lunedì 8 maggio 2017

Stunts

Noto fuori dagli USA come 4D Sports Driving, perché tra Stunt Car Racer, Stunt Driver, S.T.U.N. runner, magari uno fa confusione. (Non parliamo poi di Hard Drivin' e del seguito Race Drivin' che erano dello stesso genere). La versione del gioco che avevo io era però quella americana, che si  chiamava Stunts, quindi questa recensisco, tié.

La software house che pubblicò Stunts, la Brøderbund (con la o tagliata, senza la o è una specie di Ku Klux Klan sudafricano), era specializzata nella pubblicazione di utility e di software educativo, e voglio in questa sede ricordare i grandi maestri Dane Bigham, Gene Portwood e Lauren Elliott, di cui tutti noi non possiamo fare a meno dell'irrinunciabile capolavoro "Carmen Sandiegossss". 

Ciononostante, la sotfware house non ha mai disdegnato la pubblicazione di giochi di successo, tra cui il già menzionato Prince of Persia. Questo non le ha impedito però di chiudere nel 98, quando fu acquisita dalla The Learning Company, che anni prima la stessa Brøderbund aveva cercato di comprare. Come si suol dire, gol sbagliato, gol subìto. Sigla!


La musica di sottofondo è qualcosa di meravigliosamente anni 90. Dopo il logo Brøderbund, la schermata del titolo ci ricorda che gli autori, la Distinctive Software Inc., hanno creato anche Test Drive e Test Drive 2 - The Duel, a cui io giocai e che in futuro recensirò. In questo blog li abbiamo già conosciuti come autori di Grand Prix Circuit, il cui mio insindacabile giudizio è stato "Non è merda". E ora basta perché questo post sta diventando eccessivamente autoreferenziale.


Bello, molto surrealistico. Una pista da automobili, che in realtà rivela essere il logo della DSI, percorsa da una Ferrari Testarossa (credo). La telecamera si allontana, e si scopre che questa pista/logo è sospesa nell'infinità dello spazio, come un asteroide piatto. Te pensa che maroni deve averci il tizio che guida la Ferrari in tondo, tutto il giorno, per l'eternità, al solo scopo di pubblicizzare il gioco.


E per non farci mancare nulla, ecco i credits. Perché li ho messi? Perché c'è un nome importante: Don Mattrick, che in Grand Prix Circuit aveva ispirato il pilota Don Matrelli, che tanto filo da torcere ha dato al Divo Giulio, e che nel 2013 è diventato CEO di Zynga, quelli di Farmville, dei giochini schifosi su facebook e di tutta la merda social che ha avvelenato l'economia e la società. 

D'altra parte non è un caso che la grande "Grisi" sia iniziata quando persone socialmente disfunzionali e che ritengono la loro sindrome di Asperger un valore aggiunto hanno iniziato a dettare le regole sul nostro comportamento in società. E quindi mi chiedo, caro Don Matrelli, non potevi continuare a fare giochi di macchine?

Lo so, la situazione è più complessa di così, ma sopportate il mio brontolio perché "I SOCIAL" proprio non li sopporto. Non dimentichiamo che Facebook è nato perché uno sfigato voleva sbandierare al mondo che una tizia era una stronza perché non gliela voleva dare, e ora questo stesso sfigato blatera che sta cercando di fare del mondo un posto migliore? Con quelle premesse, hai solo creato un ricettacolo di merda, caro zuckerberg, e non è che solo perché hai messo su famiglia allora sei tutto peace and love.

Ma sto divagando.

Menu principale! Già il gioco guadagna mille punti perché scrive il significato delle varie hotspot su cui cliccare. Non era una cosa scontata nel 1990. Apriamo dunque la parte più divertente del gioco. Si inizia a guidare? chiederete voi.


No, la parte più divertente del gioco è disegnare il circuito. Siccome il gioco si chiama "Stunts" ci sono un sacco di acrobazie possibili, e ho intenzione di usarne un bel po'. Ma prima, facciamo un bel rettilineo per predere velocità...


...perché poi avremo una serie di salti, e ben tre giri della morte. Come vedremo in seguito, a dispetto del nome evocativo, il giro della morte non è poi così difficile.


Nelle piste è possibile aggiungere biforcazioni. Si può aggiungere così varietà al circuito, e si introduce una sfida anche a livello strategico in modo da stimolare il ragionamento. È meglio prendere la strada più breve ma pericolosa, o la strada più lunga ma più sicura? Io scazzo clamorosamente e metto la via più lunga con gli orpelli più pericolosi. Sulla sinistra, il pipe, da noi a suo tempo soprannominato "l'involtino vuoto". Sulla destra, l'halfpipe, soprannominato "l'involtino senza grasso" con un muretto in mezzo.


Dopo un po' di curve e saliscendi, arriva il temibile "INVOLTINO CON PROSCIUTTO" (rigorosamente tutto maiuscolo, perché ai tempi lo si urlava). Praticamente un giro della morte laterale, con un muro bello alto in mezzo.


Poi ci facciamo una bella strada sopraelevata, una rampa in discesa, e un curvone parabolico. Ci mettiamo pure una parallela con due giri della morte, così per non farci mancare nulla. Le due strade convergono nel rush finale con un po' di salti.


Ok! Ecco la panoramica della pista. Rettilineo, salti, curva, giro della morte, biforcazione con involtini, salita, tunnel, curve varie, discesa, INVOLTINO CON PROSCIUTTO, biforcazione con giri della morte o parabolone, salti, tunnel, traguardo. Pronti?


Il tutto con un gradevole sfondo alpino in onore delle origini montane della Signora exvideogiocatore. Bene! Andiamo a vedere il parco macchine.


La prima auto a disposizione è la Lamborghini Countach, che ho scoperto solo di recente prendere il nome da un'esclamazione in piemontese stretto. È anche un'eccezione al fatto che le Lamborghini prendono nomi dai tori. Tutti questi trivia li trovo in giro per internet ovviamente, ho smesso di leggere quattroruote quando avevo 5 anni. Molto gradevole anche che ci sia specificato il costo dell'auto. Così ci renderemo conto dei danni fatti ogni volta che spetasciamo un'auto contro un muro. Tenendo conto dell'inflazione e del tasso di cambio, questa Lamborghini oggi costerebbe circa 270.000€.


Dopodiché c'è la ferrari GTO. Ha il motore meno potente della Countach ma ha una velocità massima maggiore. L'accelerazione è più o meno la stessa. In realtà non ho mai notato troppe differenze tra le due. Il costo adattato è di 142.000€. Ma dubito che si trovi su ebay a quel prezzo lì.


E qui si va sul prototipo. La Jaguar, a parte il colore verde acido che possiamo cambiare, è una signora macchina, dal punto di vista della velocità, potenza, e accelerazione. Non a caso, il prezzo aggiornato è di 585.000€ .


Torniamo coi piedi per terra. La Lancia Delta Integrale! Auto iconica, che associerò in eterno a un mio conoscente con qualche problemino che si esaltava per quest'auto perché se ce l'avesse avuta avrebbe potuto farci le sgommate. La prima volta che si ubriacò era convinto di essere diventato il protagonista di Dragonball e andò a urlare "Onda energetica" a un gruppo di napoletani fuori dalla discoteca. Fortunatamente finì tutto con uno scurdammece 'o passat' (non nel senso della Volkswagen Passat). Prezzo adattato: 78.000€.


Di nuovo Lamborghini, stavolta un pick-up. Non avevo idea che esistesse, ma d'altra parte al vecchio paese c'erano agricoltori meno umili di me che avevano pure il trattore della Lamborghini, quindi...
Motore potente, 4x4, tutto molto lento, non credo lo userei per farci i salti, ma d'altra parte è anche possibile fare dei circuiti di sterrato, e credo che il meglio lo dia qui. Prezzo adattato: 216.000€


Torniamo sui prototipi. Questa Porsche è la gemella della Jaguar che abbiamo visto prima. L'accelerazione è lievemente migliore, la potenza lievemente inferiore, ma siamo lì. Ah, dimenticavo, è possibile selezionare il cambio automatico o manuale, ma siccome non ho idea di quale sia il tasto per cambiare lo tengo automatico. Prezzo adattato: 495.000€, quasi centomila in meno rispetto alla Jaguar. Magari non ha i fari allo xeno, boh.


Parlavamo di Porsche: ecco qui un classicone, la Carrera. Una fascia lievemente più bassa rispetto alla Countach e alla Ferrari, ma resta un'ottima compensazione per il pene piccolo (per vostra informazione il vostro ex videogiocatore possiede un'Opel Corsa che neanche usa, perché è rimasta al Vecchio Paese, traete voi le conclusioni). Prezzo adeguato al presente: 125.000€.


E qui andiamo sul bizzarro. Un'auto di Formula Indy? Chiaramente è la più rapida di tutte, la più potente, quella con maggiore accelerazione, ma dubito che sullo sterrato faccia bene. E avrei anche un po' di timore reverenziale a danneggiarla visto il costo, che adeguato al 2017 è 756.000€


Comincia la carrellata delle auto inutili. La Chevrolet Corvette, che credo di non aver mai cagato in vita mia in questo gioco (105.000€) ...


...e la Acura NSX. Sbadiglio (108.000€).


Per concludere c'è anche la Audi Quattro, come alternativa più veloce alla Lancia Delta Integrale. Non che abbia mai avuto intenzione di usarla. Sono 108.000 euro pure quella. Che dite, iniziamo a guidare? Cominciamo.


Ed eccoci in pista. Ho scelto la Lancia Delta Integrale, bianca, in onore della DC. Qualcuno con più anni sul groppone di me, ricorda se il cruscotto era di questo colore così pacchiano anche nella realtà? Non che mi attenda commenti a proposito, quindi consideratela una domanda retorica. Intanto, ci buttiamo sul rettilineo cantando a squarciagola "Uhhhh io con te vorrei essere già sull'autostrada - (Free Way)". Il gioco soffre di un problema tipico dei giochi vecchi in 3D, che gli oggetti compaiono a una distanza troppo ravvicinata. È il caso del recinto invalicabile che segna i confini dello spazio dedicato alla pista. A differenza di ogni altra cosa in Stunts (con un'eccezione che vedremo tra poco), se si prende contro al recinto, l'auto non esplode.



Vi ricordate cosa c'era dopo il rettilineo? Bravissimi, i salti. Tre di fila. Alla fine acquisiamo una velocità tale da rischiare di saltare una rampa e mezza, ma fortunatamente la Lancia Delta Integrale non è così potente. Con una Porsche da Formula Indy avremmo dovuto contenere la velocità. 
Alla fine dei tre zompi atteriamo praticamente di muso e fortunatamente non scaviamo una buca sul selciato, ma continuiamo. Dopo i tre salti abbiamo un curvone.


Il curvone è segnalato dalla seconda eccezione alla regola che qualsiasi cosa l'auto tocchi, esplode. Il segnale della curva, per via della sua fragilità e della freccia che pare quasi un omino stilizzato affetto da cifosi, era soprannominato da noi giovani virgulti "Andreotti". Ve l'ho detto che eravamo fissati.


Ma torniamo al nostro circuìto. Dopo il curvone abbiamo i giri della morte. Come dicevo prima sono abbastanza facili, basta restare in carreggiata. Comodo anche il fatto che la rampa sia semitrasparente, perché se fosse completamente opaca sarebbe molto più facile perdere l'orientamento e cadere. D'altra parte, pur andando piano, la forza centrifuga è sempre sufficiente per non cadere. Boh.


Come dicevo, l'Andreotti è l'unico caso in cui nello scontro tra auto e qualcos'altro, è il qualcos'altro ad avere la peggio (nel caso della recinzione, non succede nulla). Segue una rappresentazione artistica di come sono andate le cose dal punto di vista del povero palo.


Intanto, al salone Margherita, un uomo vestito da segnale stradale si presenta camminando in maniera buffa e dicendo "eh...eh...sono Giulio Andreotti", gli tirano contro un modellino BBurago di Lancia Delta Integrale, lui dice "ahia" e se ne va. La gente ride. Sipario.


Ma proseguiamo. Se vi ricordate, dopo i giri della morte c'è la biforcazione. Per sbaglio prendo quella che :

A) è più lunga
B) è più pericolosa

Scemo io dunque. Entro nell'involtino senza grasso e giro sul soffitto per evitare il muretto, solo che a un certo punto l'involtino finisce e la mia Lancia si scapuzza per terra. Fine della corsa, fanculo.

 
A corsa terminata è possibile vedere il replay, con varie inquadrature più o meno spettacolari. Qui vediamo in'inquadratura televisiva degna di Top Gear (che non credo di aver mai visto, peraltro).


Riproviamo: stavolta non si sbaglia strada e alla biforcazione andiamo verso l'involtino vuoto. Nonostante alla fine mi scappi la mano e rischi di nuovo di cappottare, va tutto bene. montiamo sull'altipiano, passati i tunnel, dopo la discesa troveremo...


...argh! Il temibile INVOLTINO CON PROSCIUTTO! Piegando la testa come un idiota riesco a non spalmarmi contro il muro di mezzo all'uscita del giro. Grandissimo! Ora resta il ponte con la rampa...


Per fare sta cavolo di rampa vado giù PIANISSIMO. Perdere il controllo del mezzo e schiantarmi contor i muretti è un attimo. A un certo punto ci lascio la fiancata, ma sopravvivo. Dai che ce la facciamo! Dai! Dai!


Prendo la strada della curvona parabolica, dopodiché ci sono gli ultimi salti. Tragedia! La mia Lancia Delta Integrale non ha preso abbastanza velocità e manco clamorosamente la rampa di arrivo. Atterro di sotto non facendomi niente, ma appena sfioro il sostegno della rampa la Lancia saluta questa valle di lacrime. Evvabbè. Proviamo qualcos'altro.


Tipo, la concorrenza. È possibile decidere di correre contro il computer anziché contro il cronometro. Abbiamo sei possibili avversari di difficoltà crescente. Questo, ad esempio, è il più sfigato di tutti. Oggi sarebbe un normalissimo hipster risvoltinato che sorseggia un "Latte" da Starbucks (e così tutti gli stereotipi ce li siamo tolti di mezzo), un tempo era l'archetipo del nerd. La dice lunga sull'abbassamento dell'asticella in quasi 30 anni.


Il secondo personaggio è ancora più macchiettistico: un ex pilota tedesco di formula uno con i baffi e il monocolo. Probabilmente i DSI non avevano i soldi per comprare un Pickelhaube di plastica,a ltrimenti glielo avrebbero dato senza problemi.


Il terzo pilota è un truzzo con la maglietta della salute, che probabilmente ha il pacchetto di Marlboro nella manica arrotolata. È il classico bulletto di periferia che troveresti come cattivo di Karate Kid. Interessante come le peculiarità di ogni pilota vengano spiegate con traumi passati.


Il concorrente successivo è Marisa Laurito. No aspetta, in America la Marisona non ce l'hanno, e poi siccome ogni due secondi farebbe " 'a mossss' " sarebbe un testacoda continuo. Cherry Chassis, nonostante il nome da pornoattrice, è lo stereotipo della Valley Girl.


Poi c'è Helen Wheels, e ci ricolleghiamo al "Nomen Omen" così tanto diffuso nel mondo dei videogiochi. Sono certo di averne già parlato in un altro articolo, ma sono certo che tra le Forze dell'Ordine tutti ricordano il compianto Antonio Manganelli, ex capo della polizia. Mi dice mia moglie che l'ortopedico di fiducia di una sua collega si chiama "Repair" di cognome. E sono certo che tutti noi abbiamo qualche esempio simile.


E infine c'è Skid Vicious, che è meraviglioso. L'espressione da paresi post-ictus, la pettinatura à la "Ace Ventura", il nome parodia del leader dei Sex Pistol, con l'aggiunta che Skid significa "Sgommata". Dai, lui è il pilota più forte, vado contro di lui.


Abbiamo entrambi il prototipo della Jaguar, quindi si va forte. Nei salti lo supero e agli involtini light l'ho seminato. Dai dai dai dai!


Ma cazzo! Ma vi pare possibile che non riesca a centrare una galleria? Sono un deficiente.


Skid è d'accordo con me. La sua espressione mi inquieta, è come se avesse una "Dental Dam" trasparente perennemente piazzata nel cavo orale. O forse a causa di qualche incidente ha sbattuto la testa e ora non riesce più a chiudere la bocca. Ma adesso lo freghiamo, state a vedere.


Assegnamo a Skid l'auto meno veloce di tutti, il pick-up della Lamborghini. Con tutti quei salti, vedrete che si schianterà.


Ed ecco la fregatura! Appena partito, faccio inversione a U e attraverso il traguardo. Il gioco conta il circuito come terminato, assegnandomi una penalità. Nel contempo viene calcolata la performance del nostro avversario...


... che però nel frattempo si è schiantato. SUCA, SKID, SUCA!!!! La bocca ce l'ha già aperta.


Facciamo un'altra pista, ok? Stavolta usiamo un po' di sterrato e tanti ponti, niente salti, niente giri della morte, niente involtini. Una pista più da rally.


Eccola qui vista dall'alto. È possibile scegliere 5 tipi di terreno diversi, con i loro rilievi e la loro idrografia.


Andiamo con il prototipo della Porsche! Sullo sterrato la tenuta di strada è praticamente inesistente e pattiniamo allegramente contro il guard-rail, per poi rimbalzare ai piedi del ponte. Ups. Qualcuno ha mica 495.000€ da prestare? Ripago in visibilità.


E riproviamoci con il pick-up! Passiamo agevolmente il primo ponte, anche se scendendo, sbandiamo un po' al curvone. Mi aspettavo che un SUV avesse più tenuta di strada. Va bene che è sterrato, eh, ma qui si lascia a desiderare. O forse sono io che guido male.


Passato l'altipiano, sbandiamo di nuovo e ci rimettiamo in carreggiata per montare sul ponte successivo...


...nel quale c'è una curva. Dai, abbiamo una specie di carro armato, possiamo stare un po' meno attenti ai mur... che cazzo. Ma ho appena sfiorato il guard-rail e immediatamente il mio SUV Lamborghini da centoventimila dollari del 1990 si trasforma in una palla di fuoco. Spero che sia ancora in garanzia, che cazzo!

Mi sono rotto, prossimo gioco.

È merda? No, no. Ha le sue magagne belle grosse nella parte di guida, come tanti altri prodotti a lui contemporanei, ma l'editor dei tracciati lo salva abbondantemente dall'essere merda. Magari con un volante al posto dei tasti freccia la parte di guida sarebbe migliore, ma non vi so dire. Comunque solo per la parte di progettazione della pista, non è merda. E vi dirò di più, mi è venuta voglia di mangiare un involtino.
Ci rigiocheresti? All'editor sì, per poi correre sulle piste da me progettate diversi mesi dopo quando non ricordo più come sono fatte.

14 commenti:

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  2. Grazie per la recensione :), ne avevamo parlato qualche commento fa.

    Vividissimi ricordi della sigla Broderbund, evidentemente io e il mio caro amico Alberto (ah, ieri sera abbiamo fatto la serata Fifa Old) ci giocavamo un sacco..

    "Lo so, la situazione è più complessa di così, ma sopportate il mio brontolio perché "I SOCIAL" proprio non li sopporto. Non dimentichiamo che Facebook è nato perché uno sfigato voleva sbandierare al mondo che una tizia era una stronza perché non gliela voleva dare, e ora questo stesso sfigato blatera che sta cercando di fare del mondo un posto migliore? Con quelle premesse, hai solo creato un ricettacolo di merda, caro zuckerberg, e non è che solo perché hai messo su famiglia allora sei tutto peace and love": mai divagazione fu più condivisibile e apprezzabile.

    " La prima volta che si ubriacò era convinto di essere diventato il protagonista di Dragonball e andò a urlare "Onda energetica" a un gruppo di napoletani fuori dalla discoteca", ahahha, erano tempi duri :D.

    Non ti dico l'ilarità di vedere un Lamborghini Pick Up tra tante macchine da corsa...Comunque non ricordo quali fossero le auto più impiegate nelle nostre sessioni di gioco.

    Fantastici i giri della morte, ma devo dire che trovarsi a testa in giù con il cruscotto rotto era molto facile...

    Otto Parz e Skid Viciuos, che idoli totali...

    "Poi c'è Helen Wheels, e ci ricolleghiamo al "Nomen Omen" così tanto diffuso nel mondo dei videogiochi": l'esempio più classico però è Topolino :D, lì è pieno di "Nomen Omen".

    La cosa più epica del gioco però era l'esplosione: come hai fatto notare, si sbatteva sul muretto e BOOOOOOM, come se fossimo stati centrati da una granata.

    Sai che secondo me questo gioco non è merda, ma è uno di quei giochi che oggi non riprenderei mai più in mano.

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    1. Parto dalla fine: sicuramente, se non ci fosse stato l'editor delle piste, questo gioco non ce lo saremmo ricordati con tanto affetto. Credo che la gioia di vedere realizzato qualcosa di proprio sia una motivazione potentissima. Altrimenti non si spiega come mai, quando vado al discount, devo rompermi le palle per ore aspettando che mi diano le casse di vino inutilizzate, che poi verranno da me levigate, oliate e unite per fare delle librerie che da Maison du Monde costerebbero 500€.

      Per quanto riguarda il nomen omen di Topolino, è interessante vedere che dopo il poliziotto Manetta sia arrivato il capo della polizia Manganelli nel mondo reale, come a dire che Topolino plasma la realtà.

      Il giro della morte l'ho trovato sempre piuttosto semplice da fare, mentre ho sempre avuto seri problemi con gli involtini.

      Spero che il tuo amico Alberto apprezzi questo articolo che, come sempre, si libera degli occhiali rosa della nostalgia e guarda alle cose come stanno e stimola domande più consone all'età matura, del tipo: "è più gnocca Helen Wheels o Brittany Cole?"

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    2. Era una domanda a trabocchetto. Il mio giudizio in proposito è ovviamente un mélenchoniano "Nessuna delle due": alle due preferisco di gran lunga mia moglie, fosse anche solo per il fatto che è in alta risoluzione.

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    3. Mi hai fatto venire in mente un altro videogioco che devi recensire assolutamente :D

      https://www.youtube.com/watch?v=vA0s6DKuJq4

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    4. È nella lista delle cose da farsi.

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    5. da oggi c'è un santino di Andreotti nella mia camera <3 :D

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  3. Non mi diceva niente fino a che non ho visto la gif con la curva della morte, fatta a reticolato.
    Me lo ricordo vagamente, l'unica cosa decente sembra essere il cruscotto^^

    Moz-

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    1. Graficamente parlando, lo è. È uno dei primi giochi di corse della DSI che usa interamente poligoni, quindi la definizione è piuttosto bassa. Tu che sei più colto di me, riesci a confermarmi che il cruscotto della Lancia Delta Integrale era effettivamente così?

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    2. Ehm, quando scrivo "lo è" mi riferisco al fatto che il punto cieco della mia retina ha erroneamente ricostruito nel tuo commento che avevi scritto che graficamente è brutto. Strane estrapolazioni che fa il mio cervello oggi.

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    3. Beh, in un certo senso l'ho detto fra le righe XD
      Non sono più colto di te, specialmente sul mondo automobilistico, sorry XD

      Moz-

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  4. Bangla Bangers8 maggio 2017 13:51

    Poi c'era un trucchetto (che oviemente non ricordo) per far decollare l'auto in verticale, lo si faceva con quella da F1

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    1. Ricordo vagamente qualcosa legato all'inchiodare in volo, ma potrei sbagliarmi. Ottima memoria. (I am 10 years older than you!)

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