lunedì 20 marzo 2017

Diabolik - Inafferrabile Criminale


Un tempo il www non esisteva, e quindi come ci si procurava il quantitativo di divertimento elettronico necessario alla sopravvivenza? C'erano i negozi, ovviamente, ma quelle 99.900 lire per videogiochi spesso mediocri erano decisamente troppi. Ci si mandavano allora gli amici a comprarli e poi si condivideva il tutto (sharing is caring!). C'era poi un compagno di classe il cui fratello faceva parte di un club pirata e aveva sempre le ultime uscite prima che arrivassero in italia. Però le dava solo a uno della nostra cerchia, di cui era segretamente innamorato. Io purtroppo non avevo ancora sviluppato il fascino animale che mi consente di stendere la gente col mio carisma, quindi mi rifugiavo nell'ultima spiaggia dei videogiocatori sfigati: l'edicola.

Evidentemente non ero il solo a dover ricorrere a questo canale di distribuzione, perché nel 1992 una software house del Vecchio Paese, la Simulmondo, ebbe un'intuizione.

Il patron di questa casa produttrice, Francesco Carlà, si dichiarava un grande appassionato di videogiochi. Leggendo i suoi articoli (scritti in un italiano molto naif) su MCMicrocomputer, mi viene da pensare che fosse appassionato alla parte business del videogioco e non al videogioco in sé.

 La storia mi diede ragione quando il Carlà lasciò perdere i videogames e si buttò sulla finanza. Ma questo avverrà più tardi. In quei tempi, l'intuizione della Simulmondo fu che c'era un sacco di gente come me, che non aveva i mezzi per comprarsi giochi costosissimi in negozi che erano pure pochi e spesso distanti.

Quindi, anni prima della distribuzione episodica della Telltale, la Simulmondo pubblica mensilmente in edicola una serie di giochi ispirati ai classici del fumetto italiano. I primi due sono Diabolik e Dylan Dog. Io e un amico ci mettemmo d'accordo: io avrei preso Diabolik, lui avrebbe preso Dylan Dog, e poi avremmo condiviso. Purtroppo però, il piano fallì perché la madre del mio amico entrò all'improvviso nella sua cameretta e vide una donna nuda coi denti da vampiro e quindi riportò il dischetto in edicola e prese Diabolik pure lui. E quindi ci trovammo entrambi con Diabolik originale e con la ferma risoluzione a non metterci mai spalle alla porta in ufficio. Cominciamo, và!


Formidabili quegli anni. 19.900 lire e avevi un gioco nuovo ogni mese. L'animazione del logo riesce ad essere gradevole pur nella sua pacchianità, ma si vede che c'è della cura dietro e non è una roba disegnata male e digitalizzata alla meno peggio con uno scanner trovato nel detersivo. La cosa drammatica di tutto ciò è che a partire dal quarto episodio, la realizzazione diventerà esattamente così. Penso che ciò sia dovuto al fatto che pubblicare un videogioco ogni mese è un ritmo troppo alto, e giunti a un certo punto le risorse bisogna tagliarle. Ma questo è "Inafferrabile criminale", primo episodio della serie dedicata alle avventure del ladro-gentiluomo ideato dalle sorelle Giussani, e ancora non ci preoccupiamo.


La prima scena mostra la macchina di Diabolik attraversare una radura. Viene da chiedersi, un criminale super-ricercato come il nostro protagonista, non potrebbe utilizzare una macchina meno vistosa? La banda della Uno Bianca usava una macchina tra le più comuni in Italia in quegli anni, non esisteva certo la banda della Porsche Cremisi. Ma immagino che far girare Diabolik in una Innocenti Nuova Mini avrebbe tolto un po' di fascino al protagonista.

(Ovviamente scherzo, stimo le Innocenti Nuova Mini che peraltro era l'auto di mia mamma e faceva un rumore tale che tutti al Vecchio Paese erano in grado di riconoscerla)


La schermata del titolo è lunghissima, e la cosa è impressionante se pensiamo che il gioco sta in un dischetto da 720 kilobyte. I credits riescono ad essere anche molto stilosi, con elementi tipici dell'universo di Diabolik: il pugnale, i diamanti, le maschere di gomma, la fregna.


Comincia il gioco con un cambio di stile grafico, più fumettoso. Il tutto riesce a mantenere una certa coerenza e riesce pure ad essere bello. Ricordo che per me, che ero abituato a schifezze in CGA/EGA, vedere 'sta roba che era ai livelli di un'Amiga su un 8086 mi lasciava a bocca aperta. Ed era pure originale. E preso in edicola. E non costava centomilalire. Le aspettative erano stratosferiche.


Il primo dialogo mostra alcune crepe. Un tizio poco raccomandabile parla al poliziotto e chiede di poter entrare in banca perché sono spariti degli stipendi. Non solo... anche lo stipendio del poliziotto potrebbe essere andato perduto.

Ora, devo ritenermi fortunato perché qualche anno fa, nel mio lavoro serio, un problema informatico aveva sputtanato lo stipendio a circa diecimila impiegati, e non mi risulta che questo sia stato la causa indiretta di furti di diamanti. (Comunque poi ho sistemato il problema, gli stipendi li ho recuperati tutti prima della pausa pranzo, durante la quale mi sono dato delle arie con quella che poi è diventata mia moglie.)

In ogni caso, non è possibile che in caso di sparizione di stipendi anche il poliziotto non riceva il suo salario per le seguenti ragioni:

  1. Il poliziotto è un impiegato statale, non è un impiegato della banca. Se lo fosse, non chiederebbe "di chi? degli impiegati della banca?" al misterioso ispettore. E soprattutto non avrebbe i gradi.
  2. Mettiamo che il sergente sia quello che un mio conoscente poliziotto chiamava con disprezzo "un Vitocatozzo". Se non fosse un vero poliziotto, va detto che  le banche non assumono direttamente le guardie, ma si appoggiano a società fornitrici di servizi di sicurezza, come G4S o Securitas, tramite appalto. Non è dunque possibile che assieme agli stipendi dei bancari sia sparito lo stipendio del Vitocatozzo, dato che si trovano su due linee budgetarie diverse e il pagamento al fornitore dei servizi di sicurezza viene impegnato al momento della stipulazione del contratto quadro, ergo il Sergente Vitocatozzo potrà dare da mangiare ai suoi figli anche questo mese.
 Immersione rovinata. DIAMINE!!


Se il Vitocatozzo fosse stato più furbo avrebbe intuito quello che tutti noi al di qua dello schermo abbiamo capito. Il misterioso ispettore degli stipendi è Diabolik che una volta entrato si toglie la maschera di gomma e si veste da ninja.

L'aderenza della tutina di Diabolik è un grandissimo mistero. C'è chi pensa che il re del crimine sia in realtà nero e vada in giro nudo con una mascherina da pulcinella color carne sugli occhi. Ipotesi interessante.


Si comincia! Il gioco è un platform con elementi adventure. Il motore è quello del gioco "Dylan Dog - Gli uccisori", che era uscito nei negozi prima che la Simulmondo cominciasse con le serie da edicola. 

Questo motore ha una peculiarità. È lento da far schifo. Da un supercriminale che prende il nome da una pantera per via della sua agilità ci si aspetta qualcosa di più di un passo al secondo. Peggio di tutto, la transizione da una schermata all'altra dura tre secondi. Proprio tre, contando "uno Mississippi due Mississippi tre Mississippi".

Il gioco è bidimensionalissimo, ma premendo il tasto freccia su, si può entrare nelle porte, così.


No cazzo!


Ecco, così va meglio. Questo gioco è pericoloso per i tasti della tastiera, che picchio fortissimo nella vana speranza di fare andare il tutto più rapidamente.


Tanto per dire, per saltare nel condotto di aerazione ho dovuto tentare tre volte. È frustrantissimo. Nel 1992 ero abbagliato dalla grafica e non ci facevo caso, ora ho perso l'innocenza e ci faccio caso.


Nel condotto di aerazione un gradito cambio di prospettiva. Non c'è solo azione, si deve pensare anche! Provo con le maniere forti e uso l'esplosivo per far saltare una piccola grata che mi blocca. Diabolik ci lascia le penne, ma il gioco è estremamente clemente e mi lascia riprovare.


E dunque riproviamo. Spray acido e passa la paura.


All'uscita del condotto di aerazione c'è un Vitocatozzo di pattuglia. Scendo dalla grata pronto a confrontarlo ma appare il "SECURITY CHECK", il codice di protezione. Certo che bisogna essere proprio pezzenti per piratare un gioco da ventimilalire, dieci euro nel conio corrente. Se la copia di Dylan Dog del mio amico non fosse stata fatta sparire, forse saremmo stati pezzenti anche noi.


Passato il SECURITY CHECK il gioco riprende con il Vitocatozzo che mi sta manganellando il coppino. Io mi giro e gli sparo come manco Indiana Jones con lo spadaccino egiziano. Perché Diabolik gira così ingobbito?


Altra sequenza a menu. Stavolta dialoghiamo col direttore della banca, tale Turner, cercando informazioni sui diamanti che vogliamo rubare. Peraltro mi rendo conto che nel gioco non si è mai parlato dell'obbiettivo finora. Ma se ricordo bene la premessa veniva spiegata in un breve fumetto allegato al gioco.

Una volta ottenute le informazioni necessarie, salutiamo educatamente il signor Turner che però ci spara. Che maleducato. Ha anche una giacca di un colore inguardabile. Riproviamo.


Rassicurando Turner e invitandolo alla calma, scopriamo che l'industriale Nelson Larque ha comprato i diamanti e pure la Gemma di Salomone, che però è il nome dell'episodio del mese successivo. Stavolta lo salutiamo accoltellandolo. Belle anche le animazioni. Oh, la parte arcade lascia a desiderare ma sto gioco rischia pure di essere figo.


Qualche ora dopo Diabolik è al covo a parlare con la fidanzata Eva. Al tempo non avevo la minima idea della trama del fumetto quindi raccoglievo informazioni qua e là tra il manuale di istruzioni e domande a mio papà che qualche fumetto lo aveva letto e parlava di un certo ispettore Ginko che nel gioco non appariva.

Visto che il dialogo è lungo, proviamo a commentarlo.


Ecco Eva. Sullo sfondo ha un quadro raffigurante membri del Ku Klux Klan dipinti di rosso. Allora amore? Chiede ansiosa.


Diabolik parla del rapporto che ha estorto a Turner, in cui c'è spiegato come raggiungere i diamanti, nascosti in un bunker fuori città.


Uhm. Ho mancato uno screenshot o qui manca un soggetto? Comunque Diabolik ha letto il rapporto della Turner Bank, ma io no. E io devo guidare Diabolik, che sa come raggiungere il bunker, ma io no.

Che sesquipedale stronzata.


Ok, il bunker ha una porta chiusa. Giusto, è un bunker. Non fa una grinza.


(scrivendo su un blocchetto degli appunti) Torrette di comando. Suppongo ci vorrai dire in che cosa consistono, spero.


Grazie, maestro dell'esposizione. Mi sento un po' il terzo incomodo di questo dialogo romantico, un po' come quella volta che ero in vacanza con un gruppo di amici e mentre due stavano facendo petting sul letto del bungalow, un terzo stava sdraiato ai piedi del letto guardandoli e facendo addominali. Quel terzo non ero io.


Mi piace l'uso del verbo "agire", che nel gioco significa premere il tasto freccia su, come quando si agisce sulle porte.


Eva si vuole levare dalle palle il fidanzato.


"Tranquilla Eva, mi tolgo di mezzo ASAP così puoi tornare in camera ad arrotondare coi cam-show su pornhub", dice Diabolik col suo gilettino verde lime.


Ah, dai, figata! Magari potresti mostrarla anche a me, visto che ti guiderò io, no? No eh? Bah.



Ma cambiamo argomento e lanciamo il teaser per invogliare i giocatori a spendere altre ventimilalire per Diabolik 2 - La Gemma di Salomone.


Intuisco che la prima parte del secondo gioco consisterà nel trovare info sulla G.d.S.


Cambio inquadratura! Eva ha due tette enormi. Sarà incinta? Comunque il quadro dietro di lei è orrendo e penso che lo abbiano lasciato rubare a Diabolik per potersene liberare.


Ok, ma dieci miliardi di cosa? Ho cercato su Wikipedia e ho scoperto che la città-stato di Clerville è passata all'euro nel 2002 quindi potrebbe essere una cosa tipo il Montenegro che emette euro come moneta corrente, senza far parte dell'eurozona. Oppure è la città del Vaticano.


Ma lo faremo nell'Episodio 2 di Diabolik - La Gemma di Salomone! Tra un mese in edicola, solo da Simulmondo.


Non so se ho preso male io gli screenshot o questa conversazione è schizofrenica.


All'inizio non avevo idea che Eva fosse la fidanzata di Diabolik e cercavo di andarmene via al più presto perché temevo mi pugnalasse alle spalle o qualcosa del genere. Questa paura delle donne me la sono trascinata per anni. Molti uomini che conosco non l'hanno mai superata.




Eh, solo ai diamanti e alle vacanze pensano queste. Le donne sono tutte avide zoccole tranne la mamma, dice Diabolik, e si iscrive a un forum di tecniche di seduzione rapida.



Ma anche Diabolik non scherza in quanto ad avidità/zoccolaggine. Rubati i diamanti E LA GEMMA allora si può pensare di far vacanza. Prima no, e non battiamo la fiacca.


Mi rendo conto che aggiungendo un paio di bestemmie a questo dialogo avremmo un perfetto gioco di Kill Killer, il capolavoro di Roberto Galati.


Promesso! dice Diabolik ostentando un ghigno coprofago degno di un pupazzetto di He-Man.


SHLUPPRUBLRLBLGHLAGLGHELGLAHGL


Dopo lo scambio di opinioni (e di fluidi corporei) tra Diabolik ed Eva, il Nostro parcheggia la Jaguar fuori città vicino al bosco dove si suppone ci sia il bunker dove Larque tiene i diamanti. Ne approfitto per provare a correre, ma è quanto di più scomodo esista. Ogni passo dura un secondo e in un secondo, nel mondo dei videogiochi, succedono un sacco di cose. Il salto in corsa è la parte più difficile da fare, perché bisogna trovare il momento esatto in quel secondo in cui saltare. Praticamente, tutto ciò che Prince of Persia fa bene dal punto di vista dei controlli, Diabolik lo sbaglia.

Inoltre, posso aggiungere che quegli alberi sono disegnati male?


Una schermata dopo, c'è una porta in mezzo alla foresta, su una piattaforma costituita da un tronco fluttuante nel nulla. Provo a saltarci sopra ma è un casino, devo andare su un altro tronco. La cosa tragica è che la capacità di Diabolik di saltare su una piattaforma è completamente arbitraria. Su altre piattaforme alla stessa altezza ci si salta, su questa no. Boh. Quelle palle giranti servono per ottenere dei punti.


Tra una schermata e l'altra Diabolik telefona a Eva con il suo smartwatch. Il dialogo non aggiunge nulla alla trama, scopriamo però che le collezioni d'arte di Larque sono tutta una copertura per riciclare il denaro del traffico di armi. Così Diabolik ha anche la giustificazione morale per i suoi furti, non sia mai detto che il derubato è un filantropo che coi soldi dei diamanti dà da mangiare ai bambini poveri.

Ah ah ah, ma che cavolate vado mai dicendo, da che mondo è mondo i bambini poveri si sfamano di like e di "amen" su facebook. Scusate.


L'intelligenza artificiale dei nemici lascia a desiderare. Sarebbe bello prendere questo mercenario a calci in faccia dalla nostra posizione di superiorità, ma la funzione non esiste. La qualità del gioco, in questa sezione, è crollata e sta rapidamente precipitando nella zona marrone.


L'esercito personale di Larque, pur avendo un mezzo corazzato, non sembra avere armi migliori di un randello piuttosto corto. L'energia di Diabolik è raffigurata dalle sbarre della prigione che lentamente scendono sulla sua faccia.



Ed ecco un'altra sequenza. Un sistema di allarme posto in mezzo a una radura ENORME. Anche qui, si usa lo spray acido per disattivarlo. Cosa è cambiato? Non sono riuscito a scoprirlo.  Finita la lunga sequenza, torna di nuovo il Security Check. Ma scherziamo? Un gioco da 10 euro (17 tenendo conto dell'inflazione) e c'è il codice di protezione due volte? Mi sono rotto i coglioni.



Il gioco termina quando Diabolik muore tre volte in una sequenza a menu, quando le sbarre coprono tutta la faccia, o quando si preme esc (come nel mio caso). La maschera da Pulcinella, che il Diabolik nero e nudo indossa, perde gli occhi. Con la scritta game over si vede questa immagine evocativa con l'ombra del nostro ladro preferito che sta cadendo addosso alla pantera sua omonima. 

Ma attenzione! Esiste la possibilità di continuare! Se si continua, il gioco riprende come se niente fosse, ma con zero punti. Non credo gliene freghi qualcosa a qualcuno dei punti, di certo a me non me ne frega più niente del gioco. 

Prossimo gioco!

È merda? Sono un po' combattuto. La grafica, almeno in questo primo episodio, è curatissima e senza sbavature (appariranno a partire dal quarto episodio, con un calo vertiginoso della qualità). I controlli, invece, sono qualcosa che ti riconcilia con la morte. Fosse stato un gioco adventure fatto tutto sulla falsariga delle sequenze di intermezzo (magari con un po' più di interattività) sarebbe fantastico. Purtroppo però, e lo dico con il senso di autarchico patriottismo che mi sanguina, è il divertimento che fa il gioco: questi controlli orribili, uniti alla ripetitività della seconda parte del gioco, ammazzano ogni possibilità di divertimento. Dunque, è merda.
Ci rigiocheresti? No. E neanche al seguito "La Gemma di Salomone". Ma, qui lo dico e qui lo nego, sui giochi Simulmondo da edicola ci tornerò.
È uscito nel 1992. È il videogioco più bello di sempre? Ovviamente no.

4 commenti:

  1. Come sempre, grandi risate!
    Eva con quelle sise non si è mai vista, in effetti: nel fumetto poi non hanno mai nemmeno calcato la mano su tale aspetto, rendendola sexy proprio perché non si tira da battona come nell'immagine che hai mostrato... strano che l'Astorina glielo abbia fatto realizzare così.

    I movimenti di Dk sono quelli del principe di Persia.
    E sai cosa ti dico? FINALMENTE, a distanza di venticinque anni, scopro com'erano quei dischetti SIMULMONDO di Dk, visto che vedevo sempre gli spot negli albi (sono tuttora un grande lettore di Diabolik) ma non ho mai avuto occasione di vederne il gioco!
    Grazie mille, dunque^^

    Moz-

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    1. La Sua soddisfazione è il nostro miglior premio.

      Guarda, pur apprezzando la Simulmondo per le migliori intenzioni di riuscire a creare un fumetto interattivo con cadenza mensile, non oso immaginare la fatica nello stare dietro alle deadline, quindi da qualcosa bisogna pur tagliare. Purtroppo, il motore platform per i primi tre episodi non era veramente all'altezza delle movenze feline di Diabolik.

      A partire dal quarto episodio le cose sono migliorate da quel punto di vista, ma oramai il format era diventato ripetitivo, e a causa delle scadenze ravvicinatissime, i poveri Simulmondo avevano dovuto rinunciare alla qualità con degli scan editati malamente.

      Per quanto riguarda Eva, non so proprio dirti. Magari per sveltire il disegno hanno ricalcato la sagoma da qualche Teletutto che albergava in via Berti Pichat...

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    2. Ahahaha, ci può stare XD
      Ma sostanzialmente, la storia riprendeva quella degli albetti allegati?

      Moz-

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    3. Non saprei, non credo. Erano poche tavole, comunque. Il resto era manuale di installazione (sia Amiga che PC), security check, e la terribile "Simulposta" in cui Francesco Carlà rispondeva, col suo italiano pop, alle lettere degli amici lettori a casa.

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