sabato 31 dicembre 2016

Grand Prix Circuit

Che poi ovviamente non lo chiamavamo così ma era quello della formula uno. Solo quello girava, il F1GP della microprose era ancora in fase di produzione e altri giochi non ne avevamo. Questo me lo passò il figlio del fornaio di fronte a casa mia preso a compassione dal fatto che avevo solo quei tre o quattro dischetti, e il 90% erano tutorial dell'Olivetti. La cosa non fece piacere ai miei, perché "Solo giochi educativi!". Poi gliela diedero su.


Visto che figata? Gif animate. Questo blog è nel FUTURO.


Ecco il menu. Nome solito, mi raccomando con la O perché sennò ci si accavalla con la formula Indy. Che non sono le gare automobilistiche in cui ci si prende a frustate. Ho fatto la citazione, visto? Perché per essere fighi bisogna essere per forza citazionisti? A tal proposito vi consiglio i libri di Jaron Lanier, in cui parla della neotenia. Che non è una nuova versione di verme solitario, ma è la ritenzione di caratteri infantili vista come cosa positiva (quando non sempre lo è). È interessante. Ma sto divagando. Difficoltà semplice perché al Divo Giulio tutto riesce semplice, tre giri per gran premio bastano e avanzano, e niente pratica, ma si va direttamente al campionato.



Si può correre con tre macchine. La prima è la Ferrari, ed è anche la più scarsa. Sono i tempi in cui le rosse non vincevano un cazzo dai tempi di Jody Scheckter. Ho dovuto cercare Jody Sheckter su Wikipedia, sappiatelo. Interessante che il cane a sei zampe dell'Agip sia diventato un ratto. Unito al numero 17, si direbbe che alla guida ci sia Fantozzi, quello dei film più recenti, ormai privo di ispirazione.

La McLaren ha la classica livrea bianca e rossa, ed è la più potente delle tre.


La Williams se capisco bene è quella intermedia ma non ci capisco un cazzo. Alle lezioni di Controlli Automatici il prof Tonielli perdeva ore a parlare di gran premi pensando di catturare il nostro interesse ma tutti pensavamo ai cazzi nostri, quindi non ho idea. 

Spinto da autarchico patriottismo scelgo la Ferrari. ITAAAAALIA, ITAAAAAALIA, DI TERRA BELLA UGUALE NON CE N'È e ora bevo un caffè alla cicoria.


Si comincia col gran premio del brasile. La Accolade non ha pagato i festini naziporno di Bernie Ecclestone a sufficienza quindi i nomi sono inventati. Occhio a Don Matrelli, è uno bravo.


E via che si parte.Questa è la qualificazione quindi sono da solo.

Uhm. E questa biforcazione che cos'è? la curiosità mi sopraffà immediatamente.
Ah, è il pitstop. Per non saper né leggere né scrivere cambio tutte le gomme, perché non mi fido. Belle le animazioni.


E si riparte. Ho fatto 100 metri in 37 secondi, a piedi faccio meglio. Chi va piano va sano e va lontano. I cartelli gialli mi avvisano del curvone. Peraltro, la pista brasiliana sta in mezzo alla foresta amazzonica. Non sapevo.



Ecco le tribune. Lo sfondo scrolla indipendentemente da come giro la macchina.

Altra foresta. Mi piace immaginare che là dentro ci stiano girando il seguito di Cannibal Holocaust.


Fine della qualifcazione, 2 minuti e 8 secondi.

E sono arrivato ultimo. Nota mentale, niente cambio gomme durante le qualificazioni.

Ed è ora della gara! I motori si scaldano, gli animi anche, ma il Divo Giulio no, lui è sempre impassibile. Don Matrelli lo osserva ammirato e impara come si sta al mondo.

Il semafero si spegne, e machiavellicamente Andreotti cerca un varco tra la penultima e la terzultima. Sentendosi alle spalle una presenza di tale spessore, gli avversari vanno in panico e si buttano addosso alla nostra Ferrari, che si sfascia.

La vittima designata è Vito Giuffré, fratello di Aldo e Carlo, che finisce nel girone dei DNF assieme al nostro Belzebù, a cui viene attribuita la responsabilità del misfatto. Ora restano le guerre puniche.

Prossima corsa: Monaco! Per l'occasione il principe Ranieri ha raso al suolo tutte le abitazioni adiacenti alla pista ricoprendo le macerie con una moquette verde. Giulio, pensando di trovarsi a Monaco di Baviera, commenta dicendo "Amo tanto la Germania che ne preferivo due".

Però il tunnel è rimasto. Ora che ci penso, non doveva anche esserci il mare?

Non lo vedo, ma apparentemente i bizzarri Grimaldi hanno importato delle colline dalla foresta amazzonica. Tutto quell'incesto fa male ai reali.
Finisce la qualificazione e il tempo è migliorato, non di tanto. "Organizzandosi, il tempo lo si trova sempre" commenta sardonico Andreotti.
Si parte! Stavolta non mi infilo in mezzo ma sorpasso a destra da bravo pirata della strada. Taglio anche le chicane come faceva Schumacher. Niente battute sul taglio delle piste da sci che sennò mi fanno chiudere il blog.

"Sogno o son sesto?" Questa citazione non è di Andreotti ma di Sergio Paoletti delle freddure di Topolino. Che fine avrà fatto Sergio Paoletti?
Quella macchina gialla la riconosco..è Vito Giuffrè! Ora lo supero per benino e...
...cazzo.
Vabbè. Anche stavolta DNF. Il commento amaro del Divo Giulio: "In fondo, io sono postumo di me stesso". Poltronieri è perplesso e si ritira a piangere in un angolo del paddock.

Terza corsa, il Canada! I canadesi sono ancora incazzati perché non è arrivato il carico di seta (vedi Ports of Call) quindi cerchiamo di fare bella figura.


Il circuito Gilles Villeneuve sembra frastagliato ma è praticamente un doppio rettilineo con due curvoni. Dovrebbe essere una cosa semplice, specie ora che ci ho preso la mano (e ricordo che siamo pure al livello di difficoltà più semplice).


Fatto il primo curvone. La cosa difficile è frenare nella giusta misura: troppo poco e si va in testa coda, troppo e ci si arresta perdendo tempo.


Come in questo caso. Ma il Divo mantiene il sangue freddo e riprende subito.

Il tempo pare buono.

Molto buono in effetti. Parto da terzo, davanti a Don Matrelli, che agita incazzato la tessera del PCI.


Si parte, provo a superare i due davanti, ma non va.
Come se non bastasse, al primo curvone freno troppo e Don mi supera.

Riesco però a non farmi sorpassare dagli altri, che sono rimasti molto indietro. Non so il perché ma non mi cruccio.

Ok, manteniamo il sangue freddo nel rettilineo frastagliato. (Oh, chiaramente uso termini non corretti ma tenete conto del fatto che non ho mai guardato un gran premio senza addormentarmi)
MA ATTENZIONE! ANDREOTTI SI ACCINGE AL SORPASSO! TENTA IL SORPASSO! TENTA IL DOPPIO SORPASSO!
E CI RIESCE! ANDREOTTI È PRIMO! Ma aspetta, in alto a destra dice che sono secondo.
Ah ecco, così va meglio. Riuscirò a mantenere il vantaggio?

Pare di sì, sto staccando il secondo, ora l'importante è non fare l'equivalente automobilistico di un governo balneare.



Finito il primo giro, e sono primo. Continuiamo così.



Strane architetture a Monaco.Forse è davvero Monaco di Baviera.

Fine secondo giro! Dietro di me la gente rosica da lontano. Sono di media statura etc. etc.
L'ultimo giro è per bullarmi col popolo canadese, che sventola felice le sue camicie di flanella a quadrettoni e mi perdona per non avergli portato la seta.


Fine corsa! Ho vinto! Si stappa lo champagne e il divo Giulio bacia Miss Canada sussurrandole nell'orecchio "Avrò conosciuto sì e no duecentomila persone in vita mia, pensa che questo mi faccia sentire meno solo?" La miss si mette a piangere.

Don Matrelli è arrivato secondo.

Ho vinto, ma ci sono finlandesi più bravi di me. Non importa. L'umiltà è una virtù stupenda, e questa non è la dichiarazione dei redditi.
Beh, ora che ho vinto una corsa dichiaro il campionato assegnato a me, e provo a vedere una corsa singola...
...stavolta però alla difficoltà massima.
E corro a Monza. Corro in casa, vincerò.
Purtroppo però la difficoltà alta significa che il cambio è manuale, e siccome non ho idea di quale sia il tasto per cambiare marcia, il motore esplode. Non mi qualifico, e quindi sono automaticamente eliminato.



Bah, fanculo. Basta così. Ho visto a sufficienza per potermi esprimere.

È merda?
Nel1988 sicuramente no, ora nemmeno, è caruccio ma non da stracciarsi le vesti. Ho visto di peggio, ma anche di meglio. Non ricordo cosa, ma ne sono certo.

Continueresti a giocarci?
No. La mia soglia di attenzione è bassissima, lo so, ma no. Prossimo gioco.


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