lunedì 24 aprile 2017

Crime Wave (prima parte)

Se siete dei semianalfabeti e i testi di più di un paragrafo vi spaventano, cliccate qui per passare al gioco.

Microsoft Access, assieme a Powerpoint, è uno dei grandi mali che affliggono gli uffici. Powerpoint da un lato è un flagello per la produttività ed è mia seria convinzione che stia riducendo progressivamente l'intelligenza del cosiddetto management. Lo stile di esposizione di concetti a "slide" da un lato riduce la complessità dei concetti stessi a un elenco puntato di parole chiave e mezze frasi. Le possibili conseguenze sono due:
1) il management accetta le cose come sono, cioè vaghe, e non ha una vera idea di che cosa sta succedendo, oppure...
2) il management cerca di investigare più in dettaglio, focalizzandosi sulle minuzie, perdendo tempo, e giocandosi la fiducia dei sottoposti.

Access è ancora più dannoso. Nato come semplice database, si è evoluto tipo mostro di Frankenstein inglobando sempre più componenti, fino a che, in numerosi uffici, non è diventato uno strumento di produzione. Molta gente priva di formazione informatica ha costruito interi sistemi informativi "paralleli", che però erano più immediati, più rapidi, e all'apparenza più flessbili di quelli ufficiali.
E soprattutto, chi costruisce questi enormi e instabili pasticci informatici in Access guadagna una popolarità incredibile in ufficio, specie con l'altro sesso. 

Ed è così che ho conosciuto vostra madre.

E quindi i file Access crescono incontrollati, diventano sempre più instabili, e quando diventano inutilizzabili si scopre che interi processi aziendali dipendevano da loro, e bisogna sborsare milioni perché qualche ragionierino voleva fare il pavone con la matrona stagionata ma sempre bona del controllo di gestione.

Tutto questo come si pone nel contesto del gioco di oggi? In realtà non si pone molto, ma ogni volta che apro Access, come prima cosa penso sempre alla software house americana col vizio della digitalizzazione, autrice di giochi di golf, della saga di Tex Murphy, e, appunto, di Crime Wave.

Sigla!


Già dalla prima schermata il gioco si preannuncia ESTREMO. Un edificio che esplode, un pazzo urlante, un ciccione armato in tuta da sci, un karateka con tutina rosa, un giustiziere con occhiali ENORMI e una donna che si trascina un lenzuolo. Tutte queste informazioni in una volta mi intontiscono e mi fanno presagire qualcosa di grosso (e puzzolente).
La proprietà intellettuale nel 1990 era qualcosa di molto lasco, e Crime Wave nasce di per sé come una sfacciata scopiazzatura di NARC, un violento sparatutto a scorrimento orizzontale con grafica digitalizzata. 

Non soddisfatto, Crime Wave prende la musica della schermata introduttiva paro paro dal finale di un brano dei Pink Floyd, One Slip. La cosa interessante, da un punto di vista tecnologico, è che questo spezzone è reso con la tecnologia proprietaria della Access chiamata Realsound™. 

Al tempo le schede audio non erano di serie coi PC, e l'unica sorgente di suoni a disposizione era lo speaker, un emettitore di onde quadre monofonico (in parole povere: faceva bip). Il Realsound era un trucchetto che consisteva nel far suonare lo speaker a intervalli molto rapidi in modo da poter simulare, più o meno, un'onda più complessa. Il principio si chiama Pulse-Width Modulation e i signori Access ne erano così fieri che nel manuale del gioco hanno pure messo le istruzioni per costruirsi un cavo che colleghi il PC Speaker allo stereo.



"bella regaz!"

Cominciamo il gioco. Mettetevi comodi che questo articolo è lungo (talmente lungo che ho dovuto spezzarlo in due, manco fossi Ivan Drago).


5 anni nel futuro, il mondo è diventato una chiavica in mano alla mafia. Il pessimismo dei signori Access, che sono mormoni di Salt Lake City, è paragonabile al twitter di certi "esperti di geopolitica" moderni. Piromania, estorsioni, droga, omicidio, tutte quelle offese che fanno piangere Brigham Young (nessun problema per la poligamia, dunque). Ma il peggio deve ancora arrivare...


... la scena si sposta a un pacchianissimo ricevimento di beneficienza, in cui è presente la figlia del presidente degli USA, Ivanka Trump. 
No, scusate, questo è il 1995, quindi Chelsea Clinton. 
No, scusate, è un 1995 alternativo! La figlia del presidente, Brittany Cole, indossa un vestitino rosso molto rivelatore. Per un mormone, questa è praticamente pornografia. Noi che non siamo mormoni ma siamo uomini di mondo, notiamo subito che il vestitino rosso della First Daughter è lo stesso della figlia di Haggar di Final Fight. Figlia gnocca con vestito rosso, gang mafiosa molto potente, questo può voler dire solo una cosa.


...Brittany si reca in bagno a incipriarsi il naso, e un mafioso con occhiali da sci la corteggia con il metodo "Bill Cosby".


Per non farsi notare, gli sgherri se la danno a gambe in un elicottero dei Playmobil. Eddie, l'esecutore del rapimento, rassicura il capo dicendo che è tutto a posto, la ragazza è presa, e quei pagliacci non se ne sono manco accorti.


Poco dopo, edizione straordinaria del TG: il conduttore Paolo Valenti interrompe l'inviato da Ascoli Tonino Carino perché bisogna dare la notizia che la figlia di POTUS è stata rapita da uomini armati di pistole, quando in realtà è bastato un fazzolettino impregnato di etere. Ora, senza tirar fuori il termine "Fake News" con cui si riempiono la bocca personaggi privi di spessore, è davvero sconfortante il fatto che il giornalismo debba sempre costruire una storia coi fatti per "venderli" meglio, come se fossero prodotti, questa ricerca continua della "narrativa" fa sì che la realtà cerchi di uniformarsi alla finzione e la cosa non mi piace per niente.
Quindi questo gioco è un'opera di finzione che rappresenta una realtà che rappresenta i fatti uniformandosi agli stereotipi della finzione. Pensateci su.

Ma passiamo a introdurre il protagonista, il "Super Crime Fighter" Lucas "Luke" McCabe. Che dire? Prima di tutto, il vostro ex videogiocatore si dissocia da ogni forma di vigilantismo e giustizia fai da te. Inoltre, mi chiedo: se, come sostieni, sei un "Super Crime Fighter", che cavolo hai fatto fino a adesso, visto che il crimine imperversa? 


Diciamo anche che per essere un eroico supercombattente del crimine, Luke non sembra avere il physique du role. Faccia tondeggiante che lascia intuire una lieve pinguedine, cofana di capelli ingelati, tutto vestito di nero, occhiali da sole anche negli interni, assenza di basette... ehi un momento! Luke McCabe è Fabio Faraci!

Gli occhiali ridicoli stile "Alberto Tomba", poi, ammazzano ogni credibilità. Durante tutto il gioco, McCabe non li toglierà mai. 

Nella sua cameretta, McCabe tiene il suo "computer del crimine", che è collegato agli archivi della polizia e dell'FBI. Come prima cosa, siccome è troppo intento a combattere il crimine per leggere i giornali, si informa sulla figlia del presidente.


"È single! Computer, pensi che vorrà mettersi con me se le salvo la vita? Riuscirò finalmente a perdere la verginità?"

Il computer non risponde, facendo finta di non sentire.


Però nell'archivio c'è la foto di Brittany. Forse non tutti sanno che ogni presidente degli Stati Uniti, al momento dell'inaugurazione, deve fotografare propria figlia nuda e mettere gli scatti nell'archivio della polizia federale.

Giannelli sul Corriere della Sera fa una vignetta sul fatto che Chelsea Clinton è brutta. Nessuno ride.


Dopodiché cerca informazioni sull'autore del rapimento. Eddie Moscone, parente di Germano. Sette mandati d'arresto di cui 6 per bestemmia, 3 volte perdente. Non riesco a capire perdente di che cosa, ma forse è l'archivio della polizia che insulta Eddie dandogli del perdente.


Fortunatamente nella foto Eddie non è nudo. Ha anche gli occhiali più piccoli di Luke, il che mi fa pensare che in questo 1995 alternativo ci sia una forma di compensazione di dimensioni con gli occhiali, un po' come con il SUV. A quanto pare ci sono stati dei trascorsi tra Eddie e Luke, ma il gioco non indaga oltre.


Accidenti a te, gioco. "King pin" ? Sul serio? E perché non "Mr. Big" allora? Notevole anche il nome dell'organizzazione criminale di cui è a capo: M.O.B. un po' come dire M.A.F.I.A. Nessuno spiega che cosa voglia dire l'acronimo.


Non esistono foto di King Pin, ma c'è una silhouette. Una volta ero in gita a Parigi con un'ex morosa e due "artisti" di Montmartre la irretirono facendole la silhouette con le forbici e un foglio di carta nera. Lei credeva fosse un omaggio, ma quando le dissero il prezzo, a opera compiuta, li sfanculai e loro offesi stracciarono la silhouette. Basta, tutto qui. Si noti il fatto che su questo piccolo episodio non ci faccio un intero post pieno di "E allora li ho asfaltati!" "#stacce" "e loro muti". E la claque dei commenti a dire "Grande, ex videogiocatore!" "Mi sono commosso in ufficio, accidenti a te ex videogiocatore!" "Sei un vero supereroe, ex videogiocatore!" Sono cose, queste, che andrebbero apprezzate.


Il nostro fidato computer ci dice anche che Eddie è stato visto nel deposito dei treni. Lo voglio anch'io un computer così. Quello che ho io ora mi riporta solo una lista di lamentele e di frignate che vengono da ogni parte del mondo.


Intanto, al centro di comando di King Pin, quattro uomini in tuta blu col logo della M.A.F.I.A. sulle spalle. La voce fuori campo è quella di King Pin, e i suoi sgherri gli rispondono "No problem K.P." in maniera molto informale, il che mi fa pensare che King Pin sia come certi dirigenti che giocano a fare i manager moderni, che indossano il completo senza cravatta e millantano di vedere gli impiegati più come amici che come sottoposti. Si riconoscono per il fatto che mentre gli stai parlando questi stanno evidentemente pensando a qualchecos'altro.

Diffidate di questa gente.


Oh era ora, inizia il gioco. Un tizio con una tuta di acetato bianca, gli stivali rossi e un mullet a mezza spalla, armato di fucile d'assalto, entra in scena saltando da un paio di metri, e io mi chiedo: chicazz'è costui? Dopo aver provato a muovere qualche tasto, scopro che sono io! Cioè, è Luke McCabe, che quindi sono io! Forse. 

Insomma salta fuori che McCabe quando entra in azione si toglie la giacca di pelle e si mette questa tuta bianca. E fin qui lo capisco, le giacche di pelle moderne si graffiano con niente e visto che il lavoro è sporco, una bella e comoda tuta da imbianchino è l'ideale. Quello che non capisco è come mai il nostro eroe cambi pettinatura.


Una peculiarità interessante di Crime Wave è che il protagonista si muove molto più velocemente quando è accucciato. Inoltre, premendo i tasti su e giù da in piedi, McCabe guarda lo schermo o gli da le spalle. Premendo i tasti su e giù da accucciato, McCabe si muove di lato. Questo perché è importante? Perché McCabe non può sparare quando guarda verso lo schermo. 
Tutto questo, unito al fatto che da accucciati si prendono meno proiettili, fa sì che tutto il gioco lo passi con il tasto dell'accucciamento premuto con un pesetto. Questa è la via del Super Crime Fighter Luke McCabe.


Il fucile d'assalto di McCabe ha una doppia funzionalità. Spara proiettili (il cui numero è in alto a destra), e razzi, che mandano in pezzi i nemici. Il numero è il secondo a destra a partire dall'altro.


Altre cose che possiamo fare è confiscare panetti di cocaina (i cubetti bianchi) e mazzette di danaro (quella specie di insalata). Sulla sinistra dello schermo abbiamo le vite rimaste e l'energia (la barra gialla). Nell'immagine qui sopra possiamo vedere come McCabe prenda a colpi di razzo un cassonetto di fianco al treno, senza che questo vada in pezzi, ma facendo sì che si apra mettendo in bella mostra 5 panetti di cocaina.

Più tardi.


Dopo il livello della stazione c'è un livello ambientato in una strada. Lodevole il fatto che sia tutto digitalizzato, ma il livello è estremamente noioso e quindi ve l'ho risparmiato. Sono gesti, questi, che andrebbero apprezzati.


Intanto, in un magazzeno di periferia, la First Daughter sta venendo palpeggiata da qualche programmatore della Access travestito da mafioso. Posso immaginarmi che certe scene le abbiano dovute girare un sacco di volte, perché quando mai ci ricapita di toccare una donna?


Ri-Intanto, Eddie si è accorto che McCabe lo sta inseguendo. Eddie non somiglia minimamente a quello che abbiamo visto sul computer, anzi se non fosse per gli occhiali più piccoli diremmo che è uguale al McCabe delle sequenze di intermezzo, quello con la giacca di pelle. Diremo dunque che Eddie è una proiezione del subconscio di McCabe che sta giocando da solo, nella sua mente, a fare il Super Crime Fighter. 

Che sia o no così, la sua assenza di basette mi turba molto.


La scena si sposta di nuovo nel centro di comando della M.A.F.I.A. Gli scagnozzi piagnucolano: "che cosa faremo ora, capo?". King Pin suggerisce di mandargli contro i ninja. Anzi, i "Ninja's" dice il boss confondendo il plurale col genitivo sassone. Questo insegna ai nostri virgulti che abbandonando la scuola si entra inevitabilmente nella malavita.


Ecco un ninja. Ha la fronte imperlata di sudore. La testa sudata è sintomo di carenza di vitamina D.


Esattamente come McCabe, il ninja nel livello è completamente diverso dal ninja delle sequenze di intermezzo. Apparentemente, nei livelli i ninja diventano il karateka con tutina rosa visto nell'intro. Però lanciano stellette ninja. 

Vediamo anche alcuni bonus. Quella specie di "Super Liquidator" (Grande, ex videogiocatore! Che cosa mi hai ricordato, ex videogiocatore! Mi sono commosso seduto sul cesso, ex videogiocatore!) è un'arma che spara cinque proiettili alla volta. L'alambicco con dentro la E sbrilluccicante ci ricarica tutta l'energia. Sul vagone della metro c'è un cecchino rompiballe, e con un salto molto impacciato McCabe lo fa fuori.


Anche con l'energia rabboccata, McCabe prende una pallottola di troppo e si butta indietro con un urlo digitalizzato Realsound™, con una teatralità degna di Nedved in area avversaria. Fortunatamente guadagnamo una vita ogni tot punti, quindi non ci preoccupiamo.


Nel gioco ci sono distributori di Coca Cola sparsi in giro per i livelli. Mi chiedo se la Coca Cola abbia pagato per questo product placement o se sia l'ennesima interpretazione liberale del copyright da parte della Access. Facendo saltare i distributori, compaiono panetti di cocaina, il che mi fa pensare a due cose:

1) Nel 1995 alternativo, dopo il fallimento della New Coke, la ricetta della Coca Cola è tornata quella degli inizi
2) Forse la Access aveva chiesto alla Coca Cola dei soldi per non farla apparire nel gioco.


Bella la porta blindata stile "Maxwell Smart" in mezzo a un vicolo. Ancora più belli i manifesti pubblicitari di Mean Streets, altro gioco della Access, con tecnologia Realsound™, nei migliori negozi!


Intanto, momento bondage. Brittany si agita e le esce mezza tetta di lato. Un'ola scatenata parte sugli spalti...


...ma il momento hot finisce qui, perché la sceha si sposta su Luke McCabe e i suoi occhiali di dimensioni brobdingaghiane. McCabe guarda verso il basso dicendo "peccato per Eddie, volevo parlargli", il che mi fa pensare che stia orinando sul cadavere di Eddie. 
Ma no, neanche questa botta di carisma, la telecamera fa zoom out e McCabe sta leggendo dei pizzini che gli ha rubato. Pare che l'ingresso per gli stabilimenti di proprietà di King Pin stia nei bassifondi. Cominciamo con uno stabilimento di produzione di armi.


Gli scagnozzi di King Pin come al solito frignano, ma il grande capo ha un asso nella manica. Crack Mack e i suoi amici, nessuno li può fermare quelli! Che aspetto avrà mai questo famigerato Crack Mack? Che cosa avrà di speciale questo terrore dei vigilanti, che nessuno può fermare...?


...oh.


Crack Mack sarà pure fuori di testa e con un'espressione per la quale non sono in grado di trovare un aggettivo, ma una cosa ha capito: per avere successo in questo gioco bisogna tenersi bassi. Crack Mack, vestito con camicia rosa e jeans azzurri, cammina tutto ingobbito con un lanciagranate.


Che questo gioco non scherza affatto lo si vede anche dai graffiti. "KILL" "DRUGS" "SHARKS". Mica cazzi. Il graffito "STARBUCK" invece mi lascia più perplesso. Magari una forma di aggiotaggio da parte della multinazionale del caffè che mette a ferro e fuoco quartieri rispettabili per comprare a basso costo e costruire caffetterie, invece leggo su mobygames che Starbuck è uno dei designer del gioco.


Nelle porte con la freccia si può entrare, ma noi non lo facciamo perché sono delle stanze bonus in cui è facilissimo morire, e allungano soltanto il brodo. Se non avete ancora capito, io voglio arrivare alla fine di questo gioco perché è giusto che il mondo veda tutte le sequenze di intermezzo.


Il mitraglione trovato sotto il bidone è la seconda arma bonus, una specie di lanciafiamme con il bonus aggiunto che quando la fiammata colpisce il bersaglio fa partire delle stellette ninja in tutte le direzioni. Non so spiegarvi altro. Il pupazzetto bianco a forma di McCabe con mullet e tuta bianca, invece, è una vita aggiuntiva.


Intanto, nel magazzeno, uno sgherro di King Pin avvicina il pacco alla faccia di Brittany. Nel 1990 tutto questo era qualcosa di rivoluzionario, e quando ci giocai, (avevo 8 o 9 anni) facevo bene attenzione a lanciare questo gioco quando i miei non erano in casa.

Ora sono più anziano e disilluso, e quindi riesco a individuare le incoerenze della trama. Come, ad esempio, ma questo qui che è apparso in basso a destra non è Eddie? Ma non era morto? Non lo so.


Intanto(2), McCabe si accinge ad entrare nella fabbrica di armi. Molto bello che mentre pensa il nostro Super Crime Fighter si incanta come un criceto spaventato.


Intanto(3), nell'alcova di King Pin iniziano tutti a farsela addosso. Tant'è che King Pin tenta con un'ultima carta: Tiny e la sua ghenga. Tiny? Che nome del cazzo è Tiny per un sicario?


...ok, non ce la faccio ad andare avanti. Datemi una settimana per ripigliarmi e finalmente avrete le risposte alle vostre domande:

Qual è l'aspetto del famigerato King Pin?
Riuscirà Luke McCabe ad avere il suo primo bacio?
Questo gioco è merda?

Restate con noi, per quanto la tentazione di fuggire sia forte.

5 commenti:

  1. Questo videogioco, prima della tua recensione, mi era totalmente ignoto. Ma ai tempi avrebbe entusiasmato anche me, per la bellezza della protagonista (suo malgrado) femminile. Che ricordo (senza essere seduto sul cesso)!, quando si giocava di soppiatto ad alcuni videogiochi che per alcune immagini potevano finire sotto il vaglio della censura materna (mentre Mortal Kombat era sdoganato a tutti gli effetti nonostante sangue a fiume, decapitazioni e smembramenti). Comunque il fatto che nella foto segnaletica sia nuda, deduco che fosse intenzione dei programmatori fare leva sui propri giovani giocatori. Per il resto, il fatto di dover giocare accucciato, mi avrebbe aiutato: io sono sempre stato uno molto prudente in questi tipi di videgiochi. Si sa, chi è scarso non può andare allo sbaraglio. Crack Mack sembra un zombie, ma detto questo, mi sembra che in fondo in questo gioco siano stati attenti al contorno, in modo da rendere più appetibile il gioco in sé, che mi sembra poco innovativo rispetto gli altri titoli del genere e anche poco divertente. Merda, giusto? :D


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    1. Una settimana di pazienza e lo saprai (comunque il tag "probabilmente merda" è uno spoiler abbastanza forte).

      Per il resto, hai ragionissima sul fatto che abbiano puntato più al contorno che al gioco in sé. Tieni conto che nel 1990 molti dei giochi in commercio erano ancora in EGA, e quindi avere 256 colori tutti in una volta con grafica fotorealistica ti faceva sorvolare sulle lacune del gioco vero e proprio. Se poi la damsel in distress era pure bona, ancora di più.

      Purtroppo, nei credits del gioco, nel manuale e su mobygames non trovo il nome degli "attori" quindi temo che non sapremo mai chi sono gli interpreti di questi personaggi memorabili.

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    2. comunque l'eroe con il mullet è qualcosa di terribile

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    3. il concetto stesso di mullet è terribile, direi. (Ma forse sono invidioso perché a me viene l'afro se me li lascio crescere)

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    4. No dai, il cattivo con il mullet, negli anni '80, era perfetto :D

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