lunedì 3 aprile 2017

World Cup 90 Soccer

Ah bene, direte voi, finalmente un gioco di calcio! Ma tra tutti i giochi di calcio che sono usciti nel decennio che va dall'ottantacinque al novantacinque, proprio questo bisognava tirar fuori? 

Come ho detto più volte in questa sede, le mie possibilità in fatto di videogiochi possono essere riassunte in un proverbio: "Beggars can't be choosers", chi mendica non sceglie. Poi penso che se il mio primo gioco di calcio fosse stato un Kick Off, o il famoso Microprose Soccer, magari ora sarei una persona diversa. Ma chi lo sa come funzionano le concatenazioni di eventi che portano una persona ad essere quello che è. L'effetto della farfalla eccetera eccetera. 

Ma questo blog non è una semplice raccolta di recensioni nostalgiche con lacrime di malinconia, autoreferenzialità e citazionismo sfrenato (ciao), che coprono solo gli aspetti belli del passato e spesso e volentieri strappano il sorriso, ma che finiscono per diventare una droga per chi non è mai riuscito ad accettare il raggiungimento dell'età adulta.

Qui si cerca di spogliarci completamente della nostalgia, si ricalca con filologica precisione il proprio percorso di crescita e si valuta se, al giorno d'oggi, un gioco può essere considerato merda o no. E quindi sigla!



Vi aspettavate un link alla Nannini e a Bennato che cantano, ma vi risparmio. La Nannini peraltro somiglia un casino alla capa che avevo tre lavori seri fa. Era un incrocio tra la Nannini e il clown Sbirulino, ed era l'esatto genere di persona che io cerco di non essere: perennemente alla ricerca di qualcosa di non ben definito, ma che prendesse il posto dell'assunzione di responsabilità sulla propria vita. Poi mi stava anche sulle balle il fatto che mi sbolognasse compiti ingrati mentre lei in ufficio leggeva le notizie online disperandosi sullo stato del mondo, ma questa è un'altra storia.

World Cup Soccer è il prodotto ufficiale di Italia 90, se vedete in alto a destra infatti c'è il copyright del comitato COL Italia '90, ovvero il comitato per l'organizzazione del mondiale presieduto da Montezemolo, che è noto principalmente per tre cose:
  1. Aver fatto gonfiare i costi per le infrastrutture spendendo 7.230 miliardi di lire del 1990 (equivalenti a circa 7 miliardi e mezzo di euro odierni, tenendo il conto dell'inflazione). Quasi interamente provenienti dalle casse dello stato. Per fare cose tipo lo stadio Delle Alpi di Torino, che è durato solo 16 anni e la cui caratteristica principale era "dagli spalti non si vede un cazzo".
  2. Aver scelto la mascotte più brutta di sempre per una manifestazione sportiva, l'inguardabile "CIAO".
  3. Aver ingaggiato Moana e Cicciolina per stancare i giocatori avversari in modo da poter permettere all'Italia di vincere il mondiale. 
Quello che non tutti sanno, è che il videogioco ufficiale del torneo non è stato sviluppato apposta, ma è stato acquistato (probabilmente con una costosissima gara d'appalto) e re-brandizzato a partire da un gioco semisconosciuto chiamato "Rick Davis World Trophy Soccer". Per dire la poveraggine dell'operazione, Rick Davis era un calciatore americano che nel 1990 era già ritirato da un anno. Non ha mai preso parte a un trofeo mondiale e ha saltato pure le olimpiadi di Mosca dell'80 per via del boicottaggio imposto da Jimmy Carter. Ma tutto ok eh, questo non vuol dire niente sul gioco in sé. Credo. Spero.

 

Almeno la presentazione è carina. Bello anche il font che ha pochissimo a che vedere con Italia 90. L'uso della EGA finora è sapiente. Dai che forse per una volta un appalto di stato italiano ha scelto saggiamente. 


Scegliamo la modalità campionato, a un giocatore. E qui cominciano le perplessità. Le formazioni che possiamo tenere sono soltanto quattro, e hanno tutte la stessa uniforme, la seconda maglia della Sampdoria. Apprezzabili comunque le capigliature molto in tono con l'epoca. In porta un incrocio tra Albertosi, Tacconi e Tom Selleck. Avanti con la prima partita, dunque.


Gli U.S.A. Interessante, sono tutti nostri sosia e indossano la prima maglia della Sampdoria. Ora, sono passati 27 anni dal mondiale, e ricordo un Italia-USA, ma non era esattamente così. Ad esempio, Tony Meola non assomigliava ad un incrocio tra Albertosi Tacconi e Tom Selleck. Se è per questo nemmeno Zenga. Il quarto accosciato da sinistra potrebbe essere un Alexi Lalas meno rosso? Però Lalas nel 90 non è stato convocato. Non so. 


E si comincia! le due squadre si salutano, suonano gli inni e il pubblico esplode in un grande fischio collettivo. Che cazzo, qui si gioca 7 contro 7! E i calciatori sono tutti sosia del classico fenotipo del terrunciello emigrato al nord negli anni 70, coi baffi e il monociglio! E come se non bastasse, i portieri hanno la coppola col pon-pon che pare il cappello da militare di M. Bison.


Calcio d'inizio! Bella l'animazione col primo piano dell'arbitro che somigia a un Byron Moreno con l'espressione intelligente. Vi ricordate quando Moreno fu ospite strapagato da un varietà italiano per prendersi una secchiata d'acqua in testa? E che la secchiata mancò clamorosamente il bersaglio andando su Carmen Russo? Io sì. Che imbarazzo.


Pur essendo un prodotto ufficiale, i nomi ufficiali (oltre che le maglie ufficiali) non ci sono. Quindi improvviserò i nomi dei convocati basandomi sul loro aspetto. Ecco dunque il barone Causio che lancia la sfera in area statunitense, ma i difensori americani sono troppo intenti a stare impalati con le mani sui fianchi. Ma ecco Pietro Paolo Virdis che la raccatta proprio quasi sulla linea di fondo e fa un'inversione a U degna di quando mi trovo il camion della spazzatura davanti alla porta del garage e devo parcheggiare la macchina al più presto. Il sardo si accinge a tirare e...


Aaaaah! Ma che è sta roba?A quanto pare quando si è davanti alla porta l'inquadratura cambia, e un pannellone a LED ci invita a calciare la palla in porta. Grazie pannello, ma magari prima avanzo un po'. Purtroppo sembra che ci sia una specie di campo di forza che impedisce al nostro attaccante di avanzare. Quindi o si tira, o si corre sul posto. Tiro, e la traversa mi restituisce la palla sul piede. IL portiere Burt Reynolds guarda Virdis con aria di sfida, e nel frattempo il difensore Wilford Brimley cerca di spazzargli via la palla dai piedi. Ci riesce a metà, perché poi PP la riprende e la caccia tra le braccia del portiere.


La partita è bilanciata a favore degli italiani, che evidentemente hanno un gioco lievemente più orientato all'attacco della nazionale originale di Azeglio Vicini. Ci vuole poco, direte voi. Tant'è che quando lo Zio Bergomi (versione vintage) lancia la palla in mezzo al campo, nessuno se la caga.


Ma attenzione, scatta sulla fascia la mezzala Marco Predolin! Penetra in diagonale indisturbato e tira! Il portiere salta a vuoto nonostante il tiro sia nel perfetto baricentro della porta, e la biglia è in rete! Goal! Uno a zero e gli Yankees sucano!



Dopo l'uno a zero, si fa ammuina (d'altra parte, siamo l'Italia di Vicini) per far arrivare la fine del primo tempo. L'arbitro da il triplice fischio e tutti i baffoni esultano sotto la curva, come se la partita fosse finita...


...e in effetti la partita è finita. Pittoresca 'sta cosa. Viene da chiedere se gli autori del gioco, che sono americani, abbiano la minima idea di come si giochi al Giuoco del Calciuo. Ma d'altra parte...


Seconda partita del girone delle qualificazioni, o almeno credo: il Giappone. Se questi sono giapponesi, io sono nigeriano. Paradossalmente, nessuno si indigna per il whitewashing come era accaduto in Prince of Persia. Sarà che questo gioco se lo è cagato meno gente?


Cominciamo subito con un'occasione da gol. Pruzzo si avventa decisissimo sulla porta difesa da Benjiamin Price (Purtroppo, come insegna Francesco Carlà nel suo libro "Space Invaders", non esistono giapponesi coi baffi). Traversa. La traversa viene spesso colpita in questo gioco.


Nessun problema. A centrocampo Roberto da Crema ciula il pallone a Julian Ross che si accascia colpito da infarto. Ansimando a fatica, il Baffo raggiunge l'area piccola e con il solito trucco ipnotizza il portiere di origini pescaresi Ed Warner e gli calcia la palla attraverso mentre lui salta come un idiota. Gol! e siamo alla mezzora scarsa.


Con una corsa durata sei ore Oliver Hutton, che nel frattempo ha promesso a se stesso che a vittoria raggiunta finalmente andrà in Brasile a spaccare la faccia a Roberto Sedinho che si è trombato sua madre, si porta al limite dell'area grande italiana. Ma Luciano Favero gli frega il pallone con un tackle da manuale! Holly, rassegnato lo lascia andare, e Favero si porta a centrocampo dove lascia la boccia a Massimo Palanca. Il bomber della Roma prosegue la cavalcata e, dopo un gioco di gambe ubriacante correndo sul cuscino d'aria installato prima dell'area piccola avversaria, la caccia dentro. Due a zero e giapponesi a casa.


La terza del girone è il Messico, che nel frattempo ha rubato le maglie agli USA. "Visto? Visto?" scrive Trump su twitter, ma è il 1990, twitter non esiste, e Trump deve ancora fare la sua prima bancarotta. Poi leggo su Wikipedia che il Messico non era qualificato ai mondiali italiani e mi gratto la testa.


I messicani sono meno pippe degli altri. Riescono persino a raggiungere la mia area, dove il portiere Astutillo Malgioglio, che è stato inattivo finora, si innervosisce. Fortunatamente il centravanti messicano Zapata la caccia fuori di chilometri.


Come direbbe Pizzul, la palla viene lanciata in avanti alla "Evviva il parroco". La raccoglie Fabio Concato che la passa in avanti di precisione a Franco Gatti dei Ricchi e Poveri, che porta facilmente in vantaggio la Nazionale Cantanti uccellando il portiere Jorge Campos (che nella realtà non aveva i baffi ma che durante USA 94 era l'idolo di tutti noi perché aveva la tenuta psichedelica).


Ma attenzione! Grandissima cappella del difensore Mario Moreno Cantinflas che praticamente regala la palla ad Alan Sorrenti, Notare che quando cambia l'inquadratura la seconda punta Maurizio Costanzo, che era nell'area piccola, è sparito. Interrogato su come abbia fatto, Maurizietto ha risposto "Pappi i tappi puoi *gnimpf*" e si è aggiustato la camicia Dino Erre Collofit.


Il messico tenta di rigurgitare calcio, ma non c'è più tempo. Fine della partita, esultanza, e si passa al turno successivo (o almeno credo).


I nostri avversari sono l'Unione Sovietica, stranamente in maglia verde. La maglia verde andava bene con la squadra di prima, magari è un riferimento alla fuga di Trotzky in messico? O magari è un'insinuazione sui fondi russi alla Lega Nord? Non lo so, ma non importa.


I sovietici hanno un culo bestiale. Il mio centravanti Massimo Dapporto con il solito schema studiato dei cinque passi di corsa sul posto per ubriacare il portiere, tira e per la prima volta la palla va sopra la traversa. Anche provandoci, non c'ero mai riuscito. Oh beh. Il portiere Džugašvili lascia andare la palla e la rimette in gioco subito dopo.


Ma il glorioso popolo italiano, pronto ad onorare i compatrioti mandati a morire in URSS durante la Seconda Guerra Mondiale non si lascia intimorire. La mezzala Giorgio Porcaro ubriaca di dribbling la difesa avversaria ma arriva al tiro in debito d'ossigeno, urlando "ho dat' l cient'peccient'". Mentre dalla panchina Abatantuono prende nota, Stalin para senza problemi.


Momento di stallo. Il mediano Tolstoj ha triangolato male col bomber balbuziente Gogol (era una battuta questa, ridete) e la palla finisce nella mia area piccola. Per via dello spazio perfettamente bidimensionale, il portiere Boranga non riesce a fare sua la palla, che rotola lentamente verso di lui. 


Brutto momento per gli italiani. L'attaccante Lenin in seguito a una topica difensiva quasi riesce a schiaffarla dentro, ma il portiere Brini riesce a raccattarla.


Il resto è tutta melina a centrocampo. Arriva la fine e mi chiedo se ci saranno supplementari o rigori, ma risulta che ci sia il golden goal su un tempo "tie-break" giocato a oltranza. Mi pare giusto. Tutti quei soldi per lavorare 90 minuti alla settimana? E guadagnatevelo sto stipendio, cazzoni.


La ramanzina nello spogliatoio del capitano Massimo D'Alema sembra aver fatto il suo effetto e l'Italia prende d'assedio la porta sovietica. I supplementari a oltranza diventano il palcoscenico del nuovo entrato, il centravanti Marco Columbro! È noto che ai mondiali i membri italiani del Soka Gakkai fanno bene, quindi speriamo.


Prima occasione per il conduttore di "Tra moglie e marito", a cui viene negata la gioia da un tuffo prodigioso del portiere Stalin, che lo mette subito a piano quinquennale.


Di nuovo, Columbro si fuma tutta la fascia destra, sapendo che questi sovietici dalla destra si tengono lontani, ma liscia la palla che finisce tra le braccia del portiere. Cazz!


Di nuovo lui! Columbro è scatenato. Dai che ci sei Marco, dai che ci sei! Tira! Traversa! "Eh vabbè ragazzi ma allora ditelo" sospira sconsolato il Columbrone, e attribuisce questa sfiga all'influsso degli UFO provenienti da Zeta Reticuli.


Ok, dice Columbro, tento l'ultima e se non mi riesce mollo tutto e apro un agriturismo in Toscana a fare l'olio biodinamico. Ma prima di raggiungere la porta dribbla tutta la difesa, e irride pure il difensore Solzenicyn dandogli la palla e riprendendosela con un tackle rapace. A questo punto tutti i sovietici si sono alzati in piedi applaudendo come nel finale di Rocky IV. "Se io posso cambiare, e voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiare!" Ed è gol! Il cronometro segna le 7 ore di gioco e finalmente tutti possono andare a casa.


No aspetta oh, che si ricomincia? Ah no. Era una finta. Bene, archiviamo con fatica la partita e io sono allo stremo delle forze e la chiudo qui. Vediamo chi ci sarebbe stato come prossimo avversario?


La Germania vestita da Spagna, o da Belgio. Grazie ma no grazie, prossimo gioco.

È merda? Sì, i controlli non sono un granché nel gioco "normale" ma il peggio è il momento del tiro in porta. Graficamente carino ma orribile concettualmente. Volevano fare gli sboroni con la grafica gli sviluppatori, capisco, ma se il gioco diventa noioso allora no. E poi boh, l'approssimazione delle maglie e delle squadre. Da un gioco ufficiale mi aspetto che i colori e le squadre partecipanti vengano rispettati. Merda, dunque.
Ci rigiocheresti? No. Sforzarmi invano di trovare una ragione per rigiocarci è più divertente che giocarci, quindi...

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Porca miseria, scusami. Ero sovrappensiero e ho confuso "cancella contenuto" con "rispondi". Mi cospargo il capo di cenere e stringo fortemente il cilicio attorno alla sacca maronaia.

      Riguardo la differenza col Commodore che tu citavi nel tuo sciaguratamente sparito commento, graficamente di certo è un miglioramento: alla fine, in quel periodo storico lì, l'aspetto visivo aveva un peso specifico molto maggiore, specie perché era la grafica che riuscivamo a cogliere sulle riviste di settore.

      La giocabilità, beh, su quella eravamo pure disposti a chiudere un occhio.

      Grazie mille per avermi seguito e perdona la mia inbranatisia (come diceva qualcuno al Vecchio Paese).

      Elimina
    2. Per i filologi del commento al blog, quello che aveva scritto il buon Riccardo prima che inavvertitamente ne cancellassi il contenuto, era questo:

      "Ho scoperto stamattina questo blog e...

      Mi sono piegato dalla risate. E' una recensione fantastica con citazioni da vero intenditore di calcio (Astutillo Malgioglio!
      e tutti gli altri portieri baffuti).

      Quando finisco di ridere, provo a leggere la recensione con attenzione XD.

      Comunque un gioco così, rispetto a quelli che avevo nel Commodore, era un upgrade notevole XD"

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  2. Dopo aver giocato a un gioco così, è normale essere in difficoltà con le tecnologie XD.

    Rinnovo i complimenti per la recensione, per quel che riguarda la tipologia di gioco era molto simile a un altro videogame che avevo nel Commodore: scorreva dall'alto al basso o dal basso all'alto (a seconda della squadra che manovrava il gioco), poi quando si entrava in area di tiro c'era il cambiamento della prospettiva come in questo "World Cup 90". Il portiere era velocissimo (faceva delle capriole alla Ed Warner), poi però sì, la parata classica era quella da saltino e tiro centrale. Ricordo che quando la palla finiva in calcio d'angolo, l'arbitro segnalava un "corno", invece del corner.

    Forse era un antenato del videogioco che hai recensito :D

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