non esiste, ma se così non fosse, alla vista dell'intermezzo, sui social partirebbero le minacce di morte a Jordan Mechner perché ha usato per la protagonista femminile lo stereotipo della "damsel in distress", la fanciulla debole e indifesa che vive in funzione del suo principe che si farà un mazzo tanto per salvarla ed avere in cambio le sue grazie.


Proviamo a guardare la situazione con un punto di vista più oggettivo: qui abbiamo di una ragazza di alto lignaggio che vive nel medioevo iraniano: va bene che è una versione favoleggiante ispirata ai film di Errol Flynn, ma chiediamoci un po' che cosa potrebbe fare di concreto.
Prendere una spada e far fuori il buzzurro visir che però è in grado di fare magie? La logica suggerisce di no. Perché?

Prima di tutto maneggiare una spada è difficile se non si ha l'addestramento giusto. Le principesse in genere non le addestri per far fuori in azione solitaria un intero reggimento. Tanto per fare un paragone con il mondo moderno, possiamo supporre che Kate Middleton abbia fatto un corso di autodifesa di base, ma dubito che si sia addestrata con i S.A.S. per le operazioni di soccorso ostaggi.

Secondo, il palazzo brulica di bifolchi armati che hanno giurato fedeltà al visir, non vedono una donna dai tempi dell'Ègira e di certo non hanno il senso cavalleresco di affrontare la pulzella uno alla volta. Anzi, sono fortemente tentati dall'idea di saltarle addosso tutti assieme per fermarne la fuga, possibilmente cercando pure, nel mentre, di abusare di lei.

Ora mettiamoci nei panni della principessa: ha senso fare l'eroina in questo caso? No, questo sarebbe essere incosciente.

Perché l'eroe che fa il gesto teatrale non serve a un cazzo. Enrico Toti non ha vinto la Grande Guerra da solo lanciando una stampella, l'ha vinta l'Esercito Italiano tra un'epidemia di tifo in trincea con le dita dei piedi che si staccano per i geloni e un'inalazione letale di gas mostarda.

Muzio Scevola non ha sconfitto gli Etruschi carbonizzandosi la mano, ma fu Valerio Publicola che uccise un nemico in più dell'esercito avversario. La differenza tra i due è che Muzio Scevola era da solo, come la nostra principessa, mentre Publicola aveva un esercito.

Obietterete che anche il protagonista è da solo. Vero, però ha una spada, è addestrato a combattere e ci ha questa particolarità di resuscitare ogni volta che viene infilzato da una spada, tritato da una tagliola, ridotto a puntaspilli da una trappola, spiaccicato per terra dopo un volo di 10 metri, schiacciato da una tegola di 200 chili e fatto fuori da tutte le possibili declinazioni del sadismo di Jordan Mechner. È un vantaggio non da poco, questo.

Quindi "damsel in distress" manco per niente, la principessa ha calcolato i rischi e i vantaggi facendo un opportuno diagramma SWOT sul muro e ha capito che l'unica cosa da fare è starsene buona per non peggiorare la situazione e non ostacolare l'operazione di salvataggio. Questo è risk management fatto come si deve. Vaffanculo, popolo dei social indignati a comando.

Fine della digressione.

Torniamo dunque al gioco.

Numerosissime schermate più tardi.
 

Camminando a tentoni con lo shift premuto si riesce a non farsi venire le stimmate sul perineo. Comunque sono andato avantissimo in questo livello e se scavo bene nei miei ricordi nebulosi dovrei essere quasi alla fine del livello, manca giusto l'interruttore per aprire la porta d'uscita, no?


... ah no, c'era un'altra guardia. Questo è meno scemo dei precedenti e mi infilza. Ricomincio daccapo il livello e all'improvviso capita la magia:

non ho più voglia di giocare. 

Pensare di dover rifare tutto uguale perché quasi alla fine mi sono fatto uccellare dal bifolco col pigiamino azzurro mi fa salire un tavò grande come il palazzo di Agrabah, e quindi chiudo tutto. Gods almeno ci aveva i checkpoint. Poi è vero che magari diventa troppo facile, ma se bisogna allungare il brodo meglio farlo con più livelli anziché con un meccanismo frustrante. Che cavolo, la nostra tutina bianca già resuscita, fatto trenta si poteva far trentuno e ricominciare non dico dalla schermata precedente, ma da un punto intermedio del livello. Vabbè sticazzi, prossimo gioco.

È merda?
No, non lo è. Una roba del 1990 così fluida e in cui, ripeto, il protagonista fa esattamente quello che gli si dice, non un passo in più, non un passo in meno, e soprattutto non scivola sul terreno, è sicuramente una cosa bellissima.
Soltanto, 'sto gioco non è così figo come me lo ricordavo. La frustrazione sale rapidamente, ma temo che questo sia dovuto al fatto che in questa epoca di gratificazione immediata non sopportiamo l'idea di rifare i livelli daccapo.
Ci rigiocheresti?
Quando verrà eliminato il cosiddetto "multitasking" (che multitasking non è, è semplicemente un alt-tab molto rapido) e torneremo a fare una cosa alla volta come ci siamo evoluti per fare, e quando il cervello si sarà riadattato a ritmi più decenti, allora sì. Nel frattempo EHI 5 NUOVE MAIL E CHE VOGLIONO ADESSO?

lunedì 20 febbraio 2017

Hillsfar


Come molti bambini dei tardi anni 80-primi anni 90, a un certo punto mi ero dato alle arti marziali. Al tempo il karate andava molto di moda a causa della serie cinematografica dei Karate Kid e del vile clone italiano "il ragazzo dal kimono d'oro", il che fa piuttosto pensare, dal momento che il kimono maschile prima di tutto non è indossato nelle arti marziali ma è semplicemente un abito tradizionale. Un po' come dire che nella seconda guerra mondiale la Wehrmacht andava in giro coi calzoncini in cuoio e il loden, conquistando spazio vitale a suon di yodel. 

Inoltre, il kimono da uomo è di colore scuro, e un uomo con indosso un kimono color oro sarebbe irriso dai giapponesi come, e permettetemi di citare Yukio Mishima, "nu femminiell'". 

Ovviamente questo con il gioco di oggi non c'entra nulla, ma era per dire che non avendo accesso a videogiochi tramite i dispendiosi canali classici, spesso mi aggrappavo a quel che si trovava. Il gestore della palestra in cui andavo era un grande appassionato di informatica e gli piaceva sperimentare collegando elettrostimolatori al pc e facendosi fare programmi su misura (rigorosamente per DOS) per misurare la risposta alla stimolazione. In un certo periodo lavorò pure con la Juventus. 

Tra le varie cose che gli capitavano tra le mani c'erano, appunto, pure videogiochi. Una volta che ero andato a fare judo, dopo aver passato la tessera di iscrizione alla palestra nel lettore di codici a barre (anche lì, una sua idea), mi disse tutto entusiasta "Ehi futuro ex videogiocatore, ho un gioco che ti piacerà un casino, è bellissimo, si chiama Hillsfar" e io che non l'avevo mai sentito (era uscito prima che iniziassi a comprare PC Action) gli chiedo "Dai, davvero? e di che si tratta? Cosa devi fare?" Lui con uno strano bagliore negli occhi mi disse "TUTTO" e in quel tutto c'era il concetto di gioco sandbox che tanto avrebbe fatto scalpore all'uscita dei vari Grand Theft Auto (che quando ha toccato il top della popolarità, io ero già un ex videogiocatore).

Sigla!

Prima che certi amighisti di mia conoscenza si mettano a ridere per la grafica "poraccia", sia messo agli atti che la versione per Amiga di questo gioco era praticamente uguale.

Ed ecco qui, nella gloriosa EGA, Hillsfar! Come mi pare di aver già scritto (forse) dei giochi di ruolo da tavolo me ne fregava meno di zero, così come ora. Cercando su wikipedia scopro le seguenti cose:
  • Hillsfar è una città stato governata da un mago estremamente xenofobo verso i non umani.
  • L'ordine è mantenuto da un corpo paramilitare molto violento chiamato "le piume rosse"
  • Il mago-re di Hillsfar, chiamato Maalthiir, ha reso la città un fortissimo polo di commercio, il che mi fa pensare che alla fine sia una specie di Singapore ma senza i trans minorenni. 




Opporcalamiseriaccialadra, la Westwood studios! Quelli di Command and Conquer, Dune 2, Legend of Kyrandia, Lands of Lore e la conversione su videogioco di Blade Runner! Con un curriculum del genere, sicuramente siamo in presenza di un gioco che non è merda, dico bene? Vedremo.





Ecco il menu principale, sotto forma di un campeggio per eroi. Un po' tipo quei villaggi vacanze per i single.


A quanto pare Hillsfar è un gioco di transizione, che si trova nella stessa serie di altri giochi ispirati a Dungeons and Dragons, Pool of Radiance e Curse of Azure Bonds (a cui non ho mai giocato) e immagina che gli eroi di questi due giochi stiano riposandosi fuori dalla città stato che da il titolo al gioco. Per questo si può importare un personaggio da questi due giochi. Lo faremo? Ovviamente no. Se ne crea uno da zero. 



Allora vediamo di creare il Personaggio:
  • Sarà un elfo, per via delle orecchie prominenti
  • Sarà vecchio, lui lo è da quando è nato 
  • Avrà una grande, machiavellica intelligenza
  • Sarà guerriero: è stato due volte ministro della difesa
  • Sarà anche mago, e infatti Lui è magico.
  • E infine, sarà ladro! PERCHÉ TUTTI I POLITICI SONO LADRI, DICO BENE RAGAZZI? NON CE LA FACCIO PIÙ! NON CE LA FAAAAACCCIO PIÙ! (da dirsi con vocina stridula e sfiatata come Beppe Grillo quando faceva le ospitate a Fantastico)
  Avete capito di chi si tratta?



Eccolo! è la vecchia razza democristiana che sopravvive. Anche nei mondi di fantasia.




Ecco la mappa della regione. Dall'accampamento è possibile recarsi soltanto a Hillsfar, che è lo snodo centrale della regione. Da lì, si potrà raggiungere altre zone sulla mappa. Non so se ho dei problemi di vista io, ma la schermata qui è piuttosto confusa. Ad esempio, ci ho messo una vita a capire che quella specie di cipolla arancione in alto a destra è l'accampamento, e quello sgorbio azzurro e marrone è un uomo a cavallo. 

Per il resto è da ammirare l'uso saggio dei 16 colori della EGA. Quando hai due tonalità di verde, fare un paesaggio silvano è una bella impresa. A prescindere dal gioco in sé, la Westwood i pixel li sapeva manipolare.





Ah! E questa cos'è? Una sequenza arcade? Ma siamo pazzi? Per arrivare a destinazione bisogna saltare gli ostacoli che ci si parano davanti. A volte ci sono anche frecce vaganti e uccelli pronti a prenderci a capocciate, ma è più l'eccezione che la regola. Notare comunque come venga resa bene la gobba del nostro cavaliere (con la c minuscola, mi raccomando). Bello anche l'effetto parallasse con lo sfondo fisso che mi fa pensare di star cavalcando su un tapis roulant con un chromakey sullo sfondo, stile Felice Caccamo. Uè!

Comunque vorrei ripetermi: con 16 colori non è affatto facile rendere una foresta. Facciamoglielo un bell'applauso di incoraggiamento ai westwood, magari tirano fuori un gioco che non è merda.

(la folla rumoreggia inquieta)



Prima di entrare in qualsiasi zona della mappa, il gioco ci chiede cortesemente se siamo sicuri di voler entrare. Se ho ben capito da quel che ho letto in giro per internet, essendo il Divo Giulio un elfo, quindi non umano, non dovrebbe entrare a Hillsfar, ma questo aspetto è stato ignorato.

Forti di questa certezza, entriamo in città. Hillsfar, eccomi qua!


Ecco la città! Sembra piuttosto deludente a prima vista, ma è più grande di quanto non sembri sulla mappa
La scelta di dare più spazio alla mappa che alla visuale io la apprezzo molto: diciamocelo, sfido chiunque a non perdersi in un videogioco in prima persona con quel livello di dettaglio. In effetti, muovendomi per Hillsfar, tengo sempre d'occhio la mappa e la visuale non la guardo mai. La posizione di Belzebù è marchiata da una freccia lampeggiante sulla mappa, che voi non vedete perché ho fatto lo screenshot mentre lampeggiava. Fidatevi.

Lo so che cosa state pensando: non è detto che tutti si perdano con quella visuale in prima persona. Beh, io sì. In effetti, una delle cause principali che da videogiocatore mi hanno trasformato in ex-videogiocatore è l'insorgere di videogiochi in prima persona, che mi causavano il mal di mare (che quando sono per mare non ho mai) e senso di totale disorientamento. E a questo punto che senso ha giocare se si deve stare male? Qui si gioca per divertirsi.



Girovagando per la città ci si trova una specie di strega popputa con la capigliatura à la Sandra Milo che tra l'esibizione di qualche scintilla generata dalle punte delle dita, cerca di venderci un "knock ring". Che cos'è uno knock ring? Stando alle ricerche che ho fatto, è un anello con la magia "knock" che apre tutto ciò che è lucchettato.
Ma uno dei vantaggi di avere tra le proprie classi quella del ladro è il fatto di avere un set di grimaldelli, che useremo immediatamente per entrare in un edificio a caso.


Un altro sottogioco! Hillsfar non finisce mai di stupire! È necessario scegliere il grimaldello giusto prima che la fiammella bruci tutta la miccia. 
Se si sbaglia grimaldello, si può rompere, come è successo a me qui, causando un vaffanculo piuttosto forte che ha quasi svegliato mia moglie (ha qualche linea di febbre, auguratele pronta guarigione). Intanto però il Divo Giulio entra nella casa impunito, mormorando "esiste uno strano modo di intendere la giustizia che oscilla tra la richiesta della pena di morte e quella di abolire perfino le multe". 

Mi si dice anche che questo sottogioco sia stato copiato da uno dei più recenti The Elder Scrolls. Non ne ho idea, io a suo tempo giocai a Daggerfall (che stranamente non causava troppo mal di mare) e la scassinatura interattiva non c'era. Però c'erano le donne nude.




Altro sottogioco, l'esplorazione dell'edificio in cui si è entrati di soppiatto. Si può uscire subito e sperare che nessuno noti la cosa, ma se si sta un po' di tempo in giro si viene beccati (al Vecchio Paese, quand'ero giovane, si diceva "boccheggiati" o "cibati", ma non vivo più al Vecchio Paese e non sono più giovane) e non si può uscire perché le piume rosse chiudono l'entrata. Quindi che si fa? La cosa più ovvia: si gira per la casa rubando tutto ciò che è possibile rubare!


Le case sono costellate di forzieri, che è possibile aprire coi grimaldelli, come le porte. Siccome ho un grimaldello rotto provo con altre possibili soluzioni, tipo la cara vecchia violenza. In questo caso la forza bruta ha aiutato, ma Giulio non è contento, perché lui crede nel ruolo benefico della gente senza grinta ma capace di sorridere.





In questa cassa invece non c'è un bel nulla.




Non tutti i forzieri sono lucchettati, fortunatamente. Qui ad esempio ci si trova automaticamente una pozione di guarigione. Vi ho già detto che in questo gioco ci sono quasi zero combattimenti? E allora a che serve la pozione?




Ad esempio, serve a recuperare i danni da forzieri muniti di trappola, che immagino un po' come i dispositivi antifurto nei grandi magazzini che se provi a romperli lasciano andare la vernice. Questo antifurto lascia andare del gas tossico. 

Una cosa che non mi piace è che se lo scassinamento non va a buon fine, ritorno sulla serratura ed è completamente diversa. Capisco che non sia facile memorizzare il tipo di serratura in ogni forziere in una mappa generata a caso, ma l'effetto non è affatto bello.


Il tempo è agli sgoccioli e l'uscita secondaria magicamente appare. Allo stesso tempo però appaiono le piume rosse (le guardie, per chi non fosse stato attento) che spintonano il nostro personaggio impedendogli di andare dove vuole. Fortunatamente, fuggo dal passaggio segreto apparso in una posizione a caso, e la guardia è troppo stupida per seguirmi. D'altra parte, è una guardia: le guardie nei giochi di ruolo sono un po' come i carabinieri delle barzellette. Si notano due cose:
  1. La visuale a volo d'uccello stile Ultima 7 non fa nulla per nascondere che l'architettura interna degli edifici di Hillsfar è generata a caso. Mi piace che ci sia varietà, anche se questo va a scapito della razionalità dell'edificio.
  2. C'è gente che sta seduta a un tavolino e che non fa minimamente caso al fatto che Andreotti è entrato in casa e sta fregando tutto il fregabile dalle cassapanche che hanno lasciato in giro. Va detto a loro discolpa che effettivamente anch'io sarei paralizzato dalla paura se Andreotti mi entrasse in casa all'improvviso.



Siamo di nuovo fuori. Un tizio dall'aria poco rispettabile mi offre un'informazione utile in cambio di 50 pezzi d'oro. Ne abbiamo appena espropriati più di 300, possiamo permettercelo.


Spesso le informazioni pagate a caro prezzo possono avere qualche utilità. Certo mi avrebbe fatto piacere sapere come si riesce a scappare dall'Arena. Ma non lamentiamoci, in certi casi l'informazione utile è "ci sono molti pericoli in giro" o "sotto Hillsfar ci sono le fogne" o "Ogni giorno a Hillsfar decine di #kanniolini randagi vengono uccisi per essere dati in pasto agli elfi: condividi se sei indignato, 1 amen = 1 #kanniolino salvato e un elfo di merda ricacciato a calci nel culo a Granburrone. E MAALTHIIR CHE FA??????".


Vabbè, non so che fare. In teoria una trama ci sarebbe pure, bisogna andare alla gilda della propria classe, parlare col capo della gilda e fare una serie di compitini (di solito si tratta di andare a rovistare in qualche casa). Il gioco però è aperto e la trama è opzionale. Non sapendo che fare vado al pub. Le opzioni sono molte. Si può parlare con la cameriera, la si può intortare, si può comprare un giro di birra a tutti i presenti, ascoltare i pettegolezzi, un sacco di cose. Per prima cosa provo a intortare la cameriera, ma senza esagerare. D'altra parte, ci ricorda Giulio, "Mia moglie aveva visto una mia foto con Anna Magnani a Venezia, al Festival del Cinema. E quando tornai si arrabbiò. Ma non è vero che mi diede uno schiaffo: solo un pizzicotto sul braccio. Forte."


La cameriera risponde allo charme andreottiano con un pettegolezzo. "C'è più di un modo per forzare un lucchetto". Cripticamente, Giulio risponde "Signora, lei fa onore all'Istituto del restauro!" La cameriera scappa in preda al panico. C'è una nuova opzione, "sleep everyone", che suppongo voglia dire che con l'arte dell'ipnosi metterò a dormire tutti quanti per poi derubarli. Beh, non vedo come questo possa andar male. 
 
Sfortunatamente, va male. 5 persone cadono in un sonno profondo, gli altri chiamano le guardie, che per punizione mi sbattono nell'arena. 



Ecco qua l'unica occasione di combattimento del gioco. Le armi sono vietate a Hillsfar e quindi l'unica occasione di menare nel gioco è questa specie di picchiaduro in cui bisogna riguadagnarsi la libertà. Il primo avversario è un orco mancino (non Nicola, nonostante la somiglianza all'ex presidente del senato nelle caricature di Forattini)

Il minigioco è molto ripetitivo: bisogna picchiare in direzioni diverse (lato destro, lato sinistro, alto, basso) sperando che l'avversario non pari il colpo. Ovviamente, quando l'avversario attacca, bisogna parare. 

Un numero pressoché infinito di colpi a vuoto più tardi.




Argh! Il Mancino riesce a stendermi con un gioco di mani e di gambe ubriacanti! Sullo sfondo, Maalthiir mostra il pollice verso. Presidente, quale futuro si augura per i bambini di oggi? Presidente? PRESIDENTE?



Oh. Non era eterno, dunque. Sull'epigrafe viene scritta la data di nascita e la data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi? Su questa riflessione posso dire serenamente che mi sono rotto le palle. Prossimo gioco.

È merda?
Credetemi, ci ho provato a salvarlo, ma sì, è merda. Non ha né capo né coda, è un'accozzaglia di sottogiochini più o meno incompleti che assieme hanno una struttura solo parzialmente coerente.

Intendiamoci, l'idea di base non fa affatto schifo, e la possibilità di usare Hillsfar come divertissement tra un'avventura maggiore e l'altra, in cui possiamo pomparci il personaggio è un'idea molto carina.

Resta il fatto che l'esecuzione potrebbe essere molto migliore. Diciamocelo: spesso già fatichiamo a trovare uno scopo alla nostra vita al di fuori del computer, dobbiamo pure dare uno scopo alla vita simulata in sto giochino? Non scherziamo.

Ci rigiocheresti?
Strano a dirsi, ma forse sì (la parola chiave è "forse"). È merda, ma è di quel genere che torneresti a guardare, come quando sei sopraffatto dalla curiosità di vedere che cosa hai prodotto. (Ok, era una metafora orribile. Scusate.)

Però ci tornerei sopra, se non altro per capire se ci sono altri sottogiochini (ricordo vagamente un tiro con l'arco semplicissimo, ma non sono riuscito a ritrovarlo). Quindi sì ci rigiocherei, forse, ma proabilmente solo una volta.

lunedì 13 febbraio 2017

The Cardinal of the Kremlin

Il gioco di questa settimana è stato fatto dalla Capstone, software house della Florida nota per aver fatto un sacco di ciofeche, molto spesso conversioni da proprietà intellettuali esistenti, tipo Miami Vice e il bellissimo film, mai distribuito in italiano, Bill & Ted's excellent adventure! con un giovanissimo Keanu Reeves. Successivamente la Capstone si sarebbe occupata di convertire in videogioco la serie di romanzi Tekwar scritta da William Shatner, ed è fantastico come si fosse accollata la creazione di un videogioco a partire da una roba così schifosa. Ovviamente non ho letto i libri, ma ho visto il telefilm. Solo due puntate, però. Ma sto divagando.

Quando mi appropriai del gioco (originale con la scatola) non sapevo della triste storia della Capstone, anche perché un negozio della Olivetti in una frazione del vecchio paese si stava liberando dei vecchi giochi che aveva  e così mi fu preso questo ed altri per una ventina di migliaia di lire. Un affarone.

L'unico soggetto interessante pescato dalla Capstone è un libro di Tom Clancy, uno dei primi della serie dedicata a Jack Ryan e cronologicamente situato immediatamente dopo Caccia a Ottobre Rosso. Magari la Capstone pensava che ne avrebbero fatto un film a breve e quindi il gioco avrebbe venduto un casino. Strategia interessante e avanti coi tempi, ma questo è il 1990, e i giochi per pc non è che abbiano tutta questa visibilità. Vabbè, vediamo l'intro, và.

Un enorme clistere spaziale fa esplodere un satellite, dopodiché, non pago, scrive in cielo una serie di nomi. Mi aspetto che compaia da un momento all'altro "IL MEGAPRESIDENTE È UNO STRONZO" così grande da essere visibile sin dalla terra, ma no, gli impiegati della Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica vedranno dai loro uffici frasi per loro insensate tipo "Special Thanks to Tom Clancy".

E per che cosa lo ringraziamo, il Clancy? Ovviamente per il soggetto, ma anche per una breve ed interessante prefazione al manuale del gioco, in cui il romanziere espone la sua visione politica. 
Nel suo breve editoriale, oltre a uno svogliato "complimenti" alla Capstone per il bel gioco creato, Clancy si dichiara incazzatissimo contro i Democratici che vogliono togliere fondi al programma SDI (lo scudo spaziale). 
È vero, la guerra fredda sta finendo, sostiene lo scrittore, ma i Sovietici sono sempre in agguato e c'è sempre bisogno di un aggeggio lassù che polverizza col laser chi sta sui coglioni ai gloriosi U.S. of A. Un esempio su tutti, questo stronzo iracheno di nome Saddam Hussien (scritto così).

Leggendo queste frasi a quasi due decenni di distanza, mi viene da dire che a Clancy i maroni girano perché la guerra fredda è finita e il tanto sbandierato scontro di civiltà, l'Armageddon profetizzato negli anni 80 da Reagan, non si è verificato. 

Questa di Clancy è più o meno la stessa mentalità di tanti anziani tesserati del PCI del Vecchio Paese, che sulla scia del guareschiano Peppone, seduti comodamente al bar della Casa Del Popolo declamavano le virtù della grande Russia che era la seconda potenza mondiale, aveva le risorse e un esercito glorioso e potentissimo.
"Certo, in Russia non possono permettersi la camicia firmata - dicevano gli umarell davanti a un bianchino alle 9 di mattina - ma nemmeno io ai miei tempi e voi giovani che vi vestite come i paninari sembrate dei deficienti ma sapete che cosa ci dico io che vi farebbe bene un po' di gulash in Siberia altroché!"

Uno pensa che questi siano relitti del passato, ma poi la Russia torna in prima pagina con storie di spionaggio e il popolo dei commentatori da bar della Casa Del Popolo si risveglia da un lungo sonno, non più nel bar ma nelle sezioni commenti delle notizie su internet, ed è subito 1987!  La grossa differenza però è che nel frattempo Tom Clancy è morto e non si riesce a trovarne un equivalente al giorno d'oggi. 

Ma prima o poi salterà fuori, e allora il sogno di tutti gli insensati nostalgici su internet si avvererà, ringiovaniremo tutti e torneremo all'età dell'oro in cui i giocattoli degni di questo nome funzionavano soltanto con tre costosissime e pesantissime pile "torcia". 



Ah, ma c'è pure la storia. Bene! Molto utile per me che non ho letto il libro. Cominciamo con un piccolo appunto: non ci si capisce un cazzo. 

Io immaginavo di interpretare il protagonista del libro, personaggio in cui si immedesima Clancy nelle sue fantasie di potenza: sto parlando ovviamente di Jack Ryan, e invece il Ryan manco è citato nel gioco.

Peraltro leggo su Wikipedia che nel libro compare anche il personaggio interpretato da Sean Connery in Caccia a Ottobre Rosso, che da lituano (con accento scozzese) è stato naturalizzato americano (con accento scozzese). Non ve ne frega niente? Ok, vediamo di dare ordine ai pensieri e trascriviamo la storia.

Michail Filitov è un eroe di guerra e "colonallo" (scritto Colonal, traduco anche gli errori di ortografia) dell'Armata Rossa, ma è anche una delle principali spie della CIA, il suo nome in codice è "Il Cardinale." 

Finora tutto comprensibile, dai.

Il cardinale ha inviato informazioni su un nuovo progetto di arma laser per distruggere aerei e missili a grandi distanze, "Bright Star", stella lucente.

Rigorosamente da pronunciarsi come Abatantuono quando cantava "STELLADACCIENT' CHEBBRILL'LASSÙ". Forse nell'età dell'oro in cui torneremo una volta che avremo trovato il nuovo Tom Clancy, Abatantuono tornerà a fare ridere (ma aveva mai fatto ridere?).

Anche gli USA hanno un sistema simile, il cui nome in codice è "Tea Clipper", e il capoprogetto è il maggiore Alan Gregory.

Quindi interpretiamo questo Alan Gregory (che nel romanzo è un nerd sfigato)? Impossibile, perché il maggiore può essere reclutato e licenziato come capo divisione software di Tea Clipper.

L'Afghanistan è in crisi. Un ribelle, chiamato "L'Arciere" è contattato dagli USA, i quali gli forniscono armi per sabotare il progetto Stella Lucente.
Una volta portato a termine il sabotaggio, l'Arciere, non sapendo cosa fare, è diventato Bin Laden.

Satelliti di sorveglianza rivelano una nuova installazione sul confine afghano. Il Cardinale conferma che è Stella Lucente! Ma è sotto stretta sorveglianza.
Ok, quindi bisogna distruggere Stella Lucente. Ho capito, questo gioco è tipo Metal Gear Solid (a cui ho giocato poco).

Intanto i diplomatici stanno cercando di scrivere un trattato che deciderà se sarà pace o guerra.
Comprensibile, andiamo avanti.

La sicurezza, gestita dall'FBI, su Tea Clipper è efficiente, però anche il KGB è efficiente, e qualche segreto senza dubbio scapperà.
EHI, NIENTE SPOILER, GRAZIE.

All'improvviso nella metropolitana di Mosca il KGB pedina il Cardinale, e deve essere salvato!
Ah. Quindi l'obiettivo è liberare il Cardinale? 

La tensione monta alle stelle. Silenziosamente ci si prepara alla terza guerra mondiale. E il KGB rapisce Alan Gregory!
Ok, ma in sostanza che devo fare?

I tuoi obiettivi sono:
...Come capo progetto Tea Clipper, completare il progetto...
...come capo CIA, dirigere la rete delle spie...
...come direttore NSA, costruire un network di satelliti spia...
...come diplomatico degli Stati Uniti, stipulare un nuovo trattato...
...come capo FBI mettere al sicuro tea clipper... 
...nei panni dell'Arciere, distruggere Stella Lucente... 
...nei panni di Jorge Ruin (e chi è questo adesso?) salvare il Cardinale dal KGB...
...e salvare il pianeta dalla terza guerra mondiale!

Dunque non interpreto una sola persona, ma una, due, tre... sette persone. E di Jack Ryan neanche l'ombra. Intanto ho scritto un muro di testo e ancora non si gioca. Basta così dunque, si cominci.


Schermata iniziale, gli obiettivi menzionati precedentemente li si raggiunge da qui. Come prima cosa andiamo a vedere che ne pensa il presidente del nostro operato.


Il presidente, uno strano incrocio tra Reagan e George H.W. Bush, ci guarda accigliato dicendo che siamo ancora agli inizi. Vabbè grazie al cazzo. Andiamo a lavorare di diplomazia.


La diplomazia in questo gioco funziona così, decidendo la propria posizione su certi argomenti da "zero" a "tantissimo" e sperare che prima o poi anche la nostra controparte la pensi come noialtri. Almeno, io la interpreto così. Ok, ho messo per ogni punto la posizione "tantissimo" così se scoppia la guerra noi potremo dire, col naso arricciato dall'altezzosità, di non essere dalla parte del torto.


Questa è la sezione della CIA in cui possiamo gestire i nostri agenti assegnandoli a vari segreti da recuperare. Ultimo ma primo per importanza è...


...il Cardinale! Possiamo assegnarlo a varie cose esattamente come tutti gli altri. Ma quindi non era stato rapito! Queste sono informazioni fuorvianti! Bah.


Dedichiamoci al progetto Tea Clipper.Possiamo assegnare la priorità ai tre settori di ricerca (potenza del laser, software di guida e gestione del bersaglio). Per ogni settore bisogna scegliere il capo dipartimento, tra cui c'è pure Alan Gregory. Ma non era stato rapito pure lui? Queste sono informazioni doppiamente fuorvianti! Bah.


Ma quel nerd di Gregory può andare a farsi benedire perché il capo dipartimento del mio cuore è lui, Stan Kamatzoz. Ogni capo dipartimento è più o meno bravo, e a seconda dell'educazione varia l'efficienza. Il tipo di educazione va dal MIT alla facebookiana Università della Vita, e in questo il gioco è stato molto più profetico di tante altre previsioni di Tom Clancy.


Basta, lanciamo qualche satellite. Perché? Perché serve, mi dicono. 

Diversi minuti dopo.



Parte lo shuttle e il satellite è in orbita. Una volta creata la rete di satelliti spia saremo finalmente in grado di contare i peli del posteriore del tizio addetto alla pulizia dei WC di Stella Lucente.


Già che ci siamo, mandiamo avanti la ricerca su Tea Clipper con vari test. C'è il test del motore del laser, che qui fallisce con un sinistro filo di fumo...


C'è il test del software, in cui me lo scienziato se la canta e se la suona da solo. Software Test, Task halted scrive. Tutto lui. Magari l'informatica fosse così facile.


E poi c'è il test di calibrazione del bersaglio. Non ho idea di cosa significhi tutto questo, ma sembra essere andato bene. Ci sono anche dei codici che dicono l'esito del test, ma per capirli sarebbe necessario leggere il manuale, e io oltre alla prefazione di Tom Clancy non sono andato.


Ma veniamo a Bin Laden l'Arciere. In questa schermata lo riforniamo di munizioni e altre cose che potrebbero servirgli nella sua jihad azione di sabotaggio contro Stella Lucente. Si può decidere di attaccarla, ma solo se si è nelle vicinanze. Altrimenti, senza preavviso, apparirà l'avvertimento che l'Arciere è pronto ad attaccare le forze sovietiche in Afghanistan.


Tipo ora! l'Arciere è questa specie di ciambella mezza morsicata color rosino pallido (ci ho messo un po' a capire che questo rappresenta un uomo visto dall'alto). Si può sparare con il normale fucile d'assalto e con razzi e mine varie. Nel romanzo è spiegato che l'Arciere si chiama così per via della sua abilità a centrare i bersagli coi missili terra-aria. Interessante come i MiG nemici, che potrebbero essere benissimo dei Phantom F-4 vista la bassa definizione, attacchino l'arciere cercando di infilzarlo con la punta del loro muso. Una volta fatti danni a sufficienza, l'Arciere si ritira conscio di essere un passo più vicino a Stella Lucente.


Le sequenze arcade, avrete intuito, sono piuttosto noiose. qui l'Arciere era così annoiato dalla routine che non ha fatto caso ad una jeep che lo ha preso sotto. Vabbè, non si è fatto nulla. gli mandiamo dei kit del pronto soccorso e attendiamo il prossimo attacco.


Nel frattempo consultiamo il presidente, a cui sembra essere passata l'incazzatura. Bene così, U.S.A! U.S.A!

Uh? E adesso che c'entra San Basilio?


Cazzo. Ma allora non era stato rapito il Cardinale, era libero di andare in giro a fare la spia, però a quanto pare l'ho assegnato a troppi dossier ed è stato arrestato dal controspionaggio sovietico.

Se il Cardinale viene arrestato, è game over. Ma bene così, disse la volpe allontanandosi dalla vite, mi ero rotto i coglioni di giocare. Prossimo gioco!

È merda?
Oggettivamente è un'accozzaglia di giochini poco legati tra loro e la parte "strategica" non è proprio ben definita. Ma devo dire che non ho provato particolare schifo. Forse non sembra merda perché al tempo era già merda, e magari invecchiando è diventato coprolite, quindi non puzza più. E paragonato al gioco tratto da Caccia a Ottobre Rosso questo è un capolavoro. Se vi aspettate qualcosa di decente, è merda. Lo vedrei bene come giochino da browser o da telefono, così sarebbe passabile. Ma nell'ottica di videogioco per pc, è merda.
Avresti voglia di rigiocarci?
Sì ma solo per una questione d'onore, perché una volta, ne sono sicuro, avevo vinto, ma sono certo che vincendolo ora (con l'immagine della Casa Bianca al posto di San Basilio) poi mi prenderei a sberle da solo per via del tempo perduto.